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Sabato
10 novembre
2012

 

Lettera da una professoressa

Grosso: "Non volevo bloccare le attività ma non c'è altro modo"
Forse dimostrando a studenti e genitori che lavorando solo 18 ore la settimana, la scuola offerta è sterile...
  
Alcuni giorni fa l’Assemblea Sindacale tenutasi nel nostro Istituto (I.I.S. Andrea Gritti) ha votato il blocco delle attività aggiuntive all’insegnamento fatta eccezione per l’Orientamento in Entrata e il Ricevimento dei Genitori.

Tale decisione è il risultato a cui siamo giunti, nostro malgrado, dopo anni di lenta e inesorabile distruzione della Scuola Pubblica e soprattutto della figura del DOCENTE da parte dei governi che si sono fin qui succeduti.
L’ultima dimostrazione consiste nel portare l’orario di insegnamento dei docenti da 18 a 24 ore settimanali, come previsto dalla Legge di Stabilità, art. 3, a parità di stipendio.
Oltre alla Legge Aprea che di fatto rende “autonome” in toto le istituzioni scolastiche, creando quindi evidenti disparità tra una scuola e l’altra e per quanto riguarda le possibilità economiche e la qualificazione dell’insegnamento (vedi il sito orizzontescuola.it, per capire meglio come ciò accadrebbe).

Io ho sempre pensato che bloccare le attività a scuola fosse una soluzione che ricadeva sugli studenti facendoli così diventare la nostra controparte, e per il passato mi ero dichiarata contraria.

Non esistono però molti altri modi per far emergere quanto sta avvenendo alle nostre spalle per ridurre le scuole a un luogo chiuso, isolato, dove la cultura, il docente, il rapporto fra le varie componenti non sono rilevanti, dove è sufficiente far quadrare un bilancio in vista della visita dei revisori dei conti.

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Non si possono più infatti bloccare attività come gli scrutini, scioperare se non nelle giornate in cui i Sindacati proclamano uno sciopero (ogni sigla sindacale in un giorno diverso, rendendolo così “invisibile”).

Forse dimostrando a studenti e genitori che lavorando solo 18 ore la settimana, la scuola che viene offerta loro è sterile, slegata da un contesto sociale e lavorativo, poco funzionale, anche gli studenti e i genitori si renderanno conto che qualcosa bisogna fare per esprimere il proprio dissenso, il proprio malcontento: altrimenti ancora una volta confermeremo quello che molti già pensano e cioè che i docenti lavorano solo 18 ore a settimana, hanno 3 mesi di ferie estive, non sono aggiornati ecc, ecc, ; però fanno molto comodo perché svolgono servizio di babysitteraggio sei mattine a settimana, più qualche pomeriggio.
E forse potremo anche verificare quante ore lavora un docente della Comunità Europea e quanto percepisce di stipendio.

Usare un Laboratorio o una Lavagna Interattiva significa SAPERLA USARE, ESSERSI AGGIORNATI.

Parlare una lingua straniera significa ANDARE ALL’ESTERO, LEGGERE, USARE LIBRI, RIVISTE E DIZIONARI.

Portare gli studenti in viaggio di istruzione significa ESSERE DISPONIBILI, STARE CON LORO 24 ORE, ESSERE RESPONSABILI CIVILMENTE E PENALMENTE, LASCIARE LA PROPRIA FAMIGLIA A CASA, SPESSO NON VENIRE PAGATI MA SOLO SPESATI.

Organizzare itinerari educativi e/o artistici significa TELEFONARE, PRENOTARE, CONOSCERE, ESSERE ancora una volta DISPONIBILI.

Insegnare la storia o la geografia significa AGGIORNAMENTO CONTINUO, CONOSCENZA, LETTURA.

Stare in classe con molti studenti stranieri significa CAMBIARE IL PROPRIO MODO DI RAPPORTARSI ALLA CLASSE, AGGIORNARSI, STUDIARE, CONOSCERE, CAPIRE, PROPORRE PERCORSI DIVERSIFICATI, USARE SISTEMI VALUTATIVI PERSONALIZZATI.

E tutto ciò avviene A SPESE DEL DOCENTE, in termini di tempo e di denaro.
Questi sono solo alcuni esempi di quanto non si tenga in considerazione la FUNZIONE DEL DOCENTE.

Ecco perché, anche se a malincuore, ho deciso di aderire a questa protesta e perché desidero che oltre a leggere questa lettera la facciate girare il più possibile se pensate di sostenerla!

  

Aurora Grosso
Docente di Lingua Francese dell’I.I.S. Andrea Gritti di Mestre-VE