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Venerdì
20 aprile
2012

 

L'epoca dei grigi

Gatto: "Dalla pace sessantennale alla classe politica a-ncapace"
Sparigliamo tutto, il comportamento istituzionale non produce una beata pippa
  
“Dalla palude spenta dell'a-politica (a-passione, a-coraggio, a-pensiero, a-fonia. A-patia) presto arriveranno solo zanzare” dice lei Direttore.

I pappataci invece sono attualmente impegnati a restituire (nella migliore ipotesi) diamanti, lingotti di oro, auto, biglietti aerei eccetera. Mi ero sentito chiamato in causa dal suo articolo e la botta definitiva l’ha data Paolo Giacometti. Non so se sarò breve ma come ho gia avuto occasione di dire non è che venga tanta voglia di mettersi a scrivere sentendo che le proprie idee affondano in un fango simile, sommerse da strutture, apparati, interessi, convenienze, opportunità, tattiche.
In questi momenti è sufficiente incazzarsi un po’ giusto per aprire la valvola della pressione che ti eviti la voglia di pigliare in mano la mazza da baseball perché, francamente, a parlare ci si stanca quando quella che si chiama “opinione pubblica” (opinione dei cittadini non quella mediata e distorta dei media) viene fanculizzata dal comportamento, ma prima ancora dai risultati amministrativi, delle classi politiche che si sono susseguite.

La pace sessantennale ha prodotto la nuova classe politica a….ncapace di governare qualsivoglia livello; ha portato dai Padri della Repubblica ai figli del finanziamento pubblico ai partiti, ai corridori dell’accaparramento nelle schiere dei potenti per avere il nome scritto nella scheda elettorale. La lotta per la gente è diventata la lotta per la candidatura della propria persona, fieri e convinti che la propria persona è fondamentale per la salvezza della Patria.
Spesso mi si dice che si generalizza, che vi sono molti bravi politici, molte brave persone e non è giusto confonderle con incapaci e ladri. E’ vero e ne abbiamo molti esempi. Ma di questi tempi non è possibile disgiungere i risultati dagli attori che li hanno prodotti, singolarmente innocenti ma complessivamente colpevoli. Se il risultato è mediamente schifoso vuol dire che la classe politica è mediamente incapace con prevalenza dei pessimi rispetto ai bravi. Bravi che singolarmente attuano singole battaglie dal di dentro sballottati qua e là dal sistema che è mediamente e complessivamente strutturato per fare a meno di questi bravi. E questo nonostante i loro sforzi, altrimenti la situazione attuale non è spiegabile e mi rifiuto di pensare che questo sia l’esito finale ed inevitabile della democrazia, incompiuta per eccellenza e prodroma della dittatura come marcio escamotage per uscire dalle paludi. I segnali ci sono tutti.

Quello che farei io al posto di tutti questi bravi è sparigliare, buttare il cappello andare sopra le righe; indicare i pessimi, estremizzare le soluzioni e se serve alzarsi e mollare la poltrona perché in questa situazione il comportamento istituzionale non produce una beata pippa. Ogni politico e amministratore dovrebbe sentire quando il suo silenzio, la sua inazione, la sua paura può provocare danni ai cittadini di fronte a poteri superiori di tutti i tipi.
Quando si sceglie il più delle volte l’allineato ed il coperto allora sarebbe il momento di togliere il disturbo perché di sicuro ci si incammina verso la situazione attuale. Ecco perché anche i bravi non possono essere distinti nel disastro.

Infine la colpa è nostra ed è mia perché preferisco ormai chiacchierare di queste cose con gli amici in un dopo cena col bicchiere in mano, ma solamente perché fra gli amici non esistono linee, equilibri, interpretazioni canoniche ma solo il confronto di opinioni; nessuno all’indomani si preoccupa se quello che ho detto risulta scomodo.
Mi domando se non sia questo che manca ai politici di oggi (oltre al coraggio e all’altruismo).

Sono colpevole (ma prometto di tornare a scrivere se mi stuzzicano)

Saluti a tutti

Paolo Gatto