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Lunedì
31 dicembre
2012

 

Parroco, mi quereli oppure la smetta

Lettera aperta a don Valeriano Mason
Caso scuola materna. Nel suo bollettino il sacerdote se la prende con il cronista ma passa il segno
  
Reverendo Don Valeriano, nello svolgersi degli eventi del 21 dicembre scorso le avevo rispettosamente chiesto per e-mail e in forma privata, il pomeriggio dello stesso giorno, di evitare apprezzamenti “sul piano personale e professionale” sul mio conto in quanto, così le ho scritto, “non accettabili”.
 
Quanto da Lei fatto pubblicare nell'ultimo numero del periodico parrocchiale “Campane di Tutti i Santi”, però, non va certo in quella direzione e, chiamato pubblicamente in causa, mi vedo indotto a replicare.

Certo, non c'è il mio nome.

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Però se lei cita le presunte scorrettezze di un giornalista dell'Ansa, dato che in tutto il Veneto di giornalisti Ansa siamo in meno di 15, è abbastanza immediato identificare quello di Roncade che verosimilmente è stato raggiunto dalla notizia.

Non sono più i tempi dell'odiosa formula di citare il peccato e non il peccatore.
Diciamola tutta: se Lei ritiene che nei take del giorno 21 vi sia stata diffamazione mi quereli con la massima serenità, io saprò replicare.
Da un parroco chiunque si aspetta serietà e concretezza.

Ma rivediamo la cronaca degli eventi di cui stiamo parlando.
La mattina del 21 dicembre ho proposto ai miei superiori della sede Ansa regionale la notizia che in seguito è stata diffusa alle redazioni abbonate venete, alle ore 10:00, nella seguente forma:

PD: CAMPAGNA PRO RUBINATO A MINORI, SCONCERTO NEL TREVIGIANO

(ANSA) - RONCADE (TREVISO), 21 DIC - I genitori dei bambini
iscritti alla scuola materna parrocchiale di Roncade hanno
trovato, nelle tasche dei cappotti dei figli, assieme ad altre
comunicazioni interne, la copia di una lettera siglata dal
presidente della Federazione scuole materne (Fism) del Veneto,
Ugo Lessio, contenente un invito a sostenere il deputato Pd
Simonetta Rubinato sulle sue pagine Facebook.
La missiva rileva come la parlamentare sia "stata molto attiva" per recuperare contributi alle scuole materne paritarie
e come, tuttavia, per questa operazione, nel suo sito Facebook
vi siano "numerose manifestazioni di contrarietà dei soliti prevenuti".    

Nel documento, inserito negli abiti dei piccoli - e per
questo oggetto di riprovazione, a prescindere dal suo contenuto,
da parte di varie famiglie - viene proposto di "dare un
concreto segno di condivisione e di apprezzamento dell'impegno
dell'on. Rubinato intervenendo e facendo intervenire più
persone possibili sul suo sito Facebook". (ANSA).

Si tratta dell'asciutto resoconto di un fatto, verificato con scrupolo nel corso dei giorni precedenti grazie alla testimonianza di tre diverse famiglie con figli iscritti alla scuola, e integrato dalla registrazione di un giudizio espresso dagli stessi genitori testimoni (“riprovazione”) non per il contenuto del documento ma per il suo metodo di distribuzione.

Circa un'ora dopo, signor parroco, ho ricevuto una Sua telefonata in cui Lei mi chiedeva conferma rispetto alla paternità della notizia. E' stata una comunicazione chiusa in maniera molto stizzita da parte Sua, con esplicito invito a “vergognarmi”, benchè il testo del mio scritto non Le fosse ancora noto.

Per puro riguardo verso la Sua persona, sospettando un fraintendimento, ho allora provveduto a stampare il take ed a recarmi personalmente da Lei, circa un quarto d'ora dopo, per cercare di comprendere dove fosse il problema che Lei lamentava.
Anche in canonica è stata una conversazione breve al termine della quale sono stato sostanzialmente invitato ad andarmene con una terminologia che qui mi limito a definire “colorita”.

Non ho ribattuto per sincero rispetto verso la veste che indossa e la Sua casa - nella quale peraltro non eravamo soli - prima che per scarsa familiarità con quel genere di lessico.

