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Giovedì
13 dicembre
2012

 

Mettiamoci un punto

I numeri sui Dsa: sono 34 fra Roncade e Monastier, cioè il 2,25%
Pietrobon: "Se individuati in tempo si rimedia velocemente, c'è un progetto su tutte le classi prime"
  
Dsa, mettiamoci un punto. Almeno per ora.

Ne abbiamo parlato per quasi 20 giorni iniziando da una perplessità di ordine statistico e si è accesa una discussione. Scarrocciando un po' di qua un po' di là (e non senza componenti emotive) alla fine abbiamo raccolto elementi sufficienti per poter dire che adesso ne sappiamo tutti un po' di più.
Oggi c'è anche qualche numero certo giunto dalla dirigente scolastica, Annamaria Pietrobon: su una popolazione di 1.740 bambini, fra Monastier e Roncade, i soggetti attualmente individuati come portatori di Dsa sono 34, 12 dei quali alle elementari e 22 alle medie.

Per calcolare l'incidenza del disturbo, occorre scorporare i circa 250 iscritti alle materne sui quali non si compiono valutazioni di questo tipo. Insomma, si ottiene un 2,25%.
Tanti o pochi? L'interrogativo iniziale era giustificato? Fate voi. Alla fine il problema non è neppure questo perché, scavando scavando, si scoprono due cose.

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La prima che il tema è estendibile alla situazione media almeno della provincia di Treviso.
La seconda, più seria, è che nelle casse della scuola soldi per far fronte al disagio – che in prevalenza si manifesta con la difficoltà a leggere velocemente - ce ne sono pochissimi a prescindere.
“Non è che i casi siano diventati improvvisamente numerosi in questi anni. Diciamo piuttosto – è il punto di vista di Pietrobon – che è intervenuta una legge che ha aiutato a sensibilizzare sul problema”. Una legge che ha dato un nome al disagio, ha stabilito strumenti e parametri per riconoscerlo ed ha anche indicato dei rimedi. A mancare sono solo i soldi. Ci si arrangia un po', le famiglie che possono acquistare qualche strumento lo prestano ad altre, gli insegnanti che ci sono si ingegnano per seguire anche i portatori di Dsa.

Si apprende anche una buona notizia. Se individuato in tempo, il disturbo si può prevenire fino al suo annullamento.
“Esiste un progetto complessivo che coinvolge tutte le classi prime sul territorio. Scoprire tempestivamente un Dsa e seguirlo subito – è un'altra informazione che arriva dal dirigente - può portare ad una soluzione rapida e definitiva”.

Trascurando la reprimenda di default sul come si dovrebbe fare giornalismo – ma chi insegna per mestiere è sovente incline a farlo ovunque – con l'utile contributo della preside possiamo chiudere il capitolo Dsa.
Chi volesse proseguirlo senza mediazioni della redazione ha a disposizione la nostra pagina facebook.

  

Gianni Favero