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Giovedì
17 ottobre
2013

 

Adelante, Pedro, con juicio

I soci della Bcc di Monastier provano ad uscire dalla nebbia
Domani un convegno su etica e moralità per prendere coraggio. E per misurare le stature
  
La tecnica è sempre un po' la stessa, lanciare il sasso e nascondere la mano.
Nei circuiti che girano attorno alla convalescente Bcc di Monastier e del Sile gli specialisti non mancano.
A confidenze dettagliate che descrivono uno scenario inquieto nel parterre dei soci fanno eco richieste di smentite non appena il profilo traspare da un articolo di stampa.

I giornali non si devono permettere di creare turbamento. Svolgano con diligenza il loro compito di copia-incolla di note ufficiali o di trascrizione sotto dettatura telefonica e tornino a posto in silenzio.

Ma i tentativi di usare i media per vedere l'effetto che fa a Monastier, come detto, non sono una novità.

Nell'aprile del 2012 l'abitudine fu già stigmatizzata su queste pagine, sollevando l'ipotesi che le turbolenze innescate ad arte potessero accentuare eventuali rischi di commissariamento.
Profezia quasi casuale, dato quello che si seppe più tardi, ma trentadue giorni dopo il commissariamento arrivò.

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Domani c'è un convegno organizzato da un Comitato Soci in cui si parlerà di “Etica e moralità nel mondo cooperativo”. Alcuni fra i coinvolti spiegano che l'occasione sarà utile anche a “contarsi” per mettere assieme una rosa di nomi da proporre all'assemblea elettiva che il commissario convocherà al termine del suo mandato. Il timore è che lo stesso amministratore straordinario, una volta “fatti quadrare i conti”, possa cercare di ispirare un consiglio di sua fiducia.

Salvo inchinarsi e giurare, con nota scritta e sottoscritta, che ogni singolo componente del Comitato nutre “la stima più totale” sull'operato del commissario. Compresa la cessione di quei quattro sportelli alla Bcc delle Prealpi che dietro le quinte non gli aveva fatto guadagnare grossi complimenti (specie per quello dorato sul litorale).
Armiamoci e partite.

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Rispetto a questa banca, di certo per numero di soci e correntisti del territorio più "nostra" di tutte le altre (e per questo patrimonio sul quale ogni settore delle classi dirigenti locali è tenuto a riporre la massima attenzione) un ragionamento responsabile sul percorso di guarigione tuttavia si impone.

Le domande-chiave sono sostanzialmente due:
1) In questi mesi di commissariamento ogni anticorpo avrà fatto davvero il suo dovere fino in fondo?
2) Sarà davvero a tenuta stagna quella membrana costruita negli ultimi tre anni tra gli ambienti (politici) che nel recente passato caldeggiarono certi discutibili affidamenti e quelli che ora sembrano più ferventi per la futura gestione della Bcc?

Con le scuse preventive se tutto questo appare la solita consunta dietrologia da giornalisti.

  

Roncade.it

  

 
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