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Giovedì
30 agosto
2012

 

Passera torna a Ca' Tron

Il 13 settembre il ministro svelerà i progetti digitali del governo
Nella sede di H-Farm, a 100 giorni dalla raccolta di idee, è il momento della sintesi
  
Corrado Passera, superministro dello Sviluppo economico, lancerà dal Veneto il pacchetto di interventi del governo che riguardano banda larga, innovazione, start up. Cioè tutte quelle materie che fanno parte della cosiddetta «Agenda digitale», il programma che servirà a traghettare il nostro Paese verso le nuove tecnologie.
Lo farà giovedì 13 settembre, parlando, ancora una volta, dal palcoscenico di H-Farm, la società di Roncade (Treviso), fondata da Riccardo Donadon, che si occupa di far nascere le nuove imprese tecnologiche. Per il Veneto un segnale di notevole importanza.
Cento giorni più tardi, dunque, il ministro con le maniche di camicia arrotolate al gomito tornerà nello stesso luogo in cui, lo scorso maggio, aveva trascorso più di tre ore ad ascoltare i giovani imprenditori del Nordest e le loro idee sul mondo delle start up.

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Il 13 settembre Passera, che poi, il giorno dopo, porterà il pacchetto di riforme «tecnologiche» sul tavolo del consiglio dei ministri, spiegherà che uso abbia fatto di tutte le annotazioni prese con la biro sopra l'erba di maggio, prestando attenzione a decine di neolaureati, cervelli in fuga e in momentaneo rientro, imprenditori dell'innovazione nordestina e dirigenti delle strutture di ricerca, invitati a suggerire strade da percorrere per far germogliare le buone idee - s'intende, tutte a matrice digitale - e tradurle in business e occupazione, prima che l'inventiva fugga al di là degli oceani. Il ministro illustrerà in sostanza la sintesi fatta del lavoro svolto da un'apposita task force di dodici persone, fra le quali proprio il fondatore di «H-Farm», Donadon, che in questi mesi si è ritrovata a Roma una dozzina di volte per elaborare un documento. Ossia, una specie di memorandum che verrà appunto inserito, come parte fondamentale, in quel progetto legislativo noto come «agenda digitale» o, anche, più suggestivamente, «Digitalia».

Ma quali sono i contenuti del pacchetto tecnologico, che Passera presenterà in Veneto? È possibile già anticiparne alcuni. Tra le novità più interessanti, c'è quella che riguarda l'introduzione di una nuova forma societaria, tutta «on line», che si chiamerà «iSrl». Si tratta di una società a responsabilità limitata semplificata, che potrà costituirsi direttamente su internet attraverso una comunicazione alla Camera di commercio. Ma non solo. Nell'«Agenda» ci saranno anche elementi che riguarderanno la cosiddetta «alfabetizzazione digitale», tra questi quello che riguarda la costituzione del cosiddetto «domicilio digitale», per il quale ogni cittadino dovrà dichiarare una propria casella di posta elettronica certificata. Nel documento, che verrà anticipato a Roncade, si parla inoltre di moneta elettronica e di incentivi all'«e-commerce» (tutte le imprese pubbliche dovranno prevedere la modalità di pagamento elettronico per i servizi erogati) e la realizzazione di reti di nuova generazione.

«Fra noi di H-Farm e Passera - è il commento di Riccardo Donadon - è nato subito un feeling, in Italia in effetti non c'è nessuno come noi che abbia investito 12,5 milioni in cinque anni nelle start-up digitali. Il suo qui a Cà Tron ha una valenza che va oltre il piano simbolico. Paradossalmente, poi, in questo ambito ci sentiamo più vicini ai paesi emergenti, in cui c'è tutto da inventare per supportare le imprese nate da un'idea, piuttosto che a luoghi come gli Usa, dove non fai in tempo a laurearti che c'è già qualcuno ad attenderti all'uscita perché interessato al tuo cervello». Il 13 settembre il parterre sarà diverso rispetto a maggio: sono annunciati molti più rappresentanti dell'industria locale e nazionale, oltre che esponenti del sistema della ricerca, dalle università ai parchi tecnologici.

