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Mercoledì
23 maggio
2012

 

Vincere a Roncade quanto costa?

Il sindaco di Parma ha speso 8.600 euro, quello di Belluno 14 mila
Urge un linguaggio politico per la campagna elettorale del 2014. Scaldarsi da subito per correre fra due anni
  
Prendere Parma costa 8.400 euro, Belluno ne vale 14 mila.
Sono gli investimenti effettuati dai nuovi sindaci dei due capoluoghi per sostenere le rispettive campagne elettorali.
Federico Piazzarotti, 39 anni, appartiene al “Movimento 5 stelle”. Jacopo Massaro, 38 anni, guiderà invece Belluno con le tre liste civiche che l'hanno appoggiato.
L'uno grillino e l'altro no, lo schema però non cambia.

Il punto cruciale della loro proposta – al netto delle considerazioni sul 'voto di protesta' che concettualmente è una spiegazione di comodo – sta non tanto nel cosa vogliono fare ma nel come interfacciarsi con la popolazione.
Hanno speso pochissimo in campagna elettorale, evitando le centinaia di migliaia di euro in carta per affissioni e spot televisivi, perché hanno già familiarità con un linguaggio diretto e a costo zero.
E' la Rete, ne abbiamo già parlato ed è bene insistere.

Decliniamo le cose in roncadese.
Alle elezioni del 2014 mancano due anni e sono già risicati per una forza politica od un candidato che voglia mettersi in gioco partendo da zero.
Appena sufficienti per prendere dimestichezza con lo strumento comunicativo che potrà permettere di arrivare gratis o quasi laddove i partiti tradizionali, che hanno in genere una buona riserva di risorse proprie, giungono pagando manifesti, paginate sui giornali, metri cubi di “santini” e pacchetti di 30 secondi al colpo sull'etere delle tv private.

SOCIAL1.jpg (42956 byte) Spazi che le centinaia di roncadesi diventati nel frattempo maggiorenni semplicemente ignoreranno. Quelle fasce d'età parlano e ascoltano in altri luoghi, hanno una prosa mentale diversissima nella sua pur strana ricchezza.
Bisogna raggiungerli perché centinaia di voti sono abbastanza per mettere almeno in pista alcuni consiglieri.
A patto di cominciare subito a studiare la loro lingua.

Iniziare a ragionare verso Natale del 2013 trasuda indolenza e poche speranze. Significa mettere su con prevedibili copia-incolla documenti chiamati impropriamente “programmi”, sostanzialmente sovrapponibili a quelli dei concorrenti, perché non è che in una città da 15 mila abitanti come Roncade si possano dire cose molto diverse. Di diverso e decisivo ci sarà solo il modo di dirle e lo strumento per farlo.
Iniziare a ragionare dopo la befana del 2014 è già rassegnarsi a soccombere a chi abbia più soldi per cartelloni e spot. E' non comprendere il largo vantaggio che così si concede a chi faccia più comparsate nelle manifestazioni pubbliche con aperitivo che, fatalmente, si addenseranno a beneficio di una sola parte.

Alla fine questa è una preghiera. Non vorremmo più vedere e raccontare campagne elettorali come quella di tre anni fa, con la triste coppia di liste di paglia capeggiate da persone che hanno lasciato di sé, scolpite nei motori di ricerca, immagini da caricatura.
Non vorremmo più parlare anche di candidati che, nella oggettiva sfiga di avere un avversario fuoriclasse, hanno evitato la pubblica sfida e preferito la sconfitta a tavolino. Ricordate? Centinaia di elettori di centrodestra scelsero un sindaco del Pd in carne ed ossa piuttosto che il loro, svaporato al primo sole.
Mai più, per cortesia e per amor di patria.

Il 2014 è dopodomani.

Roncade.it