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Martedì
23 ottobre
2012

 

Ego non te absolvo

Parrocchie latitanti sul web, sagre e processioni non bastano più
Ovunque a Roncade l'inerzia dei parroci sull'utilizzo dei nuovi media è indiscutibile
  
Parrocchia di Roncade: sito web in stato comatoso profondo, di recente ci sono al massimo le copie in .pdf del periodico stampato su carta “Campane di Tutti i Santi”.
Parrocchia di Biancade: l'ultima notizia del sito riguarda di fatto la scomparsa di don Guerrino Santi, gennaio 2012.
Parrocchia di Musestre: anche qui, dopo anni di vitalità con don Paolo Cecchetto, adesso si arriva a luglio 2012, ma solo con la copia del foglio “Il Punto”.

Di San Cipriano e Vallio non si sono mai avute notizie.

Per questo su Roncade.it, com'è accaduto per i siti di movimenti politici, le parrocchie sono scomparse dalla serie dei link consigliati alla fine della home page.
Si impone un pensiero. Le parrocchie, serbatoi storici di volontariato, come gli ambienti della politica e delle associazioni, faticano a convertire le energie su canali di veicolazione dei messaggi – e dunque strumenti di vero collante sociali – oggi diventati irrinunciabili.

Attorno ai campanili si trovano sempre persone disposte a dedicare una settimana all'anno del loro tempo all'organizzazione di sagre, presepi viventi, campi scout o grest, di sicuro c'è ancora chi fa il chierichetto, il catechista e l'animatore. Ma in quanto a persone capaci di focalizzare il loro tempo gratuito sulla nuova comunicazione (che nuova, a 20 anni dalla nascita di Internet per tutti, ormai non è più) siamo a zero o poco più.

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Non è che manchino competenze, questo lo si può dare per certo.
Non è che manchino ragazzi in grado di utilizzare ad occhi chiusi I-pad, I-phone e gli strumenti social offerti dalla rete.

E di sicuro non mancherebbe l'utenza.
Molti anni fa, dal 1983 al 1993, a Roncade c'era un'emittente radiofonica - “Radiografia”, 106,150 Mhz FM - che tutte le domeniche raggiungeva persone inferme trasmettendo in diretta la messa delle 10.
Quella fascia di popolazione c'è ancora, oggi in casa avrà di certo un pc. Inferma o meno, gente lontana, credente ma anche no, che potrebbe aver bisogno – o piacere – di una “vicinanza remota” della propria parrocchia esiste senza dubbio. Forse è più numerosa di quella che in chiesa ci va fisicamente magari per cercare conforto al confessionale.

E' ovvio che non è affatto una questione di costi, la rete è gratuita.
Quello del web è un territorio che la chiesa locale sta consapevolmente trascurando, ed è meglio che non provi a consolarsi con la lunghezza delle processioni.

  

Roncade.it