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Mercoledì
4 aprile
2012

 

Outlet: Basso, "Venderei tutto"

"Vivere in un paese in cui la politica ti porta a questo è deprimente”
Le vetrine della struttura tappezzate di manifesti con le parole del papa e del patriarca
  
La storia è lunga e complessa, fatta di ricorsi promossi da concorrenti e di sentenze contrastanti di corti aministrative diverse. Per la mancata apertura del “Roncade Outlet Gallery”, però, i proprietari indicano come primo colpevole la politica regionale, incapace o refrattaria, per questioni di piccolo cabotaggio, a sbloccare la vicenda con un semplice provvedimento legislativo.

Lo ha ripetuto ieri Mario Basso, presidente del gruppo immobiliare di Treviso progettista e realizzatore della struttura. Più di 11 mila metri quadrati di superficie di vendita, con i negozi belli allineati ma con le vetrine deserte tappezzate da grandi manifesti con frasi pronunciate da Giovanni Paolo II, dal patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, e da vari statisti e pensatori del passato. “Le mie letture della sera”, spiega Basso.

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Riflessioni ed aforismi che parlano di lavoro e di libera impresa, della crescita della società e di responsabilità dei gestori della cosa pubblica.

Una denuncia a favore di telecamere e fotografi che si accoda a quella lanciata pochi giorni fa, con l'affissione, sulle pareti esterne dell'immobile di mega stendardi con i nomi di tutti i consiglieri regionali che il 22 marzo hanno votato contro, abbandonato l'aula o si sono astenuti al momento di approvare un emendamento che sarebbe stato risolutivo.
Che avrebbe cioè annullato, grazie ad un'interpretazione autentica della legge regionale in tema di nuovi parchi commerciali, l'ultimo niet del Consiglio di Stato.

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L'Outlet di Roncade, è convinto il gruppo Basso, terminato da un pezzo e costato 60 milioni di euro più mezzo in spese legali, sarebbe così partito, creando qualcosa come almeno 500 posti di lavoro. Invece nulla, anche per l'assenza all'ora del voto di quel Marino Zorzato che, nel gennaio 2011, firmò un ricorso della Regione congiunto con quello di Basso per ottenere la revocazione della sentenza. “Nulla di incoerente – ribatte il vicepresidente veneto – lo rifarei. Sono due cose ben diverse”. Anche se non è immediato da capire. Almeno non quanto le parole di Basso che alla fine allarga le braccia. “Se potessi venderei tutto. Vivere in un paese in cui la politica ti porta a simili conclusioni è deprimente”.

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Dalla parte dell'imprenditore ieri c'erano anche i segretario generali di Cgil e Cisl di Treviso, Paolino Barbiero e Franco Lorenzon. Identica la posizione: “Quelli che hanno le leve della gestione del territorio non hanno proprio capito come siamo messi. Irresponsabili”.

Diego Bottacin, consigliere regionale di Verso Nord, rincalza. “Piuttosto che lasciar lavorare gli imprenditori a Venezia si preferisce andare a caccia di ammortizzatori sociali e di strumenti per dare contributi alle imprese, aree in cui si insediano l'intermediazione politica e la clientela, se non proprio qualcos'altro”.

Intanto l'emendamento è diventato un progetto di legge con allegata raccomandazione ai consiglieri del sindaco di Roncade, Simonetta Rubinato. “Siate responsabili e risolvete rapidamente la faccenda in Commissione”.
  


5 marzo 2012

COMUNICATO STAMPA

INTERVENTO DEL VICEPRESIDENTE DI UNINDUSTRIA TREVISO FLAVIO SGAMBARO SULLA VICENDA DEL OUTLET DI RONCADE DEL GRUPPO BASSO

Lo sconcerto per la vicenda del Gruppo Basso e dell’outlet di Roncade – che Unindustria Treviso sta seguendo a fianco dell’azienda – si accompagna ormai allo sconforto per un ennesimo episodio di deresponsabilizzazione della politica.
Va dato merito e sostegno al Gruppo Basso per la caparbietà con cui continua, nonostante tutto, a portare avanti questo investimento - che, non dimentichiamolo, potrebbe offrire centinaia di nuovi posti di lavoro - e a credere in questo territorio. Da parte nostra continueremo naturalmente a sostenere l’azienda e a monitorare tutte le iniziative che potranno sbloccare la situazione in tempi rapidi.
Stiamo parlando di un’importante realtà imprenditoriale che, in possesso di ogni necessaria autorizzazione da parte di Comune, Provincia e Regione, ha effettuato un ingente investimento nel Comune di Roncade del valore di oltre cinquanta milioni di euro, andando a realizzare anche opere di pubblica utilità per alcuni milioni di euro.
Un’iniziativa commerciale, quella dell’outlet di Roncade, che un’intricata vicenda giudiziaria incentrata sull’interpretazione di alcune disposizioni della legge regionale sul commercio, ha finora azzerato con gravi ripercussioni per lo stesso Gruppo Basso.
Senza entrare nel merito di un procedimento giudiziario ancora in corso, ci si sarebbe aspettato che il Legislatore regionale intervenisse con una norma di interpretazione autentica delle disposizioni sul commercio a garanzia della certezza del diritto e delle legittime aspettative di quanti, come il Gruppo Basso, hanno realizzato ingenti investimenti sulla base di regolari autorizzazioni, poi annullate per causa di una mutata e controversa interpretazione giurisprudenziale.
Così non è stato, nonostante vi fosse da parte di Comune, Provincia e Regione un ampio consenso, e al di là di dichiarazioni a posteriori di questo o quel Consigliere regionale che suonano, a voler essere generosi, quanto meno auto assolutorie.
In generale, si resta ancora una volta imbarazzati nel percepire una politica non più in grado di svolgere responsabilmente il compito a cui è chiamata e di un legislatore, sia esso nazionale o regionale, che abdica al proprio ruolo lasciando che a decidere siano le aule di giustizia.
E lo sconforto diventa ancora più grande se pensiamo a quanto accaduto in questi mesi, ai molti episodi che ci fanno dire che ‘questo non è un Paese per le imprese’ (altro che velleità di attrazione di investimenti esteri, qui rischiano di andarsene per sempre quelli locali).
Noi, come imprenditori e come Associazione, continuiamo ostinatamente a credere in questo territorio e alla possibilità di poter offrire con l’attività di impresa delle opportunità di lavoro e benessere anche in futuro per le giovani generazioni. Lo diciamo convinti, anche in questa fase di grave crisi, che tutti noi nelle aziende affrontiamo quotidianamente con senso di responsabilità anche per il forte disagio sociale che percepiamo nelle famiglie. Una percezione che evidentemente a Palazzo Ferro Fini, e in altre sedi istituzionali, arrivata attenuata.

Flavio Sgambaro
Vicepresidente di Unindustria Treviso con delega a Sistema Locale - Infrastrutture - Alleanze Territoriali