TIT.jpg (17099 byte)
 
QUIMBY.jpg (12962 byte)
   
Lunedì
18 marzo
2013

 

Ca' Tron è la seconda sfida

Ad un anno dalla cessione a Cattolica da via Roma solo silenzio
Sui progetti del nuovo proprietario non sono noti dettagli. Questo sindaco e quello futuro se ne occuperanno?
  
Era il 13 marzo dello scorso anno quando Dino de Poli, presidente di Fondazione Cassamarca, annunciò la conclusione di una trattativa per la cessione della tenuta agricola di Ca' Tron a Cattolica Assicurazioni per 76 milioni di euro.
Il quella stessa data il sindaco di Roncade, Simonetta Rubinato, dichiarò la propria soddisfazione per la notizia dell' “intenzione di Cattolica di conservare l'unicità dell'azienda, di recuperare i fabbricati oggi in degrado e di riqualificare l'attività agricola”.

CATRON.jpg (47892 byte)

In seguito, però, l'amministrazione comunale non ha mai più parlato di Ca' Tron. Non si sa se se ne sia preoccupata, cioè se almeno abbia incalzato la compagnia veronese per ottenere informazioni più precise. Di certo non sono state riportate ai roncadesi.

E' stato necessario attendere il 17 luglio per leggere, in un'intervista al Corriere del Veneto, qualche tratto del “programma quadro” del presidente del gruppo assicurativo, Paolo Bedoni. Qualcosa di tranquillizzante, per molti versi, dato che traspariva l'intenzione di mantenere la vocazione rurale dell'area e di spingere verso una concezione evoluta di attività agricola.
Poi ancora il nulla, se non la conferma, da fonti di stampa, che il denaro per la compravendita sta passando regolarmente nelle mani del cedente.

BEDONI.jpg (32039 byte) Il tema che si pone è analogo a quello sollevato alcuni giorni fa in merito ai progetti della Triennale di Milano sull'ex Outlet: chi governa la città è tenuto o no a chiedere chiarezza e adeguate informazioni su ciò che un potente soggetto privato intende compiere sul territorio comunale?

La tenuta di Ca' Tron, come noto, è probabilmente il più grande latifondo ancora integro in Italia, le sue potenzialità, dicono gli esperti, sono enormi. Forse la parte pubblica dovrebbe esigere di conoscere dalla proprietà, ad esempio – giusto per rimanere nell'alveo dell'emergenza sociale prioritaria, di questi tempi – quali possibilità occupazionali ci siano, oppure quali raccordi vi possano essere fra la valorizzazione agricola dell'area e i progetti di impulso turistico di cui si fa cenno nel piano strategico di qualche anno fa. Almeno per ricordare al nuovo inquilino che, anche se ha comprato l'attico, sempre in un condominio ha preso casa.
Chissà se per caso questo interrogativo sia sorto anche fra le opposizioni, in qualche nebbioso angolo mentale della loro rassegnata e ormai pluriennale desistenza.

Ad ogni modo, anche la questione appena trattata – cioè la trasparenza nei rapporti e la non passività rispetto al nuovo ricco latifondista di Ca' Tron, peraltro quotato a Piazza Affari – è un compito che il prossimo sindaco dovrà ragionevolmente inserire fra i primi dieci della sua agenda.

  

Roncade.it