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Venerdì
12 ottobre
2012

 

Mumble mumble ...

Tre cose sul duello Pezzato - Tullio
Temo in via Roma giochino a Simcity. Chiara, torna la brava ragazzaccia che eri un tempo
  
Tre osservazioni sul tema sollevato dagli interventi di Lorenzo Pezzato e Chiara Tullio mi permetto di farla.

Primo. A Roncade non ci sono amministratori deludenti sotto il profilo della loro operatività. La delusione sta nel fatto che svolgono bene il loro dovere ma nient'altro.
Non basta? Dipende. Nell'orizzonte della legislatura da chiudere può anche starci e di questi tempi si dovrebbe pure apprezzare. In una prospettiva di visione ampia di certo no.
Far politica è proporsi come guida, riferimento, officina di pensiero. Invece qui nasce mestizia perchè non si vedono tentativi lunghi di disegnare un futuro, fosse anche a livello di sogno. Non sarà immediato rendersene conto, ma oggi ne abbiamo bisogno (almeno) come le piste ciclabili o la pubblica illuminazione.
Prendi ChiaraTullio. Non ancora amministratrice, fra il 2007 ed il 2008, attraverso questo sito, ci aveva fatto elettrizzare con alcuni interventi freschi e vividi. Dov'è ora quella ragazza?

Secondo: è vero che chi non partecipa e non vede “fisicamente” il lavoro altrui non ha molto titolo per giudicare. E' anche vero che, quando si tratta di legittima critica politica, nomi e cognomi vanno fatti. Infatti l'ho appena fatto.
D'altro canto, però, non esistono luoghi privilegiati per il confronto, non è detto che occorra per forza recarsi in Municipio per parlare con gli amministratori. E non è neppure detto – anzi! - che un confronto serio debba svolgersi in forma riservata. La circolazione delle parole su spazi vasti e pubblici è un fantastico volano di fertilità intellettuale perché, qualche volta, le parole veicolano anche idee. Le idee bisogna setacciarle fra le chiacchiere come cercatori d'oro e per questo le chiacchiere - le "ciance" - sono autentica materia prima. Per poterle raccogliere oggi abbiamo il dono di praterie elettroniche straordinarie. E' (anche) l'assenza di coraggio nel “mettersi in gioco” su queste piazze che rende deludenti (nel senso di appagati del loro essere puri uomini-macchina) questi pur bravi amministratori.

Terzo: la città migliore la si costruisce solo da amministratori eletti o designati?
Si è in grado di pensarla e progettarla solo dentro le ecclesiastiche mura del palazzo municipale?
Una buona idea è tale solo se convalidata da via Roma o dall'ormai onirico manuale di Matteo Caroli?

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Spero di aver capito male ciò che dice Chiara perché in tutto questo c'è un'autoreferenzialità fuori epoca.
Non ultimo perché i poteri reali rimasti ai Comuni sono pochissimi e i soldi anche meno. Giochiamo a Simcity?

Chiara, non so quanto debba durare ancora il tuo noviziato, ma prima ritorni ad essere ragazzaccia e vera più contenti siamo. Io, almeno.

Ciao.

  

Gianni Favero