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Sabato
6 ottobre
2012

 

H-Farm, con l'"Agenda" si raddoppia

Donadon: "Entro il 2015 a Ca' Tron avremo 500 imprenditori"
Adeguate le misure del Governo per le start-up innovative, soddisfazione per il lavoro di Passera
  
“Con gli strumenti di finanziamento previsti dall'Agenda Digitale conto di raddoppiare le start-up entro il 2015. Vuol dire che almeno 500 giovani saranno impegnati un una loro nuova azienda innovativa”.

La previsione è di Massimo Donadon, fondatore e presidente di H-Farm, incubatore di Ca' Tron che, di fatto, ha svolto un ruolo di incubatore anche per la messa a a punto del pacchetto di provvedimenti contenuti nella proposta del Governo ora in attesa di essere trasformata in legge.

Il testo, licenziato due giorni fa dal Consiglio dei Ministri, è frutto di un percorso durato pochi mesi che ha avuto due momenti focali nel campus dell'azienda trevigiana, distanziati di cento giorni, alla presenza del ministro per lo sviluppo economico, Corrado Passera.

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Nel primo, a maggio, Passera aveva raccolto osservazioni, suggerimenti e proposte da parte di “addetti ai lavori” ma anche di giovani piccoli imprenditori ed inventori dell'Hi-tech, spesso ispirati da esperienze di accompagnamento delle imprese nascenti osservate in altri paesi del mondo. Nella seconda tornata il ministro aveva tirato le fila di un lavoro proseguito tutta l'estate ad opera di una “task force” nazionale della quale ha fatto parte lo stesso Donadon.

“I provvedimenti che il governo ha inserito, raccogliendo le nostre proposte – spiega – sono superiori alle aspettative, abbiamo portato a casa quasi tutto. I 200 milioni per le start-up possono sembrare pochi ma sono sufficienti. Fossero di più vi sarebbe il rischio di far nascere un sistema 'steroidato', cioè drogato da aiuti non correlati al merito”. Le risorse saranno gestite dal Fondo Italiano che le attribuirà, secondo criteri da definire, ai vari incubatori italiani, e questo comunque non è certo il solo piatto forte dell'Agenda. “E' stato introdotto il 'crowfunding' (finanziamento dal basso destinato ad un progetto ricalcato sul modello americano) e gli incentivi fiscali per investimenti in start-up sono adeguati. Mi sono emozionato quando il presidente del Consiglio, due giorni fa, ha riconosciuto che la nostra esperienza segna l'inizio di un modo nuovo di collaborazione fra soggetti operativi sul campo e i decisori pubblici”.

Della task force, adesso, che ne sarà? “La fase si è chiusa, ufficialmente abbiamo finito. Del resto, ciascuno di noi è molto impegnato in mille altre cose e dubito vi sarebbe la possibilità di affiancare il governo in modo permanente. C'è stata molta soddisfazione nel lavorare assieme con questo risultato ma, a meno di consulenze-spot, la missione è conclusa”.

  

Gianni Favero