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Giovedì
12 aprile
2012

 

Passera cerca ispirazione a Ca' Tron

H-Farm capofila di un progetto ministeriale nazionale
A maggio vertice mondiale dei venture incubator. Donadon "Non chiamatela piccola Cernobbio..."
  
Una batteria di provvedimenti di legge che aiutino le start-up – cioè le imprese nascenti – del digitale a prendere quota e ad allineare l'Italia delle nuove tecnologie agli standard dei paesi più evoluti nel mondo.
E' quanto si propongono di mettere a punto alcuni fra i “pensatori” del comparto più vitali ed intraprendenti del paese, su invito del ministro per lo sviluppo economico, Corrado Passera, ed al quale contribuirà un vertice a livello mondiale degli incubatori d'impresa in campo digitale il prossimo maggio, negli spazi di H-Farm, a Ca' Tron.

Se n'è parlato ieri in un convegno promosso a Roma da Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb e presidente di “Confindustria digitale”. Fra i relatori c'era anche Riccardo Donadon, fondatore e leader del venture incubator trevigiano.

Donadon, il governo vi chiede di indicare un percorso per vitalizzare l'economia del digitale, vista anche anche come potenziale serbatoio di occupazione giovanile. Sapete già che leve si potrebbero toccare?
“Idee ce ne sono ma dobbiamo raccoglierle, selezionarle e metterle in ordine. Naturalmente lo faremo via web attraverso il sito www.italiastartup.it il quale rappresenta il portale del braccio operativo che inizierà ad interfacciarsi con frequenza con gli uffici del ministero”

Dipendesse da lei in questo momento dove andrebbe ad agire?
“In materia fiscale, senza dubbio. Ad esempio per quanto riguarda l'Iva. Una start-up, dopo aver investito, deve aspettare un bel po' prima di poter fatturare. Se per un certo periodo l'Iva potesse essere dirottata in nuovi investimenti sarebbe una grande opportunità”

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In questo le aziende del digitale non si differenziano dalle altre. Il reclamo sul piano fiscale è diffuso
“Certo, in questo non siamo diversi. Però nel nostro settore c'è qualcosa di specifico che andrebbe considerato. Ad esempio, nel caso di una 'exit', le plusvalenze potrebbero essere defiscalizzate per permettere di supportare nuove idee. Stessa proposta anche nel caso di aziende con un utile importante che decidessero di finanziare imprese in fase di gemmazione”

L'evento che avete in mente di proporre per il mese prossimo a Ca' Tron è stato battezzato “piccola Cernobbio”. E' esagerato?
“Direi che è improprio. A Cernobbio i grandi dell'imprenditoria si incontrano sostanzialmente a porte chiuse e discutono con una struttura di confronti che appartiene al passato, molto schematica e precostituita. Tutt'altra cosa rispetto alla fluidità che avremo nel nostro caso. Abbiamo invitato i 40 maggiori incubatori d'impresa di tutto il mondo, ciascuno di noi illustrerà le proprie best practices. Probabilmente non sarà l'unico appuntamento dei prossimi mesi a Ca' Tron”

Cos'altro c'è in calendario?
“Non è ancora certo ma potremmo ospitare l'incontro con il ministro Passera durante il quale tireremo le fila e consegneremo al governo il pacchetto di misure che il club italiano dei venture incubator avrà nel frattempo condensato”

Venendo a H-Farm lei ieri a Roma ha citato due esperienze in particolare.
“Si, la prima è quella di H-Art. Partita con un finanziamento di 50 mila euro e 4 dipendenti, nel 2009 è stata valutata 50 milioni ed oggi ha 120 addetti”

La seconda è la più recedente?
“Si tratta dell'investimento in 'Garage', strumento dedicato all'e-commerce mobile, di Balderton Capital, uno dei maggiori cinque venture incubator europei. L'ultima operazione del finanziatore inglese in Italia risale al 2001 ed è stato l'acquisto di Yoox. Al di là del valore, corrispondente ad alcune centinaia di migliaia di euro, direi che è un'ottima soddisfazione”.
  

Gianni Favero