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Sabato
15 settembre
2012

 

Cento voti, due blocchi

Il sondaggio sulle manifestazioni segna una distinzione chiara
I roncadesi paiono apprezzare di più gli eventi molto caratterizzati e non "di compromesso"
  
Cento voti tondi con indicazioni piuttosto chiare sulle manifestazioni roncadesi da conservare o da rivedere, se non eliminare del tutto.
Va subito detto che per il 13% dei lettori che hanno risposto al nostro sondaggio il calendario degli eventi sta bene così com'è e nulla dovrebbe essere modificato.

 
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Al netto di questi cittadini soddisfatti, il risultato rimanente divide praticamente in due blocchi piuttosto netti le iniziative che funzionano da quelle che meritano almeno una seria revisione.

Di “Teatro in villa”, “Fiera dell'artigianato e dei prodotti locali”, “Cinema estate”, “Mostra mercato del radicchio verdon”, “Un portico agli artisti”, “Rosso in strada” e “Mercatino di Natale”, dunque, di male non si può dire nulla.

I guai cominciano quando gli eventi si chiamano “Giochi in piazza” (13% di voti negativi), “Mercanti sotto i portici – antiquariato e collezionismo” (non piace a un roncadese su quattro) e, soprattutto, la “Fiera dei osei”, che ottiene un 27% di “pollice verso”.
I ragionamenti che si possono fare sono molti ed è auspicabile che un'analisi si svolga in maniera più estesa ed in altra sede.

In prima battuta, ciò che separa il primo blocco dal secondo pare essere la caratterizzazione. Alla Fiera dell'artigianato, cioè, ci sono veramente gli artigiani, il Radicchio verdon in primavera viene effettivamente venduto e mangiato, il “Portico agli artisti” è indiscutibilmente un'occasione in cui soltanto gli artisti hanno modo di riempire gli spazi loro dedicati. Ancora più specifici, perché di nicchia, sono gli eventi legati a teatro, cinema e vino.

Le cose cambiano, e se n'è avuta la dimostrazione più evidente, quando si tratta di “Fiera dei Osei”. Osei pochi e tanti banchetti di paccottiglia varia, con la mezza beffa del biglietto da pagare. Titolo dell'evento, insomma, ingannevole rispetto alla realtà.

La “colpa” dei Mercanti sotto i portici è per certi versi analoga. I mercanti ci sono ma più che di antiquariato si parla di collezionismo indistinto, la rassegna non è né carne né pesce probabilmente per il suo essere compressa fra l'indifferente traffico automobilistico del sabato mattina e l'attività commerciale dei negozi aperti che va per conto suo. Attrarre visitatori a Roncade con dei venditori complementari a quelli delle botteghe è una buona idea ma occorre trattarli con maggiore riguardo, e magari restituire loro una giornata a motori spenti.

Per i Giochi in piazza, infine, c'è solo da dire che si sono suicidati. Nelle prime edizioni una piccola folla che si tratteneva sui tavolini in piazza I maggio c'era. Adesso, annacquata per un malinteso criterio di par condicio fra il capoluogo e le frazioni, la manifestazione è diventata invisibile. Peccato perché, assieme alla compianta “Contemporaneità sonore”, i “Giochi in piazza” sono (erano?) una fra le idee veramente originali.

  

Roncade.it