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Giovedì
6 dicembre
2012

 

Dsa: adesso parlino gli esperti

Pezzato: "Perchè a Roncade ci sono 5 volte i disturbati veneti?"
Forse in molti casi si tratta di una disattenzione collegata alla scarsa stimolazione delle attività
  
Intervengo a mia volta sulla questione Dsa, avendo un figlio che frequenta il primo anno della primaria (e scuserete il bisticcio di parole).
Ammetto che prima dell’articolo della redazione ignoravo i parametri statistici relativi il comune di Roncade, e trovo curioso che il problema sia stato sollevato da questo blog e non dall’assessore di riferimento.

Ignoravo anche esistesse un “referente specifico per questo fenomeno”. Direi che queste due figure di concerto sono i soggetti “competenti” da cui ci si aspettano ora delle risposte sulle anomalie statistiche, e speriamo davvero arrivino a stretto giro.

Sarebbe importante capire anche cosa è successo negli anni passati, da quanto tempo permane questa turbolenza statistica, quale spiegazione si siano date le figure mediche ed istituzionali di riferimento, quali il corpo insegnanti, quali le domande poste dai rappresentanti dei genitori e quali le risposte avute, quali gli interventi pianificati per intervenire sui ragazzi raggiunti dalla diagnosi e sulle statistiche stesse (e di conseguenza). Magari tutto questo c’è già, magari è già raccolto in pagine o cartelle di relazioni. Se così fosse sarebbe il caso, a questo punto, di diffonderle.
Intanto, se può tornare utile, segnalo che esiste un Portale dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto dedicato all’integrazione degli alunni con Dsa (http://disabilita.istruzioneveneto.it) dove è possibile reperire una tabella molto interessante (pagina 3 del Rapporto) con i dati disaggregati per regione e riguardanti il periodo scolastico 2010-2011. Il Veneto su 565.876 alunni presenta una percentuale di affetti dai disturbi dell’apprendimento pari all’1,1% (6.161 alunni).

Per quanto riguarda le cause dell’aumento dei casi di Dsa, credo che ogni genitore abbia constatato – al di fuori di competenze mediche o specifiche di altro genere - quanto facilmente i bambini perdano d’attenzione svolgendo compiti per casa (esercizi molto simili a quelli svolti in classe). Il problema è che le attività quotidiane proposte hanno un livello di appeal (inteso come somma di livello di interesse, livello di difficoltà, livello di stimolazione della curiosità) praticamente pari allo zero.

Colorare per ore cornicette fatte di mele e pere come può competere con un solo minuto di brain-training su una consolle touchscreen?
Perdonerete l’estrema semplificazione di questo parallelo, ma penso sia centrato ed estremamente esplicativo. Con tutto il rispetto dovuto al bruco Gigetto.

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Tre mesi di attività scolastica hanno portato alla “conoscenza” dei numeri fino al nove. Chi non trova ridicolo pretendere che nel 2012 un bambino di sei anni possa essere incuriosito e stimolato dal contare oggetti in un riquadro e colorarne solo il numero richiesto?
Sembra che l’unica materia a conservare un fascino, anche intellettuale, sia la lingua straniera con i suoi suoni e segni misteriosi, con la pronuncia diversa e divertente, con la possibilità di decifrare poi un ulteriore pezzo di mondo attorno a sé che comunque si esprime in inglese (vedi termini di uso comune tra i bambini tipo download, card, etc.).
Mi è capitato di visitare degli istituti privati dove si usano metodi di insegnamento diversi da quelli canonici, e ne sono rimasto colpito. Al di là dell’eterna questione scuola pubblica/scuola privata su cui non mi soffermerò, direi che una bella commissione del Ministero che per un anno visitasse queste scuole potrebbe poi riscrivere i programmi educativi sotto una nuova luce. E di lì in avanti vedremmo decrescere meravigliosamente i casi di Dsa, senza dubbio.

Per chiudere vorrei fare un appello ai molti genitori iscritti –ad esempio- al gruppo “Genitori scuola primaria di Biancade” su Facebook, dove ho visto (essendone membro) che in parecchi intervengono su vari argomenti. Vi prego di far anche uscire da quell’ambito ultraristretto le vostre idee ed opinioni, magari allargando le riflessioni di qualche riga e inviandole al direttore di Roncade.it, perché gli argomenti che riguardano i bambini riguardano tutta la comunità ed è bene siano diffusi pubblicamente al maggior numero di cittadini possibile.

Adesso aspettiamo un cenno dal Sindaco, dall’Assessore competente, dai dirigenti scolastici, dai medici e dagli operatori che si occupano di Dsa a Roncade, dai rappresentanti dei genitori e da chiunque altro abbia responsabilità in merito o notizie utili a far luce sul caso.

  

Lorenzo Pezzato