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Martedì
7 agosto
2012

 

Proteggere i ladri etici

Se ripari un apparecchio buttato via commetti un reato
L'eroica sfilata clandestina dei piccoli geni che restituiscono la vita ai rottami del Cerd
  
Accade per fortuna anche nel Centro per la raccolta differenziata di Roncade, è un fenomeno buono e bello, peccato che sia un reato.

C'è gente, soprattutto straniera, capace di ridare nuova vita ad apparecchi che noi occidentali agiati buttiamo via.
Perché sono guasti e ripararli costa quasi quanto rimpiazzarli con esemplari nuovi, perché sono guasti solo un po' e ripararli costerebbe nulla ma l'occasione è buona per comprare qualcosa di più aggiornato, perché sono guasti e potremmo ripararli anche noi ma abbiamo perso il dono dell'uso delle mani, neppure sapremmo dove infilare il cacciavite per aprirli e darci un'occhiata dentro. A volte c'è solo un fusibile da cambiare.

Dalle tv (qualcuno ha ancora in casa i vecchi cinescopi? Si sono guastati tutti contemporaneamente?) ai computer e loro periferiche, dai tostapane agli aspirapolvere.

C'è gente, si diceva, che li prende, li aggiusta e li manda in patria, interi o a pezzi, dove avere un oggetto simile costa spesso l'equivalente di uno stipendio medio europeo.

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Però è illegale. Chi asporta questa cose dai Cerd li ruba ad una società, il consorzio di smaltimento, che ne acquisisce la proprietà nel momento in cui il cittadino glieli consegna.
Ufficialmente c'è anche una logica: si tratta di oggetti che devono essere smaltiti in un certo modo, va evitato il rischio di trovarli poi dispersi in luoghi impropri. Se ai bordi delle nostre strade non ci sono rottami è grazie anche ad un'organizzazione ecologica che funziona.

Di fatto, però, la ragione prevalente è un'altra. Il riciclo è la negazione del consumo, chi aggiusta una cosa rotta almeno per un po' di tempo non ne compera una nuova. Chi aggiusta deprime l'economia occidentale.
Poco importa se chi aggiusta riesce a migliorare, sia pure in piccolissime dosi, la vita di persone che vivono in posti del mondo in cui la comodità di un frullatore elettrico non può nemmeno essere sognata.

In alcune città del Nord, anche venete, funziona un sistema: chi ha tecnologia non funzionante da buttare la deposita per un po' in un luogo intermedio, gestito da volontari, in cui chi pensa di poterla riparare la può prendere senza passare per ladro. E senza mettere in difficoltà i pur comprensivi addetti del Cerd, intelligenti e meritevoli complici di reati etici.

  

Roncade.it