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Martedì
24 gennaio
2012

 

Ma che fine fanno i siti di partito?

Quelli lanciati con le amministrative sono chiusi o fermi
L'unico vitale è quello dei centristi. Manca il tempo per aggiornarli o manca la passione per il confronto?
  
Alla fine della home page di Roncade.it c'è una serie di link a siti locali. Associazioni, parrocchie, gruppi politici all'inizio pieni di energia.

Lasciando stare le prime due categorie soffermiamoci un attimo su questi ultimi, perché la verve del primo giorno l'ha mantenuta soltanto la Costituente di Centro. C'è poi una discreta attività del blog di Simonetta Rubinato ma questo, per la natura del personaggio che è un politico di professione, è un capitolo a parte.

Sinistra per Roncade ha smesso di dire qualcosa nell'aprile del 2010. Roncade Azzurra è scomparsa dal web, quella che doveva essere l'effervescenza nuova, Gioventù roncadese, idem.
Un tentativo di verifica su un'eventuale trasmigrazione su altre piattaforme, in primis Facebook, ha dato esito altrettanto modesto. L'ultimo intervento in bacheca del Pdl è del 30 marzo scorso.
Cosa se ne può dedurre?

Il primo pensiero è che la rete sia usata come uno strumento buono, perché gratuito, solo nella vicinanza dei momenti elettorali, un po' come i manifesti ed i volantini, e questo significa non aver riflettuto su un sacco di cose. Significa, ad esempio, pensando ai più giovani, che i più hanno imparato ad utilizzarla bene ma solo per rapporti di tipo individuale e non sociale. La somma di rapporti individuali è cosa ben diversa dalla socialità.

Il secondo pensiero è che i curatori dei siti non hanno tempo. Anche se gratuita la rete richiede che si dedichi ad essa un impegno quotidiano o quasi. Si può capire.

L'ingrediente chiave qui è la passione.
Chi è appassionato di qualcosa il tempo lo trova sempre perché mette quella cosa fra le prime nella graduatoria delle proprie attività.
In politica c'è chi crede nella circuitazione continua delle proprie idee, nella comunicazione costante, nella ricerca quotidiana di modi per intercettare i nervi della società, i respiri degli ambienti grandi e piccoli in cui si trova a vivere ed operare.
La rete, per questo, è uno strumento perfetto.
Altri contano solo sulla quantità di denaro che sarà impiegata a loro favore per appendere grandi fotografie o acquistare spazi televisivi un mese prima delle elezioni.
Denaro che molto presto diventerà uno spreco perché i primi, oltre ad avere più merito, anche a fini elettorali avranno sempre più ragione.