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Giovedì
26 aprile
2012

 

La soluzione è la politica senza partiti

Meneghel: "Peccatore perchè orbo, ho avuto la forza di dire basta"
Selezioniamo uomini e donne di Roncade solo per il loro grado di merito. E' troppo semplice?
  
Caro Direttore, vedo con piacere che la politica rincomincia a colorare le pagine di Roncade.it, grazie anche ai suoi periodici “incoraggiamenti”, bene così! Il momento è propizio, per ritornar a parlare di politica ma perché ancora di partiti? ma perché giustificazioni in questo simpatico momento per l’organigramma statalista licenzioso che ha portato l’Italia passo dopo passo, in un baratro (almeno così ce lo fanno credere i mercati e il signor Monti), che a me sembra solo un esecutore testamentario in favore di una compagine europea, da sempre oppressivamente predisposta verso il nostro Paese.

Chissà perché dopo tutto quello di negativo che quotidianamente ci viene abbondantemente proposto, continuiamo a parlare di speranza, di pazienza, di rinnovamento, di voglia di fare e sempre si continua ad usare come base fondante la parola partito, il partito condito in nuove salse vivifiche, nel presunto interesse del Popolo Italiano, balle!
Sicuramente qualcuno senza i “partiti” teme di restare a piedi. In Italia avere una tessera è importante, partito o sindacato, ma chiediamoci il perché, è nell’interesse comune o semplicemente per pretendere al momento opportuno l’appoggio personale, spesso infischiandosi di professionalità di altri e meriti accertati?

Come possiamo continuare a riporre la nostra vita e le nostre speranze in individui che nel momento di assumersi la responsabilità del ruolo nulla sapevano, vedi Bossi o Rutelli, milioni di euro che passano sotto il loro naso come se fossero noccioline e contestualmente, imprenditori che si suicidano per la vergogna di non avere qualche migliaio di euro per pagare i propri dipendenti, oppure il frivolo argomento di un Presidente del Consiglio italiano, infervorato ad aiutare fanciulle indifese come un redivivo cavaliere della tavola rotonda e conseguentemente impelagato in scandali e processi con il risultato di allontanare il popolo e la stessa Europa da un governo eletto democraticamente. Ma ci rimane un po’ di dignità per comprendere almeno un pochino questa realtà così vergognosamente attuale?

D’accordo, chi non è colpevole scagli la prima pietra, me ne rendo conto, anch’io sono peccatore, semplicemente perché “orbo”, volutamente “orbo” in tante piccole e grandi occasioni, ma almeno ho avuto la forza di dire basta, almeno ho toccato con mano quanto l’ideologia per sopravvivere ha bisogno di scavalcare parecchie fogne a cielo aperto, e diventa proibitivo insistere, tempo, passione, entusiasmi … tutto assolutamente inutile.

Proviamo per un momento ad immaginare una politica senza i partiti, partiamo dai Comuni, cerchiamo uomini e donne di Roncade solo per il loro grado di merito, andranno in Provincia a rappresentare Roncade, da là sempre per merito, approderanno in Regione a rappresentare il territorio trevigiano e dalla Regione entreranno in un Congresso Nazionale permanente per portare le istanze dei veneti. Difficile?
Sì! perché sarebbe troppo semplice e troppo bello! Pensate che per questi meritocratici apartitici unico obiettivo sarebbe l’interesse della propria terra, a loro basterebbe solo una capacità importante, la mediazione.
Eppure noi a Roncade abbiamo un esempio diciamo esplicativo, vi ricordate il simbolo per cui Simonetta Rubinato si è presentata alle elezioni comunali? Nessun segno di partito nel logo! Oggi lei è là in Parlamento grazie alle sue capacità, (merito), vedo e sento poco di partito nei suoi interventi anzi direi che su dieci parole almeno quattro sono spese per la sua gente veneta.

Altro attuale esempio, osservate con che nomi i partiti si mascherano nelle diverse liste civiche per le prossime elezioni comunali, paura del popolo ormai al limite della sopportazione? Sicuramente.
La realtà più sconvolgete è che in Italia chi sbaglia politicamente non paga mai o peggio, come un’araba fenice rinasce, ha la spudoratezza di riproporsi magari cambiando i colori della sua bandiera e, solo in Italia, viene incredibilmente accettato amato e difeso. Vedrete con Bossi e con Berlusconi come andrà a finire ma è solo uno degli ultimi riferimenti, ne troveremmo a iosa nel pregresso.

In questa Italia infelice, parla Beppe Grillo, proclama cose sacrosante, ma Beppe è solo un buon artista, cosa ne sa di politica? E vai … parla Celentano, in qualcosa fa centro, ma lui mica è un prete, ma come si permette … e, avanti con questo passo mistificatore.

Clik, ho spento la luce, nel buio galoppa la fantasia e si fluttua incoscienti nel mondo dei sogni, purtroppo anche per molti italiani di oggi si è bruciata la lampadina, nel buio stanno a proprio agio, è una sfiga non da poco e non basterà l’esperienza e il “merito” di elettricista di Monti.

Cordiali saluti.

Giovanni Meneghel