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Mercoledì
6 giugno
2012

 

Cultura, la sfida del calendario unico

Riordinare l'offerta roncadese è fondamentale. Ma chi lo fa?
La promozione turistica non può fare a meno di una comunicazione completa e razionale delle proposte del territorio
  
Chi abbia dato un'occhiata al documento chiamato “Commercio e spazio pubblico a Roncade – un’occasione di confronto sulle strategie  di sviluppo  locale”, cioè la relazione conclusiva del lavoro svolto dai consulenti Andrea Mariotto e Francesco Milli presentata alla giunta comunale una ventina di giorni fa, avrà notato che fra i suggerimenti delle azioni da attivare da subito “in modo congiunto  tra  operatori privati e pubblica amministrazione” vi è una voce che recita “una accurata programmazione e comunicazione per quanto attiene all'offerta culturale”.

Si tratta di un argomento che periodicamente viene fatto rilevare anche dai nostri lettori e sul quale ci siamo soffermati alcune volte in passato.
La mancanza che viene segnalata, in sostanza, è quella di un calendario unico e completo, ordinato in senso cronologico o secondo altri criteri, degli appuntamenti di interesse collettivo a Roncade. Spettacoli, eventi sportivi, convegni e tavole rotonde, ritrovi, ricorrenze religiose e tradizionali ed altro.
I vari soggetti promotori (Comune, parrocchie, Pro Loco, le decine di associazioni fino ai singoli cittadini) informano cioè ciascuno a modo proprio la popolazione, utilizzando strumenti classici, come manifesti e volantini, o quelli più evoluti, come i social network o newsletter.

Però ognuno in modo indipendente, con prevedibili ed ovvie sovrapposizioni di date e, in ogni caso, costringendo un ipotetico visitatore alla ricerca del “che fare stasera” a Roncade ad una paziente quanto improbabile investigazione fra affissioni sotto i portici ed annunci via web.
Che la produzione culturale e ricreativa a Roncade sia una miniera tenuta nascosta, e quindi mortificata, del resto lo si è già detto.

Superare questo limite, tuttavia, è una delle operazioni più faticose e delicate che si possano immaginare, chi lavora nei giornali con il compito di creare il cosiddetto “paginone” degli appuntamenti quotidiani in una determinata area geografica lo sa bene.

Le fonti delle notizie sono moltissime, ciascuna con un proprio linguaggio, quasi sempre incapaci di far giungere l'indicazione nel momento migliore (cioè non troppo presto né troppo tardi) e corredata da tutti i dettagli essenziali (cos'è, dov'è, che giorno e a che ora, quanto costa, serve o meno prenotare, come farlo, contatti per altre informazioni).
Tutti dati che, in un calendario unico ideale, dovrebbero invece essere omogeneizzati in tabelle immediatamente leggibili, esaurienti ma non prolisse.

Un'impresa.

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Altro problema: l'operazione non può più essere fatta una volta per tutte, ad inizio anno oppure ogni sei mesi, per essere stampata e diffusa.
Cioè, questo può anche andar bene per gli eventi ricorrenti e consolidati. La maggioranza degli altri, però, matura nel corso dell'anno, a volte si organizza un appuntamento con un anticipo di poche settimane. Il mezzo cartaceo evidentemente diventa inadeguato e dunque non rimane che la via elettronica, cioè il web, con i suoi continui aggiustamenti.
Espressione, quest'ultima, che reca la sola domanda cruciale: chi lo fa?

rad7.jpg (62144 byte) E' un lavoro che non finisce e che richiede un'attenzione dedicata quotidiana o quasi. Eppure è un'operazione irrinunciabile, se l'obiettivo sottinteso è anche la promozione turistica di Roncade.
Il propulsore naturale, in prima battuta, dovrebbe chiaramente essere l'Amministrazione comunale.

Assieme alla speranza che il sito web istituzionale possa finalmente essere migliorato e vivacizzato, con l'estensione delle funzionalità ai dispositivi mobili (nella popolazione sotto i 40 anni sei cittadini su 10 usano uno smartphone) c'è anche quella che al “calendario culturale” si dedichino risorse umane che siano un po' sveglie. La tecnologia fa miracoli ma non può autocompilare ed ordinare con ragionevolezza le scadenze.
Diventa anche necessario che nella lista degli appuntamenti non compaiano soltanto quelli che hanno il “patrocinio” del municipio (del resto patrocinio non si sa bene neanche più cosa significhi. Alla fine è una specie di “bollino blu” senza finanziamento correlato, per acquisire il quale bisogna consentire ad un assessore di portare, in apertura, i saluti del sindaco).
Altrimenti sarà sempre incompleta, dato che di appuntamenti di origine privata e senza certificazione ve ne sono almeno altrettanti, sagre comprese.

Se questo lavoro non lo fa il Comune bisogna che qualcun altro – organizzazioni del commercio e dell' artigianato, albergatori e ristoratori, o una redazione mista, o il volontariato... - se ne faccia carico.
Il momento del “chi fa cosa”, come è già stato detto, è adesso.