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Venerdì
20 gennaio
2012

 

Vacche da latte verso l'estinzione

Fra due mesi a Roncade chiuderà un'altra stalla
Allevatori costretti a vendere sottocosto, nel comune ne resteranno soltanto quattro
  
Il prossimo 31 marzo chiuderà un'altra stalla e a Roncade non ne rimarranno che quattro. I 100 quintali di latte al giorno della metà del secolo scorso oggi sono diventati a malapena 30 e comunque il business non sta più in piedi perchè per rendere ragionevoli i bilanci di un'azienda occorrerebbe che il prezzo fosse almeno di 50 centesimi a litro, mentre il valore pagato non supera i 39. Effetto, sostengono gli addetti ai lavori, soprtattutto delle massicce importazioni di latte dai paesi dell'Est, circa il 50% del totale, a prezzi sensibilmente minori.

La denuncia è di uno degli ultimi roncadesi del settore a resistere, Gino Rigato, che per delineare il quadro fa un esempio. “Nel 1986 – ricorda – il latte ci veniva pagato 850 lire al litro”. Considerando il cambio lira-euro ed il fatto che da allora sono trascorsi 25 anni è chiaro che è molto più di adesso.

E' vero che in altri paesi della Ue ai produttori vengono riconosciuti compensi anche inferiori a quelli italiani, ma, sottolinea ancora l'allevatore roncadese, “qui ci sono costi burocratici e norme sulla gestione dei reflui animali più pesanti che altrove”.

Dunque?
La dinamica del mercato del latte è chiaramente un tema di livello nazionale se non europeo, e il caso roncadese si inserisce a pieno titolo in uno scenario non diverso da molti altri. Le considerazioni che ci sono possibili vanno piuttosto compiute sulla transizione di questo territorio dall'economia agricola di cinquant'anni fa a modelli che oggi non sono affatto chiari. Non c'è un solo segmento del sistema produttivo o dei servizi sul quale non interferiscano tutte le incognite della globalizzazione e per il quale, perciò, le certezze per il futuro non siano di corto respiro. In simili contesti anche le pianificazioni a livello locale rischiano di diventare strumenti che, pure se attivati in tempo, arrivano in ritardo rispetto alle trasformazioni socio-economiche nel frattempo intervenute.

Il caso del latte, in conclusione, è solo una delle molte spie per i futuri gestori della politica territoriale. Servirà una classe dirigente che dovrà essere fluida e rapida, intuitiva e preveggente, con la capacità, cioè, di formulare a cadenza quotidiana ipotesi su cosa accadrà l'indomani. Mai tranquilla, mai appagata, la sera, soltanto per aver diligentemente portato a termine l'ordinaria amministrazione della giornata.


     

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