TIT.jpg (17099 byte)
 
PINK.jpg (9214 byte)
   
Venerdì
17 agosto
2012

 

Il protagonismo della maglia rosa

Lorenzon: "Le individualità vengono tenute in ombra"
Si fa politica per realizzare un sogno. Se non è così ben vengano le liste da operetta
  
Egregio direttore,

ho letto l'articolo apparso ieri su Roncade.it e ho avuto modo di leggere anche i recenti interventi inerenti al tema.
Mi sembra che tutti, pur nelle diversità di analisi, sono concordi nel dire che manca un vero confronto e dibattito politico, tenendo fermi alcuni principi: libertà di pensiero, di associazione, di movimento ecc..

La realtà di Roncade credo sia emblematica e un confronto con il 2009 credo sia doveroso, ma non solo per segnalare la presenza di due liste "da operetta", come sono state definite, due liste in cui si erano impegnati alcuni cittadini che nella loro ingenuità, nella loro neutralità politica (almeno per quanto riguarda una di esse) avevano deciso di mettersi in discussione; il vero dramma "da operetta" non sono le due liste minori né quei cittadini che si sono messi in discussione, ma bensì il cittadino medio che continua a sentirsi utile elettore solo se da il proprio voto ai così detti partiti maggiori, che sono poi quegli stessi partiti che hanno governato l'Italia almeno negli ultimi vent'anni.

Ma restiamo a Roncade, per fare un'analisi politica e non di persone.
Dei due partiti maggiori, com'è ovvio che sia, uno governa e uno fa l'opposizione. Vi risulta che a Roncade ci sia un'opposizione?
Lungi da me pensare che opposizione significhi battaglia su tutto, ma mi aspettavo un'opposizione propositiva, aperta alla discussione, al dialogo con il cittadino e al dibattito su idee innovative; niente di tutto questo.
Rimane il partito (non lista civica) di maggioranza, quello che ha vinto in modo netto e democratico le elezioni; doveva essere la giunta del rinnovamento, delle idee, dello spazio ai giovani, del confronto diretto e continuo con il cittadino, un partito cioè non "da operetta". Vi risulta che tutto ciò ci sia stato o si stia verificando?

A me sembra che le capacità e le idee che indubbiamente ci sono, vengano tenute nell'oblio proprio da un effetto carismatico/autoritario, ma anche da una sete insaziabile di protagonismo di chi veste la maglia rosa e che porta inevitabilmente a privilegiare il mantenimento del potere a tutti i costi.
Certo, i vantaggi di rivolgersi a Facebook sono innegabili: non hai una controparte, non hai bisogno di giustificarti e sei certo che "lui" capirà.

PROT.jpg (34485 byte)

Molto più costruttivo sarebbe confrontarsi con i propri rappresentanti, certo di poter trovare anche tra loro una persona amica, che ti sa ascoltare ed è disposta a confrontarsi con i cittadini; ma tra un labirinto di vie istituzionali, tra assessori che devono rimanere "in scia" alla maglia rosa, non sempre questo è possibile.

Ed eccoci quindi alla domanda finale: perchè fare l'amministratore? Perchè fare politica in generale?
Io direi per gli stessi motivi che spingono un padre di famiglia ad andare al lavoro, a fare sacrifici e rinunce per realizzare un sogno, un obbiettivo, una famiglia; se non sono questi i motivi, se prevale ancora l'obbiettivo di arricchirsi con la politica, se prevale il desiderio di sentirsi dei privilegiati, bhe..forse allora rivalutiamo quelle liste "da operetta".

  

Zeno Lorenzon