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Sabato
12 maggio
2012

 

Allora chiamiamolo Ugo

Gatto: "Per il casello il nome varrebbe come Jesolo"
A4 e Via del Mare, due condanne che pesano come montagne sulle responsabilità politiche dirette e indirette
  
Cogliendo l’occasione di commentare chi mi ha preceduto, persone che stimo perché hanno idee e si assumono la responsabilità di esporle, balzano all’occhio due concetti principali e due condanne che pesano come montagne sulle responsabilità politiche dirette e indirette.
Sorvoliamo sulla opportunità delle opere (casello e strada del mare) ma esaminiamo l’essenza.

1) Casello…..proprio oggi ci sono passato davanti e il colmo del ridicolo è che la bretella esce sulla Treviso Mare 30 metri prima (venendo da Roncade) del cartello che delimita la fine della Provincia di Treviso ossia in Comune di Roncade. Sarà ridicolo vedere il cartello Meolo Jesolo a 30 chilometri dal bagnasciuga. Ha ragione Ivano Sartor in quanto sostiene, se non altro perché oggi tutto conta per uscire dall’angolo dell’anonimato per quella infinitesima percentuale di marketing territoriale (uè battete un colpo….) che si può ricavare da un cartello stradale.
Altrimenti perché non chiamare il casello Jesolo oppure Ugo. Queste cose contano eccome come contava avere una ferrovia vicina al centro di Roncade e non a CàTron oppure non avere un provinciale in piazza deturpandone addirittura due.

2) Project financing di opera pubblica su cui ci guadagna il privato con il balzello del casello (rima non voluta). Un ente pubblico non riesce a fare le cose perché costa troppo scovare i soldi dai bilanci o dalle banche e perché i lavori pubblici costano più che se fatti dai privati. Allora trovi un privato che va dalle stesse banche per ottenere gli stessi soldi e fare le opere. Perché glieli danno? Ma perché saranno ripagate dai balzelli (ai caselli) in un terzo del tempo delle concessioni che l’ente pubblico concede al privato costruttore. Quindi……..la politica che amministra gli enti è incapace (o non vuole) di farsi dare i soldi (che potrebbe ripagare con gli stessi balzelli del privato) dalle banche e poi concede tre volte il tempo che occorre per pagare il debito dei privati con i balzelli. Tre volte per cui il privato intascherebbe milione più milione meno il doppio di utile del capitale impegnato una volta restituito. All’ente poi i lavori costano di più perché le gare pubbliche così sono……mai che si senta che si provino a cambiare le norme sugli appalti pubblici…mai…..i funzionari del ministero dicono che non si può.

Ad oggi mi interessa di più sapere quello che succederà alla Treviso Mare fra Silea ed il Casello, al traffico che ci correrà, al progetto di adeguamento se ci sarà e quando ci sarà. Mah. Il casello e la terza corsia, opere necessarie, galoppano a tempi record addirittura finiranno prima del tempo ma non per cominciare a spremere il balzello anticipatamente, non sia mai, ma un sano “chi va là” popolare intimato dai comuni frontalieri la Treviso Mare come Roncade, Silea e Monastier non guasterebbe per far sì cheall’apertura del casello non ci si trovi una strada assassina sottodimensionata al nuovo traffico. Magari le carte ci sono già, le carte con i progetti intendo, ma la realizzazione? Non è che una nuova emergenza necessiterà di un nuovo financing …. un financing col balzello al casello magari.

In bocca rimane sempre l’amaro del dubbio, peraltro indotto dall’onesto modo di spendere i soldi degli italiani che si vedono sui giornali, che possa trattarsi di un grande gioco che si svolge sui tavoli dei soliti noti che girano attorno all’affare autostrade.
Sarà difficile vedere quei privati concorrere alla realizzazione di una scuola oppure di un ponte……..a meno che non si paghi all’entrata. Per giunta una entrata su cui si legge il nome di Ugo.

Sveglia!!!!!!!

Saluti a tutti
 

Paolo Gatto