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Martedì
19 novembre
2013

 

Bambole spettinate

I nomi, i perplessi, gli attendisti e i virtuosi virtuali
Si può dire che è stato un gioco oppure sperare che il confronto prosegua su una pista reale e utile
  
Qualcuno ha fatto nomi, qualcuno ha fatto squadre.
Qualcuno però ha eccepito e qualcun altro, magari per responsabilità non sua, non ha capito.

Le reazioni alla proposta di mettere nero su bianco nomi e cognomi quali possibili candidati amministratori per la prossima primavera, così come era atteso, sono state diverse e si può provare a far sintesi.
I nomi avanzati sono leggibili nella pagina in cui c'è il pezzo. In ordine sparso: Guido Geromel, Gilberto Daniel, Chara Tullio, Sergio Leonardi, Lorenzo Pezzato, Aurora Grosso, Paolo Gatto, Giacomo Buldo, Lucio Bonel, Paolo Collovini, Simone Piovesan, Giovanna Geromel, Aldina Vincenzi.

Non manca chi lancia qualche nome probabilmente per scherzo e chi, per altri canali, assicura l'arrivo di un'idea definita entro la fine dell'anno (Acer).

Qualcuno di navigato fa infine intendere che un nome ce l'ha ma che per strategia lo potrà dire solo al momento giusto.

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Chi non è d'accordo sul metodo articola il pensiero su alcuni capisaldi.
Zeno Lorenzon pone una questione di progetto. Le brave persone sono molte, sostiene, ma occorre vedere cosa propongono. "Cosa le distinguono da altre? Qual'è il programma che intendono portare avanti, gli obiettivi, le priorità?". Poi disegna un sindaco ideale "che mette al primo posto il cittadino, i suoi bisogni, i suoi diritti, le sue angosce, le sue paure, che non mi riceve in ufficio previo appuntamento, con i minuti contati perchè ha un'altro impegno, ma se necessario passa per casa mia" per concludere che "quel nominativo che meglio mi rappresenterebbe potrei essere io, ma sono cosciente di essere fuori dagli schemi".

Si tratta di uno slancio di sublimazione che si trova anche nella raffigurazione di Lorenzo Pezzato. "Vedo un sindaco (e gli assessori di conseguenza) che abbia molto, moltissimo tempo libero e che ogni settimana dedichi molte, moltissime ore a ricevere i cittadini per applicare il punto uno del programma per realizzare il quale è stato eletto: rendere l’amministrazione un incubatore di idee, non importa se provenienti da elettori di destra, di centro o di sinistra. Vedo una Giunta che si porti dietro un bagaglio di cultura e competenze, non di militanze".
Con grande onestà, va rilevato, Pezzato riconosce infine che sta parlando all'incirca di un mondo di avatar. "Prima che qualcuno lo rilevi per l’ennesima volta, lo dico io: sto proponendo un programma che porti a una Roncade immaginaria popolata da tipi umani teorici. Perché è l’unico che voterei".

Luciano Damelico, infine, aggancia il suo non possumus a prerogative di meritocrazia. "Non condivido il metodo del tutti possono candidare tutti", premette (un dubbio: vuol dire che solo alcuni hanno il privilegio di proporre soggetti presi da una rosa ristretta già preselezionata?). "Da elettore vorrei tanto poter scegliere tra persone capaci e non semplicemente da un elenco di bravi cittadini che finora si sono goduti la partita comodamente in poltrona, magari criticando sia il gioco che i giocatori".

A questo punto si può dire che è stato un gioco oppure sperare che, almeno fra le persone citate, prosegua il confronto su una pista che potrebbe diventare anche vera, operativa e probabilmente utile.

  

Roncade.it

  

 
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