«Il fatto che Passera abbia scelto proprio Roncade per presentare l'Agenda digitale del governo riempie di orgoglio il territorio e le imprese - sottolinea Gianni Potti, Presidente di Confindustria Servizi Innovativi Veneto -. Detto ciò, la speranza è che la visita del ministro rappresenti anche un momento di riflessione per il nostro territorio, perché è solo dallo sviluppo delle reti e delle infrastrutture tecnologiche che passa la ripresa economica. Va cambiata la cultura d'impresa. E purtroppo da questo punto di vista la strada resta ancora molto lunga». Il Veneto, infatti, non è in primissima linea nel campo delle comunicazioni tecnologiche e delle reti. «Se ci confrontiamo con il quadro italiano la situazione non è disastrosa - spiega Potti -, il Veneto è al sesto, settimo posto nel Paese, preceduto, tra gli altri, da Lombardia, Piemonte, Emilia, Friuli. Ma se guardiamo all'Europa non siamo messi bene, siamo davanti solo a Romania e Grecia. Abbiamo interi distretti che non sono raggiungi da connessioni veloci: penso a quello del calzaturiero della Riviera del Brenta; oppure ai territori dell'Alta Padovana, dell'Alta e Bassa Vicentina e poi della Marca a sud. Per non parlare del Bellunese e del Rodigino. Ma il Veneto, che negli ultimi tempi è rimasto un po' a guardare, ce la può fare». 

Da: "Corriere del Veneto"

  

Gianni Favero
Giovanni Viafora

  

31 agosto 2012

Se Corrado Passera ha scelto di tornare nel Veneto a svelare la traccia delle sue iniziative di legge all'interno dell'agenda digitale italiana c'è un motivo più profondo, una specie di esortazione ad un territorio di risvegliarsi da una pigrizia creativa e di investimenti nel campo delle It che lo rende il più lento d'Italia.
La pensa in questo modo Michele Vianello, direttore del parco scientifico e tecnologico veneziano “Vega” e primo fra coloro che presero la parola, il 26 maggio scorso, quando il ministro per lo sviluppo economico chiese ai convenuti al campus di H-Farm, a Ca' Tron, di dargli dei suggerimenti su come favorire le start up.
Un centinaio di giorni più tardi, il 13 settembre, Passera sarà di nuovo nello stesso luogo a riferire agli “addetti ai lavori”, prima di portare, l'indomani, la sua bozza in consiglio dei ministri.


“Premetto che ritengo assolutamente positivo che il ministro torni da noi. Ma credo soprattutto che lo faccia per chiederci un impegno preciso”
Cioè?
“Viene a dire al Nordest: scommetto su di voi ma dovete investire di più nelle tecnologie dell'informazione. Qui c'è un bisogno di innovazione che nemmeno s'immagina”

Sarà così un po' dappertutto in Italia, no?
“No. Lo dico con consapevolezza, dato che coordino, per conto di tutti i parchi tecnologici, i bandi italiani per le 'smart city', cioè i progetti per l'informatizzazione delle pubbliche amministrazioni. In Veneto si fa più fatica che altrove”

Non è che le infrastrutture digitali qui sono più carenti, che l'Adsl non arriva ovunque, eccetera?
“Macché, questo è un alibi. Il problema esiste ma è nazionale. Da noi c'è un limite culturale duro a morire”

In che senso?
“Credo che funzioni così: tutta la nuova generazione di tecnologie It si basa sulla condivisione, tutto è concepito per mettere insieme le forze e distribuirsi reciprocamente le conoscenze. E qui scatta la storica ritrosia dei veneti a rendere di dominio comune i saperi maturati dentro la fabbrica”

Ha a che fare con la dimensione troppo piccola e quasi sempre a trazione familiare delle imprese?
“No, anzi. Ci sono microimprese che innovano moltissimo e forse lo fanno anche perché capiscono che da soli non si va più da nessuna parte. Ad esempio, è chiaro che una piattaforma seria di e-commerce, non a caso una delle linee sulle quali Passera insiste, non può funzionare se non raccoglie una certa massa critica di produttori”

Il commercio elettronico conviene davvero?
“Rispondo con un solo esempio. Pensiamo se i vetrai di Murano si mettessero d'accordo a vendere on line i loro pezzi. Sarebbe la fine delle contraffazioni, i magazzini non servirebbero quasi più e le economie di scala sarebbero enormi. Provate a moltiplicare un simile effetto anche solo per ciascuno dei distretti”

Eppure non c'è quasi veneto che non abbia in tasca un I-phone
“Soldi buttati. Invece che per lavoro lo usano per fare foto e ascoltare musica. Un Nokia da 80 euro fa lo stesso servizio”

Lei a Passera cosa chiederebbe?
“Mezzo milione di euro per far partire al Vega due start up per la stampa in 3D. Consentirei agli artigiani e alla piccola impresa del restauro di avere formazione e un luogo per generare prototipi”.

Da: "Corriere del Veneto"

Gianni Favero