TIT.jpg (17099 byte)
 
DISLEX5.jpg (12433 byte)
   
Martedì
11 dicembre
2012

 

Dislessia, andiamo in profondità

Genitori: "Certi giudizi tradiscono l'ignoranza del problema"
Perchè si finanzia la scuola privata e non si pensa ad aiutare i bambini della pubblica con la DSA?
  
Buongiorno, sono la mamma di un'alunna DSA.

Sono dispiaciuta nel constatare quanta ignoranza esista attorno al tema della dislessia.

Il problema esiste, ed è più diffuso di quanto si possa pensare. Ogni certificato che attesti un deficit di apprendimento, viene rilasciato da professionisti o strutture qualificate (es. La Nostra Famiglia), previa compilazione da parte dei ragazzi, di test accurati, svolti secondo precisi protocolli.

Non c'è nulla di inventato di fronte alle difficoltà oggettive di mia figlia o degli altri alunni. I giudizi di chi non vive questa realtà, lasciano il tempo che trovano. Non è questione di scarso impegno o di "menefreghismo", ma di una diversità a livello cognitivo che porta a risultati diversi.
Ad esempio, se un ragazzo ha problemi di memorizzazione, potrà studiare anche quattro ore, per due/tre pomeriggi consecutivi argomenti quali "i verbi irregolari inglesi" o "la composizione del sistema nervoso", ma nel momento in cui nel compito in classe, sarà richiesto un "feedback", un riscontro in termini di "voto", vedrete che il più delle volte, sarà insufficiente.

DISLEX4.jpg (41325 byte)

Alcuni scambiano suoni e confondono le lettere, altri non riescono a ricordare come trovare "il minimo comune multiplo" nonostante lo abbiano fatto milioni di volte. Imparare allora diventa una vera e propria lotta.

I genitori che possono permetterselo fanno prendere lezioni private ai figli (anche due/tre volte a settimana), altri li seguono individualmente per pomeriggi interi.
L'impegno c'è, e nel mio caso e di tante altre famiglie che conosco, è quotidiano.

Leggere in un sito web, che forse è questione: di "scarso impegno o attenzione", di "dati falsati", "della mancanza di stimoli da parte degli insegnanti della scuola pubblica" è veramente offensivo e vergognoso, nei confronti di tutti quegli alunni che vivono il disagio in prima persona e delle loro famiglie. Ed evito di commentare quel "riserva protetta dei DSA", perché nelle riserve ci sono gli animali, non le persone.

Vi pare che la DSA possa costituire un'agevolazione forse?

Avete una vaga idea della difficoltà che i genitori trovano nel far concedere un'ora in più per lo svolgimento dei compiti in classe, o altri strumenti dispensativi/compensativi come l'utilizzo di calcolatrici o schemi? Se mia figlia impiega più tempo a leggere, capire e ragionare su un compito in classe e questo deriva dalla dislessia, avrà o no il diritto di usufruire degli strumenti, previsti dalla legge, per assicurare la parità nell'istruzione? Nessuno chiederebbe ad un cieco di fare la gara dei "cento metri ad ostacoli". Invece è giusto pretendere che i nostri figli, facciano come "gli altri" pur non avendone la possibilità.

Eh sì, questa è proprio giustizia. Complimenti per la sensibilità e la vostra competenza nel trattare l'argomento. Vi inviterei, prima di leggere altri spropositi, a visitare il sito: "http://www.aiditalia.org/it/" o a leggere la storia di Giacomo Cutrera "Demone Bianco", che spiega benissimo cosa significhi essere dislessici.


Mamma di una bambina DSA


Leggendo il vostro blog, non ho potuto fare a meno di notare l'interesse che
molti genitori hanno per la DSA.
Sono stato colpito dal fatto che molte persone, che non hanno esperienze
dirette con questa problematica, esprimono la loro opinioni in modo abbastanza frivolo.
Nonostante sia un problema "ufficiale" da pochi anni, non vedo che tipo di
agevolazione avrebbe "riserva protetta dei Dsa" (per cortesia, evitiamo di
utilizzare termini impropri).

Ricordiamoci che sono dati statistici che si hanno sono parziali e certamente
non fanno la regola.
Riporto testualmente uno studio pubblicato dalla regione Veneto nel 2009:
"Dai dati pubblicati nella letteratura internazionale i riscontri clinici
oscillano tra il 2 ed il 12% della popolazione in età scolare.
Pochi sono i dati italiani pubblicati e generalmente relativi a campioni
limitati: anche in questo caso si trovano prevalenze oscillanti tra il 2 ed il
10%, con una maggiore concordanza intorno al 3,5-4,5%"

Se esiste un disagio, non capisco il perchè non si possa fare qualcosa per
cercare di eliminarlo.
Senza contare il fatto che è la missione di un'insegnante indicare ai genitori
se il figlio/a ha problemi evidenti di apprendimento e l'utilità della visita
da un logopedista.
Di che strumenti posso vantare questi privilegiati? Di una calcolatrice? Di
uno schema? Della sufficienza "sindacale" che non esiste?
O preferite che gli insegnanti "rallentino" il programma per poter insegnare a
questi ragazzi? Poi vi lamenterete che i vostri figli sono indietro per colpa
dei ragazzi con DSA?
O volete che chi è affetto da DSA sia ignorato per non rallentare il programma scolastico?

Se questi bambini hanno dei problemi, perchè non esiste una figura nella
struttura scolastica di sostegno? Anche quella figura inesistente li
avvantaggerebbe?
Perchè si finanzia la scuola privata e non si pensa a rimodernare la scuola
pubblica, magari aggiungendo figure che possono aiutare i bambini con la DSA?

Spero che il mio intervento, come gli altri, sia pubblicato. Resto in attesa
di risposte da voi.

  

Andrea B.

  

Il tema è complesso ed è abbastanza normale che, da non esperti, si parta da posizioni di ignoranza.
Non c'è nulla di cui vergognarsi se si ha la buona volontà di affrontare un percorso serio di confronto e di maggiore conoscenza, come stiamo cercando di fare qui.

Per quanto riguarda la terminologia, chiunque sia destinatario di un trattamento a lui riservato (in questo caso finalizzato alla sua maggiore protezione) è perchè, per definizione, si trova all'interno di uno spazio di classificazione chiamato "riserva". Quindi "riserva protetta" per i portatori di Dsa è un'espressione senza dubbio appropriata.

In ogni caso, stiamo sereni e non areniamoci sulle parole, rischieremmo di perdere di vista il binario sostanziale della discussione.

Roncade.it