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Domenica
27 maggio
2012

 

Commercio, il piano preliminare c'è

Sintesi del lavoro dei consulenti Andrea Mariotto e Francesco Milli
Adesso è il momento del chi fa cosa. Servono una rete e una comunicazione alla luce del sole
  
Commercio, il piano preliminare c'è, adesso è il tempo del chi fa cosa.
Il lavoro dei consulenti incaricati dall'amministrazione comunale di indagare prima sui desiderata e sulle idee del parterre commerciale roncadese, ed elaborare poi un documento di sintesi che funga da piattaforma di partenza per l'attivazione di progetti reali, è concluso.
Andrea Mariotto e Francesco Milli, questi i nomi dei responsabili, conosciuti da molti nel corso dei vari incontri organizzati fra Roncade, Biancade e San Cipriano, nei mesi scorsi hanno inizialmente intervistato una ventina di persone rappresentative del settore, quindi illustrato il quadro generale emerso da queste prime conversazioni e raccolto ulteriori spunti in una riunione pubblica. In seguito sono stati promossi tre tavoli ristretti, uno per frazione, con l'elaborazione, infine, della relazione conclusiva (.pdf).
Conclusiva si fa per dire perché è da qui che adesso si dovrà cercare di partire.

Il disegno è ampio ma si trovano indicate azioni “attivabili da subito” e “in modo congiunto tra operatori privati e pubblica amministrazione”.
Fra queste una nuova cartellonistica stradale, un sito web sull'offerta commerciale complessiva, una ricognizione sull'offerta ricettiva (alberghi, bed and breakfast, etc) in funzione dell'incentivazione turistica attorno ad elementi di attrazione storica, come la “Claudia Augusta”, o più semplicemente di tipo enogastronomico, ed infine “un'accurata programmazione e comunicazione” dell'offerta culturale (tema, quest'ultimo, a Roncade parecchio confuso e anarchico).

Il punto ora è decidere chi saranno gli esecutori materiali del progetto.
Dato per scontato che una regia dell'attore pubblico è necessaria e dovuta, il punto di vista degli autori dello studio è che occorra uscire da un'impostazione tradizionale secondo la quale il cittadino “si aspetta” che sia l'amministratore a dargli ciò di cui ha bisogno.
“Soggetti locali attivi in vari campi – spiegano – a Roncade ce ne sono ma ognuno lavora per conto proprio. L'input fondamentale è il 'fare rete'”.

Il che è una parola.
L'esempio più eloquente di come i contatti pubblico-privato sul piano commerciale siano polverizzati sta nella constatazione che entrambi, all' insaputa l'uno dall'altro, stanno ragionando in modo analogo su soluzioni di utilizzo di strumenti tecnologici (terminali mobili, per capirci) per finalità alla fine in parte sovrapponibili, servendosi però di consulenti diversi per quanto entrambi con sede a Roncade.
La circostanza è interessante perchè denota vivacità, ma suggerisce anche un ovvio ragionamento: quando si tratta di obiettivi di interesse generale, il copyright diventa un valore di secondo livello ed è meglio per tutti cercare un punto di equilibrio fra concorrenza e sinergie.

In ogni caso, tornando al “chi fa cosa”, alla “rete”, forse la via migliore è  individuare un soggetto neutro – meglio, misto – riconosciuto da tutte le parti coinvolte e che faccia diventare operative le intenzioni messe a fuoco.
E occorre, con parallela priorità, migliorare gli standard di comunicazione. Se le cose non si spiegano con le parole giuste e nelle sedi appropriate ogni iniziativa, anche la migliore, sarà viziata dal rischio di sembrare calata dall'alto.