TIT.jpg (17099 byte)
 
GUFO.jpg (13536 byte)
   
Mercoledì
16 agosto
2012

 

Già

L'intervento di Mario Fini sulla scomparsa delle idee intriga
Il collegamento con l'agonia della passione politica é automatico. Qualcuno sa dare altre spiegazioni?
  
Già.
Non ci sarebbe da aggiungere altro per condividere l'osservazione di Mario Fini sulla dissoluzione dei pensatori.


Una lettura però occorre almeno tentarla.
Ritenere che si stiano esaurendo le idee in senso generale non è sostenibile, la gente continua a pensare.

E' casomai lo sforzo di immaginare scenari e disegnare progetti che ha cambiato strada, ripiegando sul piano personale.
E' l'idea sociale, cioè, che è rattrappita.
Nello scorso aprile, se andiamo a ripescare alcuni interventi archiviati nella serie cronologica, questo tema era già stato sollevato da altri lettori.
Roncade è una piazza che è un buono specchio anche per comprendere altro.

E' vero, rileva Fini, nel 2009 c'erano le elezioni. C'era un sano dibattito fra due partiti maggiori (trascuriamo per carità di patria le altre due liste da operetta).

Ma guardiamoli ora questi due gruppi.

Chi era finito in minoranza (Pdl + Lega), anticipò subito e con molta onestà quella reciproca refrattarietà che ha portato, in tempi recenti, all'allontanamento nazionale che conosciamo.
Cosa fanno ora queste persone? In attesa del 2014 le possiamo immaginare in attesa di orientamento, di un indirizzo da inserire nel Tom Tom. Sempre che siano rimaste le stesse di allora, perché di loro in effetti nessuno ha mai più sentito parlare.
Non che vi fosse una particolare classe dirigente leghista o pidiellina tale da esprimere qualche elemento di spicco, questo occorre dirlo. Ma oggi è difficile anche ricordarli fisicamente quelli che in qualche modo facevano da leader ai due partiti.
C'è stato qualche spruzzo di vitalità in certi ambienti giovanili ma anch'esso è avvizzito presto.

Chi è finito o restato in maggioranza ha un handicap casomai opposto.
In quest'ambito c'è una leadership molto professionale e di levatura nazionale che pensa a tutto. Una maglia rosa che traina il gruppo e che raramente manda avanti una lepre. Perciò basta succhiare la ruota. Anzi, è molto meglio non scostarsi dalla scia perché esiste anche un effetto carismatico-autoritario che tacitamente consiglia di rimanere nei ranghi.
Anche vi fosse ogni tanto la voglia di esprimere in autonomia una riflessione “politica”, il timore di esporsi a potenziali (e magari soltanto immaginari) rischi di velata riprovazione è elemento che scoraggia.

Questo per i “politici”. E gli altri?
L'ipotesi è che la naturale pulsione umana all'espressività trovi oggi più facile sfogo in Facebook ed affini.

Qui ti segue solo chi hai accolto come “amico” e con due righe di battuta, un post scherzoso o una foto te la cavi. Niente fatica, niente ragionamenti lunghi. Niente analisi, tweet e post rimuovono la complessità del mondo.
Basta scegliere casomai il tempo di accodarsi a un grappolo di interventi su un certo tema che dura lo spazio di un'ora.

SLEEP.jpg (32095 byte)

Poi è il salvifico oblio, non la memoria perenne nei motori di ricerca cui ti condannano Roncade.it o gli altri blog.

Rimane la domanda di fondo. Finiti i soldi, finite le idee?

Troppo ampio, restringiamo il campo.
Finiti i soldi, almeno, è finita la già magra voglia di far politica ed è umanamente comprensibile.

Perché lo devi fare se devi diventar matto anche solo per far quadrare i conti della fiera del radicchio?
Perché lo devi fare se poi Google ti ricorda i progetti elaborati tre o quattro anni fa, magari neanche gratis, e oggi ridotti a carta da macero?
Perché star lì a spiegare, con infinita pazienza, storie sui soldi che lo Stato non ti passa più e sull'Imu che per realizzare quei progetti dovresti per forza aumentare?
Perché fare l'amministratore nel 2012, massacrandoti peraltro la sfera privata e professionale, se le possibilità di decisione che ti sono rimaste sono zero virgola? Per il gettone?

Per sederti al tavolo delle autorità nelle inaugurazioni?
Per avere il motivo di uscire di casa qualche sera alternativo alla bocciofila o al gruppo di lettura?

Ecco le domande belle alle quali i politici roncadesi sarebbe interessante riuscissero a rispondere con franchezza: perché hai cominciato? Perché continui? A proposito, continui?

  

Roncade.it