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Lunedì
10 giugno
2013

 

La siesta perfetta

Ma l'opposizione non sa proprio concepire altro?
Una volta ogni tanto arriva l'ora dell'Avvelenata. Questa volta sono le minoranze a tirarla per i capelli
  
Ma se io avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto.

Ci sono momenti in cui alcune cose, anche se per quieto vivere sarebbe meglio trascurare, arrivano al punto di troppo pieno e giova liberarsi della pressione.
Ci vorrebbero delle premesse, giusto fare la persona a modo, però è l'ora dell'"Avvelenata" e urge venire al sodo: ma l'opposizione di questa città davvero non ha altre maniere di infastidire il sindaco se non quella di insistere a disco rotto sul tema dell'incompatibilità e/o ineleggibilità?
Dico sul serio e senza prendere le difese. Anch'io, per una lezione di stile che nel tempo rimarrebbe più memorabile delle slide di Piazza Longa, avrei preferito un gesto nobile di Rubinato (non valgono le richieste contrarie del suo gruppo, siamo seri).
Così non è stato ma, legge o non legge, ci interessa poco.

Il punto è, ripeto: ma di che materia sono fatte queste inutilissime minoranze roncadesi?
Ci sarebbero state decine di argomenti sui quali eccepire, aprire una discussione, stimolare un rapporto critico fra la propria base elettorale e la giunta.

Perchè, qualora il dettaglio fosse sfuggito, fare opposizione mica si limita al votare contro in commissione o in assemblea. Troppo facile, troppo pedestre. Si mette agli atti il proprio dissenso in aula e si può dire alla gente: “vedete? Io ero contrario”.
Nossignori, questa è resa neuronica. Questa è siesta perfetta.

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Opposizione vuol dire elaborare interpretazioni alternative, volta per volta sui diversi temi che attraversano la vita amministrativa. Produrre idea, pensiero, compromettersi con interventi pubblici su giornali, blog, social forum, tazebao, fossero anche graffiti sul muro del campo sportivo.
Significa esporsi, lasciarsi leggere, giudicare, ricevere commenti altrui, gettare un Alka Seltzer in un bicchiere d'acqua per renderlo effervescente. Ecco, rendere digeribili alla città bocconi che altri vorrebbero far inghiottire senza masticare.
Ne abbiamo buttati giù tanti, sapete? L'ultimo è quella non qualificabile cementificazione sulla Treviso-Mare, a due passi dalla strada romana Claudia Augusta, sulla quale dai banchi dell'ala destra non si è mosso un dito. Evidentemente la speranza che possa derivarne un po' di lavoro per le imprese della zona supera tutti i principi di conservazione del territorio.

L'opposizione dovrebbe essere il cane da guardia, quello che che ti fa star tranquillo per il fatto che sai che qualcuno vigila.
Se un sindaco è un sindaco per tutti, l'opposizione dovrebbe essere garanzia di sorveglianza per tutti. Invece si è rotta, frammentata, assenteizzata.

Si è stancata presto di perdere come se perdere fosse solo perdere ai voti in sala consiliare e non qualcosa di più serio.

Se io avessi previsto tutto questo.
Non sarei così stanco delle solite storie che mi sento raccontare del “teròn” che comanda lui. Cos'è, un alibi?
Da quanti anni è evidente che, con un sindaco nella capitale, il vicerè ha spazi di manovra mai lasciati prima ad un segretario? Qualcuno gli ha forse creato qualche disturbo? Qualcuno li ha reclamati? Vuol dire che sta bene così, cosa c'è di nuovo? Sappiamo di che pasta è l'uomo. Ha interpretato perfettamente il ruolo di sentinella perpetua del suo Olimpo, più realista del re vede in ogni aggregazione spontanea di popolo potenziali germi di eversione al punto, a volte, di infiltrarvi informatori dilettanti (del resto prendendoli fra i meno furbi).
Indica gli amici che si deve avere per essergli amico, stila di suo pugno, o almeno vaglia e ritocca, interventi pubblici che poi qualche carne da cannone firma facendo spesso una trista figura.
Non piace?
Eppure non si trovano altro che vecchie e scadute carte giudiziarie di quando il soggetto era sindaco nell'isola d'Ischia. (doppioni: il dossier sui peccatucci è arrivato anni prima da laggiù e più completo).
Eppure non si trova altro, per anni, che fare accenni alle solite fantomatiche frequentazioni extralavorative con la sua datrice di lavoro. Embè? Anche fingendo fosse vero sarebbe un reato? Politicamente avrebbe rilevanza?

Tutta qui, l' opposizione?
Capisco quelli della maggioranza, la cui rinuncia alle facoltà di critica, contrabbandata per lealtà, è condizione necessaria per stare nel posto in cui stanno.
Ma l'opposizione, che da perdere non avrebbe nulla?
Cosa è giunto dai circoli intellettuali dell'opposizione roncadese degli ultimi dieci anni di prezioso, volonteroso, trasparente, innovativo, strategico, acuto, elevato? Cosa si dirà, fra qualche mese, ad un elettorato immemore da anni anche dei nomi dei consiglieri di minoranza? Ci si farà prestare un po' di bolscevichi da Treviso, come argomento forse tira ancora.

Io, nel frattempo, tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare.
Nella speranza di aver cose da raccontare, da qui alla prossima primavera, anche dell'opposizione. Ma serie però.

  

Gianni Favero

  

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