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Sabato
11 agosto
2012

 

Ode ai postini creativi

Indirizzi e destinatari variabili, a seconda delle date
Le sorprese di iperefficienza nei cambi di residenza. Ma è meglio la fantasia dei talloncini numerati
  
Qualche mese fa mi sono trasferito dall'indirizzo “A” di questo Comune all'indirizzo “B”, sempre del capoluogo, a circa 500 metri di distanza.
Per quelle dinamiche di pigrizia che colgono l'italiano medio affaticato da un trasloco ho tralasciato di comunicare il cambio di residenza a chicchessia, fino a quando, per una questione di contatori e utenze, non si è reso necessario dichiararlo ufficialmente al Comune.

  
Dato che comunque frequento quotidianamente anche i locali dell'indirizzo “A” per questioni di lavoro, ho naturalmente trascurato di informare anche le Poste italiane, visto che posso ritirare tranquillamente la corrispondenza all'indirizzo di prima in una cassetta condivisa, peraltro, con mio padre, che vive al piano superiore dell'immobile sempre dell'indirizzo “A”.

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Ma, meraviglia delle meraviglie, un giorno ho notato che la posta per me veniva recapitata all'indirizzo “B”.
Fantastico, ho pensato. Vuoi vedere che la rete dei database delle amministrazioni pubbliche finalmente dialoga in modo così mirabile? In effetti il talloncino autoadesivo per l'aggiornamento della patente di guida è arrivato in automatico, e così quello per il cambio di sezione della tessera elettorale (con data 18 dicembre 1998, a dirla tutta, ma non sottilizziamo. Ugualmente meraviglioso).

Il fatto ancora più mirabolante, però, è l'iperefficienza delle Poste Italiane.
Sì, perché nella mia cassetta all'indirizzo “B” adesso arriva anche la corrispondenza di mio padre, che non si è mai spostato, e nonostante sui suoi plichi sia indicato come al solito l'indirizzo “A”.
Intendiamoci, questo non accade mica tutti i giorni. Sarebbe noioso.
In certe date, infatti, all'indirizzo “B” ritiro le lettere per me, mia moglie e mio padre. In altri giorni la stessa operazione bisogna farla all'indirizzo “A”.

Tutti i giorni una scommessa, una sorpresa.

La lezione da trarre è che dobbiamo imparare a mettere in discussione le nostre certezze, siamo troppo pieni di pregiudizi.
Nel nostro immaginario l'impiegato postale è in genere un personaggio grigio, che compie gesti ripetitivi e inespressivi, soprattutto ora che è alienato in un meccanismo di bigliettini cifrati e display che fanno beep.
E invece ci sbagliamo perché, come appena raccontato, i postini sanno anche pulsare di creatività. E' una cosa bellissima.

  

Gianni Favero