Nel pomeriggio ho ricevuto un comunicato ufficiale da parte Sua ed ho al più presto operato in modo da farLe esercitare il Suo diritto di replica, ai sensi della legge sulla stampa n.47 del 1948. 
Norma della quale, per simmetria, anch'io chiedo qui formalmente e pubblicamente di usufruire nel prossimo numero di "Campane di Tutti i Santi".

Il take diffuso alle 16:41 su rete regionale è stato il seguente:

PD:CAMPAGNA PRO RUBINATO A MINORI,PER PRESIDE E'SOLIDARIETA'

(V.'PD: CAMPAGNA PRO RUBINATO A MINORI, SCONCERTO...' DELLE 10)

(ANSA) - RONCADE (TREVISO), 21 DIC - La direttrice della
scuola dell'infanzia paritaria 'Asilo Vittoria', di Roncade,
nelle tasche dei cui iscritti sono state inserite copie di una
lettera della Fism che invitava a sostenere il deputato
Simonetta Rubinato su Facebook, ha oggi confermato di aver
operato nel modo denunciato da alcuni genitori.
Silvia Castellan, questo il nome della dirigente, ha spiegato
di aver fatto recapitare "nella taschina postale di ogni
bambino questa circolare destinata ai loro genitori, come
avviene ogni volta che giungono comunicazioni da parte della
federazione regionale".
Castellan ha inoltre precisato che si è trattato solo di un
gesto per manifestare "solidarietà ed apprezzamento all'on.
Rubinato per l'impegno dimostrato a sostegno delle scuole
paritarie dell'infanzia". (ANSA).

Risulta evidente che, contrariamente a quanto Lei sostiene nel foglio parrocchiale, da parte mia Le è stato riservato tutto l'ascolto possibile: al telefono, di persona, per scritto.

L'episodio è stato ripreso l'indomani da tutti i quotidiani locali, quindi forse “priva di senso” (cito sempre il Suo giornale) la notizia non era.
Anche il presidente veneto della Fism, Ugo Lessio, pare aver sollevato qualche perplessità sul Vostro operato e quindi forse lo sconcerto dei genitori meritava davvero l'attenzione da parte di un giornalista.

Purtroppo non un giornalista illuminato da quel “Dio-con-noi che ogni giorno annuncia verità, giustizia e pace” a quanto pare soltanto a Lei e ai suoi collaboratori.

Indegno della grazia di tanta certezza, sorvolo sull'impronta talebana dell'assunto ed evito di impantanarmi in una povera discussione su torti o ragioni per un fatto alla fine piccolo.

Quella lettera fotocopiata infilata nelle tasche di bambini è stata di sicuro un'azione fastidiosa e meritevole di cronaca ma che mi immagino compiuta con leggerezza o forse con eccesso di realismo. Sono sicuro che non c'è stato dolo da parte di alcuno, così come credo al fatto che l'onorevole fosse all'oscuro dell'iniziativa. Allenata com'è al gioco delle ricadute comunicative suppongo avrebbe fatto in modo di scongiurare rischi inutili.

Però il mio personale giudizio di cronista non deve pesare e infatti prima d' ora non è mai stato espresso.
Pesa, ed è su questo che non posso soprassedere, la Sua scomposta e reiterata offensiva verbale, in forma orale e scritta, a caldo e a freddo, verso una persona che come chiunque cerca di svolgere quotidianamente il proprio lavoro meglio che gli riesce e alla luce del sole.

Se c'è stato errore, ripeto, agisca di conseguenza: sia concreto e diamoci appuntamento in Tribunale. A questo punto anche a me gli argomenti non mancano. Almeno proponga un esposto all'Ordine dei giornalisti. Mi risparmi la magnanimità di un perdono cristiano perché non c'è pentimento e comunque non mi importa.

Se, al contrario, fosse a Lei che gli argomenti mancano, La prego di avere la cortesia di smetterla con certe espressioni, sia stampate sia pronunciate in assenza dell'interessato.

Con il rispetto di sempre e con un non convenzionale augurio di maggiore serenità per l'anno che viene.

  

Gianni Favero