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Giovedì
10 maggio
2012

 

Basso, il peccato è il tuo cemento

Pezzato: "Il Patriarca assiste il gregge, non i negozi di moda"
Cosa dovrebbero fare gli altri imprenditori? E i non credenti? Pentiti tu e cambia strada
  
Se i comandamenti fossero stati scritti di recente, tra gli altri ne troveremmo sicuramente uno che potrebbe suonare più o meno così: “Non devastare il creato con la cementificazione”.

Chiedere se “bloccare il lavoro degli imprenditori non sia peccato” è quindi una domanda che per ottenere risposta non può essere posta certamente in questi termini. Ammesso si ritenga che la discrezionalità su cosa sia o meno peccato possa essere detenuta in esclusiva da qualche rappresentate religioso, di qualsivoglia religione. Già il fatto che esistano differenti religioni – e differenti formule per definire il peccato- dovrebbe essere sufficiente a chiarirsi le idee sull’argomento.

Anche per esperienza diretta posso dire quanto sia lodevole e importante lo sforzo dell’imprenditore che genera ricchezza e posti di lavoro, ma non a tutti i costi. Anche chi gioiva per il terremoto in Abruzzo avrebbe poi, vinti gli appalti a mezzo amicizie, fatto lavorare molte persone, ma questo – almeno per la mia sensibilità - non conta.
Conta di più l’interesse collettivo, il prossimo come usa dire la cristianità.
E il prossimo, nel caso specifico dell’Outlet, non si sente né si è mai sentito ripagato dell’uso di migliaia di metri quadrati di territorio a fronte di una pista ciclabile e altri lavori di compensazione. Come non lo sarà della gratuità del tratto a pagamento della Treviso-Mare.

Trovo quindi davvero al limite della rappresentazione teatrale l’interpellanza al Patriarca, da fuori sembra come se un potere forte dell’edilizia chiedesse sponda ad un altro potere forte per togliersi dai guai. Succede sempre così, in effetti, ma almeno una volta di questo si discuteva dietro le quinte, non pubblicamente.

Cosa dovrebbero fare allora gli altri imprenditori, di qualunque settore? Considerare ad esempio peccato (e quindi additare il peccatore e questuare aiuti) che lo Stato paghi in eterno ritardo? E per i non credenti? Si potrebbe istituire una speciale Commissione Parlamentare, forse.

Il Patriarca dovrebbe preoccuparsi del suo gregge e delle relative anime, al limite, non certo di metri cubi edificabili e negozi di moda.
Tirarlo per la tonaca a questo modo appare oltretutto sgradevole, sgraziato, ci manca solo gli si chieda un comizio di tipo sindacale. Magari in Piazza S. Marco.
Fare investimenti sbagliati, subire gli appetiti dei concorrenti e qualche bastone fra le ruote fa parte del mercato, quello che mi pare di capire il Gruppo Basso abbia cavalcato col vento a favore per ben tre generazioni.

Ora inciampa, e come il miscredente sul letto di morte invoca l’aiuto – certo, tramite intercessore - della divinità.
L’Altissimo è caritatevole e perdona tutti, basta pentirsi sinceramente e cambiare strada.

Buona fortuna a tutti.

Umilmente (ma senza fede).

 

Lorenzo Pezzato