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Domenica
10 novembre
2013

 

Amici, basta pettinare le bambole

O si prova a far dei nomi oppure siamo alle solite
Appello a Pezzato, Geromel, Damelico, Gatto, Piovesan, Giacometti, Salvian, Ceccato, quelli dell'Acer, etc
  
Questo è un appello di metodo ai lettori di Roncade.it che con maggiore generosità si sono sforzati fino ad ora di produrre contenuti e spunti per costruire idee.
Per fare alcuni nomi, in ordine sparso, a Lorenzo Pezzato, Giovanna Geromel, Luciano Damelico, Stefano Salvian, Simone Piovesan, Paolo Giacometti, Paolo Gatto, Antonio Ceccato, gli amici dell'Acer, da Riccardo Furlanetto a Francesco Lorenzon, e tanti altri meno assidui.
Il tema è quello delle prossime elezioni comunali di primavera e l'alternativa qui posta è la seguente.
A) Continuare così in un esercizio di riflessioni spesso intelligenti ed acute sulla società roncadese, sulle sue espressioni democratiche e sul futuro amministrativo a seconda di proiezioni ancora un po' confuse della prossima classe politica.

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B) Provare a condensare il pensiero attorno a fisionomie con nomi e cognomi. Cioè proporre persone precise che, a vostro giudizio, abbiano le caratteristiche per indossare i panni dell'amministratore. Dal candidato sindaco al candidato consigliere, cercandoli magari in ambiti non canonici.

La premessa che genera la strada B è che nessuno si candiderà fino a quando, nel rispetto di una dinamica passiva e tradizionale, un gruppo ristretto di decisori (leggi sindaco uscente, segretario e un pugno di intimi), in un giorno di metà inverno, designeranno una persona da far correre e aggregheranno attorno ad essa una squadra calibrata con i consolidati sistemi della distribuzione per frazioni, per genere, per professione, per gradimento di gruppi sociali più o meno formali.
Niente di strano, in questa situazione non si può che far così. Interpellati con le dovute maniere, allora (“sei una risorsa preziosa, abbiamo pensato a te, sappiamo che tanta gente ti stima, dacci una mano, la comunità ha bisogno di persone serie” e via lusingando), i nomi in pectore accetteranno o meno di comparire nella lista del candidato sindaco.
Tutto già visto mille volte.

Dunque; se va bene così va bene così, noi ci si mette tutti sul balcone aspettando i prossimi sindaco, assessori e consiglieri per vivisezionarli ad ogni passo, anche questo nel rispetto della tradizione.

Se non va bene, ecco l'invito-sfida-appello della mozione B: fate voi dei nomi.

Qui sotto c'è uno spazio, altrimenti c'è l'e-mail.

Poi saranno i citati casomai a dire: no grazie, non mi interessa. In tal caso avranno le scuse per il disturbo anche se, alla fine, non avranno ricevuto che attestazioni di stima.
In piccolo è l'esperimento che si sta facendo in modo più strutturato a Mogliano.

Altrimenti, davvero, stiam qui tutti pigri a pettinare le bambole...

Roncade.it


Giacometti: per me Guido Geromel
Affiancato da giovani potrebbe far crescere una nuova classe politica

12 novembre 2013

Gentile direttore

Tirato in ballo, non posso esimermi dal prendere tastiera e “cervello” e rispondere alla Sua provocatoria richiesta.

Si, ho usato la parola “cervello”, perché ritengo che la scelta vada fatta oltre le emozioni, oltre le turbolenze che da qui a maggio potrebbero nascere a livello nazionale, d’altra parte a livello locale si vota la persona che si conosce, che vive vicino a te e che condivide la tua stessa avventura; si va ben oltre i colori politici e le appartenenze di bandiera.

Consideriamo poi che è difficile dire qualcosa per le prossime elezioni, è più facile perderle che vincerle e non parlo solo pensando ai numeri dei voti che possono essere espressi.

Siamo reduci da un lungo periodo di governo locale cresciuto e sviluppato nel nome del Sindaco uscente che ha, attraverso il suo carisma, dettato la linea politica affiancata da liste più o meno civiche che appoggiavano un disegno politico che ci ha fatto vivere un positivo periodo di calma, ma non è sempre stato così, ricordiamoci come è avvenuta la prima elezione “Rubinato” (19 voti) e le difficoltà dialettiche del primo mandato.

Ora è il momento di uscire allo scoperto di passare la mano, ma il personaggio carismatico non è nato e il giovanilismo non può essere la sola condizione per una candidatura, se a ciò aggiungiamo che il futuro candidato erediterà una condizione economica non certamente invidiabile (chiaro il riferimento non a situazioni particolari locali, ma a condizioni generali dei comuni in Italia) il gioco è fatto e così nessuno sembra ambire a tale posto.

Secondo il mio parere il futuro candidato deve quindi avere delle particolari propensioni al servizio, non perderci nulla, disponibilità di tempo e magari non puntare a carriere politiche esterne future, per questo ritengo che qualsiasi nome che ora si farà non ti ringrazierà, ma bensì cercherà di defilarsi il prima possibile.

Ora so che mi giocherò una amicizia, perché partendo da queste considerazioni ritengo che in questo momento l’unica persona che risponde a queste caratteristiche, sommando alle stesse una buona dose di esperienza sia la persona di Guido Geromel che ha operato in questi due mandati come assessore con una presenza costante, seria, disponibile e silenziosa finalizzata a risolvere i problemi della gente.

Ovvio che è una mia opinione che non ho confrontato con nessuno e non ha nessun valore politico, ma è una candidatura che, affiancata magari da una buona parte di giovani, potrebbe dar vita ad un periodo finalizzato a far crescere una nuova classe di amministratori locali che si impegnino per i prossimi anni a garantire per Roncade una situazione di sviluppo rispettoso dell’ambiente, di qualificazione urbanistica e di attenzione al sociale.

Ora fatto il nome, vorrei che qualcuno cominciasse a pensare anche al cosa fare, che secondo me è ben più importante del chi…. penso che su questo si dovrebbero concentrare le attese dei roncadesi, ben sapendo che non si potrà promettere ciò che non si potrà realizzare.

Dimenticavo, chiunque sia il candidato deve però, deve oltre che usare il mezzo informatico, anche impegnarsi a stare in mezzo alla gente e ascoltare quali sono i veri problemi

Grazie

Paolo Giacometti

  

 
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