TIT.jpg (17099 byte)
 
ROBIN.jpg (13238 byte)
   
Sabato
11 febbraio
2012

 

Non è un paese per chi ha qualcosa da dire

Pezzato: "Il rimescolamento anagrafico in Giunta è insufficiente"
In materia culturale le buone idee erano state anche proposte. Ma era tempo di elezioni
  
Molte volte il problema della “nebulizzazione” degli eventi a Roncade è stato trattato in questo blog.
Si era sentito parlare anche di riunificazione delle manifestazioni culturali sotto un’unica bandiera, una specie di festival che desse lustro e visibilità ad un comune che – in potenza - ha moltissimo da offrire. Ma era tempo di elezioni.
Una regia unica ci vorrebbe anche per la promozione dell’ambiente rurale roncadese, per il (ri)lancio del turismo, dei progetti dei percorsi ambientali, per valorizzare Ca’ Tron e tutti gli altri innumerevoli scorci di habitat integro, per pianificare con la cittadinanza una politica di investimenti sulle energie rinnovabili. Ma di tutto questo pare non esserci traccia. Forse torneremo a parlarne quando di nuovo si apriranno le urne.

Oltre che a un problema di comunicazione, giustamente rilevato dal Direttore, che attanaglia anche gli eventi extra-istituzionali (come quello sul futuro del centro di cui si fa menzione nell’articolo), c’è in più il problema delle idee e delle competenze per metterle in pratica. D’altronde sarebbe necessario un investimento in forze creative, nuove, propositive da portare in Giunta. E’ evidente che un leggero rimescolamento con un pizzico di gioventù anagrafica aggiunta non è affatto sufficiente, sempre ammesso che ci si debba accontentare della sufficienza.
Per comunicare bisogna avere qualcosa da dire.

La politica zeppa di parole e vuota di concetti innovativi non interessa a nessuno ormai, anche visti i risultati a cui ha portato quel tipo di “filosofia”. Oggi scontiamo l’apice di un declino che è iniziato molto tempo fa, quando ero ancora troppo piccolo per rendermene conto. Storia recente che non si studia sui libri, basta aprire la finestra, guardare fuori e farsi un piccolo esame di coscienza. Noi e solo noi abbiamo prodotto tutto lo sfacelo nazionale che negli ultimi mesi ci ha messi con le spalle al muro, inchiodati a responsabilità enormi cui ora dobbiamo fare fronte. Come collettività, come comunità, perché la corresponsabilità è evidente.

Ma tornando all’argomento principale, se devo uscire per assistere all’ennesimo sterile scontro sui parcheggi in via Roma o per sentire riproposti modelli di sviluppo che sono gli stessi degli anni ’90, allora preferisco stare a casa a leggere un libro.
In questa ottica poco importa che gli “incontri” siano o meno pubblicizzati, anche se concordo pienamente con il fatto della persistente mancanza di volontà di rendere partecipe il cittadino. Passi per i privati costretti a stampare volantini per ragioni di costi, ma di tutte le proposte fatte per aprire l’amministrazione e renderla trasparente, non una è stata presa in considerazione. Eppure i canali non mancano, anzi sono sovrabbondanti e spessissimo gratuiti.

Purtroppo il problema è molto più amplio rispetto alla semplice capacità comunicativa.
Trovo, infine, che il progetto di house-show sia un’idea eccellente per aggirare il problema dell’immobilità “pubblica”, quantomeno in campo culturale.

  

Lorenzo Pezzato