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Giovedì
22 novembre
2012

 

Ci siamo capiti male

Grosso: "Non era una lamentela sul lavoro o sullo stipendio"
Volevo spiegare a chi pensa che lavoriamo solo 18 ore, cosa ci sia prima, durante e dopo
  
Forse il senso della mia lettera non è sufficientemente chiaro; ho il massimo rispetto per chiunque lavori e per qualsiasi tipo di lavoro e soprattutto per chi lavoro non ha.

So di essere una privilegiata, ma non perché lavoro 18 ore a settimana, piuttosto perché ho la fortuna di stare con gli adolescenti e di condividere la loro crescita che dovrebbe aprirsi ad un futuro lavorativo che, purtroppo è sempre più incerto.
Sono diventata un’insegnante per scelta, per convinzione, anche se avevo frequentato una scuola professionale che avrebbe dovuto aprirmi al mondo del lavoro. Ho lavorato per studiare (anche in fabbrica!) per tutti gli anni dell’Università e non ho mai smesso di essere entusiasta del mio lavoro e del mio ambiente di lavoro, nonostante abbia sempre insegnato fuori dal mio comune, anche molto lontano, nonostante ciò che l’opinione pubblica pensa di noi, di me.

Il senso della mia lettera era far capire a chi pensa che lavoriamo solo 18 ore, cosa ci sia prima, durante e dopo queste ore, non era e non è una lamentela circa il proprio lavoro o il proprio stipendio!

E’ il desiderio del riconoscimento del proprio lavoro e della sua utilità!

Desiderio che dovrebbe essere condiviso da ogni lavoratore che si senta parte di una comunità!

  

Aurora Grosso