TIT.jpg (17099 byte)

FB.jpg (3148 byte)

acer.jpg (4108 byte)
   
Martedì
12 novembre
2013

 

Bottegheri a chi?

Acer: "Di cose a vantaggio di tutti in questi anni ne abbiamo fatte"
Siamo anche offesi da chi ci fa passare come orchi intolleranti in un paese di fate e menestrelli
  
L'ACER direttamente o comunque la comunità dei commercianti ed esercenti che anche indirettamente ne fanno parte o “banda dei bottegheri” come ci ha definito qualcuno sui commenti all'articolo sulla piazza... è stata tirata in ballo diverse volte negli ultimi tempi, rispondiamo solo ora perchè eravamo in preparazione della riunione generale di fine anno e abbiamo aspettato che si svolgesse prima di dire qualche parola.

In realtà il motivo principale del nostro nostro intervento avrebbe dovuto essere l'interessante articolo sulla questione del centro storico e della sua eventuale pedonalizzazione ma c'è anche dell'altro. Per quanto riguarda la questione della Piazza Longa o del centro storico ribadiamo ora come in passato che ci sta ovviamente a cuore, molti commerciati sono talvolta anche residenti, ciononostante non abbiamo mai preteso di essere un gradino sopra gli altri per l'uno o per l'altro motivo ma nemmeno che le nostre voci si perdano in una cacofonia diffusa di ridondanti tavoli di confronto, peraltro già visti in passato, dove anche la neofita associazione amici del curling (con il massimo rispetto qualora esistesse) ha voce in capitolo tanto quanto noi, salvo poi non condividerne nessun rischio.

Tanti tavoli, tante voci, apparentemente tanta democrazia partecipativa, conseguenze finali: zero risultati.

Diciamo che avrebbe dovuto perchè l'argomento è presto esaurito per noi in quanto l'attuale direttivo ACER è virtualmente dimissionario in quanto nel 2014 e cioè tra una cinquantina di giorni il suo mandato entra in scadenza e non è sua intenzione riproporsi (sarebbe il terzo mandato...).

CITTA.jpg (55058 byte)

Pertanto nel corso della riunione è stato lanciato un ulteriore e ultimo invito agli associati presenti affinchè qualcuno si faccia avanti. Questo basta da sè per spiegare come sia un po' complicato al momento raccogliere l'invito a ragionare su eventuali avventure politiche, ragionamento peraltro già fatto in passato e all'epoca scartato per altri motivi. Ma tutti questi saranno argomenti per un futuro e più dettagliato resoconto.

Capita però che in questi giorni di attesa pre e post riunione per pubblicare uno stringato comunicato ci siamo imbattuti in un articolo che (anche su richiesta di nostri associati) non possiamo esimerci dal commentare.
Quando leggiamo: “il nemico del mancato guadagno diventa il ragazzo che, per due ore, suona il sax, la signora che elemosina sotto il portico....” o più chiaramente “...intervento richiesto telefonicamente da qualche esercente a cui non si sa se disturbi la musica in se, la presenza di un questuante in prossimità del proprio negozio, lesiva del pubblico decoro cittadino, o quegli spiccioli che potrebbero entrare nel sacchetto anziché nelle casse dei negozi...” e ancora “la possibile apertura di una Roncade Outlet Gallery sortì l'effetto di coalizzare il mondo commerciale locale contro tale apertura...” e via dicendo non possiamo che restare interdetti.

Interdetti e offesi perchè una tale illazione è pari a dare del mentecatto a qualcuno, qualcuno che lavora.
Tralasciando per un attimo il mondo fatato insidiato dagli orchi come viene descritto, dove le fate sono i menestrelli che allietano con la loro musica il volgo e i poveri questuanti che chiedono qualche soldo, mentre gli orchi sono gli esercenti intolleranti che li aggrediscono e li cacciano a male parole, pensare che una categoria di lavoratori che tra le altre cose non sta' certo passando dei bei momenti possa chiamare i vigili (cosa comunque da verificare) perchè invidiosa di quattro spiccioli dati a queste persone è quantomeno umiliante, anche qualora si trattasse di una metafora.

Volendo essere pignoli a questo punto facciamo notare che a ogni nostra “occupazione del suolo pubblico” come viene definito anche il solo piazzare un cartello per pochi giorni se non pagata viene sanzionata dall'Abaco e definita un abuso, e alla minima nota che svolazza da un qualsiasi altoparlante o cassa di un locale, se non sei andato (no mail, bonifici, posta...) di persona a Mogliano a fare la fila e pagare la SIAE sono dolori e potremmo continuare. In ogni caso sarebbe da chiedersi a quale esercente o privato, specialmente in questi anni di magra, fa piacere questo via vai davanti alla sua bottega, certo basta che non sia la sua, meglio ancora se una bottega non ce l'ha...

Per quanto riguarda l'outlet poi, i più informati sanno che da anni siamo in contatto con il gruppo Basso tramite il responsabile della sua commercializzazione, il Dott. Sabadin con il quale una volta scongiurato il pericolo di un centro commerciale classico con relativo reparto alimentare abbiamo collaborato molto bene e siamo in buoni rapporti tanto che in occasione della festa anni 70/80 ci è stato messo a disposizione gratuitamente il parcheggio.
I più informati appunto... forse è molto meglio informarsi a volte!

Certo potremmo condividere ragionamenti su certi ritardi e lentezze negli aggiornamenti delle nostre attività, del nostro modus operandi e della nostra immagine, specie in un mondo sempre più velocemente in movimento ma è un ragionamento che ha senso solo se si considerano anche i motivi, le difficoltà, i costi e le insicurezze che attanagliano ogni giorno la categoria del commercio e del piccolo artigianato.
In questi anni pensiamo di aver fatto qualcosina... partecipato a tavoli comuni e riunioni, confrontati a volte anche aspramente con l'Amministrazione, realizzato un sito web, organizzato eventi e incontri, fatto feste e costruito cose tangibili come tra le altre citiamo il wi fi gratis (un anno abbondante di beghe burocratiche per fortuna ampiamente rese note da questo sito) per il quale l'installazione delle antenne principali ha generato per ricaduta traffico internet gratis per scuole e biblioteca.
Abbiamo lavorato non solo per noi stessi quindi ma per tutti e l'abbiamo fatto sacrificando tempo sottratto al nostro lavoro e alla nostra vita privata e spesso anche qualche soldino a livello personale ma sempre con la gioia di fare cose che potessero migliorare la nostra città affrontando con pochi fondi difficoltà un po' di tutti i tipi, soprattutto abbiamo cercato di far gruppo, di creare coesione e partecipazione tra i commercianti.

Infine sempre per i malinformati, ribadiamo che l'ACER non è morto, non ancora, e per seppellirlo c'è ancora un po' di tempo ma finchè sarà vivo continuerà a fare la differenza tra chi fa', con tutte le critiche che ne conseguono e chi parla o... scrive soltanto.

------

P.S. Per i motivi tecnici nostri interni cui abbiamo accennato sopra questo articolo esce soltanto ora mentre prendiamo lettura dell'ultimo del Direttore al quale fin da ora garantiamo una riflessione interna che produrrà una risposta entro fine anno.

  

ACER Cittattiva

  

 
Condividi su Facebook