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Martedì
12 giugno
2012

 

I talenti e il furto delle idee

Ceccato: "I primi ad occuparci del merito siamo stati noi"
La "Notte dei talenti" che si è svolta il mese scorso a Milano è solo una replica del festival roncadese
  
Egregio Direttore,
finalmente anche in Italia si comincia a parlare di merito.

Qualche settimana fa il Corriere della Sera e Repubblica Affari & Finanza (vedi allegati) davano ampio risalto alla “Notte dei Talenti”, manifestazione organizzata dal “Forum della Meritocrazia” , “una novità che ha l’ambizione di cambiare almeno un po’ la società italiana…
…Dieci ragazzi, tra un migliaio di segnalazioni, saranno premiati semplicemente perché sono bravi… La Notte dei talenti è il primo appuntamento pubblico e solenne di un gruppo composito cresciuto attorno a un’idea : meritocrazia… Insomma, è la normalità dei talenti lasciati liberi di svilupparsi…”
Hanno aderito all’iniziativa molti nomi noti, tra gli altri Umberto Veronesi, Ignazio Visco, Roger Abravanel, Ivan Lo Bello, Giulia Bongiorno, Livia Pomodoro, Matteo Marzotto.

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Che si tratti di una novità assoluta è un’emerita balla: infatti a Roncade (TV) abbiamo già organizzato 2 edizioni del Festival dei Talenti Roncadesi (2010-2011), con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Treviso.
Rivendico quindi con forza, anche a nome dei colleghi volontari (Giacomo Buldo, Giando Commissati e Manola Mazzon, con il supporto di Settimo Bortolozzo) la primogenitura ed il valore dell’idea, alla faccia di chi è sempre pronto a criticare qualsiasi iniziativa locale.
Si tratta di una rassegna di intelligenza collettiva, con l’avallo dell’Amministrazione, della Pro Loco e del Gruppo Sagra, ed il supporto della BCC di Monastier e del Sile. Nel corso dei 2 eventi sono stati premiati circa 30 (trenta) talenti, non su scala nazionale ma originari o residenti a Roncade (<15.000 abitanti).
Tra gli altri, campioni sportivi nazionali, europei e mondiali in varie discipline, ricercatori post-doc sulle metastasi nelle cellule staminali, sul virus dell’AIDS e sulla fibrosi cistica presso il Bo, l’University College di Dublino e l’Università di Yale, studenti vincitori delle Olimpiadi nazionali della Matematica, designers insigniti di premi nazionali (Lucky Strike) ed internazionali (IDEO), chef citati dal Wall Street Journal, ecc.

L’accoglienza da parte della comunità è oscillata tra il signorile distacco ed il blando interesse, mentre i media locali - con l’abituale eccezione del sito che ci ospita - pur allertati, hanno ostentato una sovrana indifferenza.
Nel primo caso forse dovremmo fare autocritica (vedi il post su cultura e calendario unico) anche se abbiamo inviato centinaia di inviti, affisso poster ed allestito striscioni, nel secondo stampa e TV locali erano probabilmente troppo occupate con eventi di elevato spessore culturale come “Miss Maglietta Bagnata” o la “Sagra del Gnocco Fritto”…
Ecco perché, anche per rispondere ad un recente post del sig. Lorenzo Pezzato, la visibilità dell’evento è stata prossima allo zero.
In sede di C.T.A. (Coordinamento Territoriale delle Associazioni) avevo più volte suggerito di comunicare al soggetto unico in via di definizione (tipo Informagiovani, ecc.) tutte le iniziative da parte di gruppi ed associazioni unicamente per via telematica, subordinando ad es. l’uso di strutture pubbliche alla priorità acquisita, salvo manifestazioni consolidate.
Segnalo inoltre l’esistenza di un servizio di allerta alla popolazione (utilissimo anche in caso di eventi calamitosi) : il V-Phone Citizen, che non richiede iscrizioni alla newsletter comunale ma invia un messaggio registrato ad ogni cittadino sul telefono fisso, tramite combinatore automatico.

Vorrei concludere, chiedendone licenza all’Autore, con una citazione da “Inesorabile piombo nemico” che mantiene tutta la sua attualità, il diario postumo di Ugo Rusalen:
“Non mi importa di tutti quelli che passano qui davanti per andare a scuola, al bar o in chiesa, pensando alla loro vita. Mi pare anche normale, per me non è un problema.
Il freddo vero, il gelo, è vedermi passare davanti eserciti di persone che non stanno da nessuna parte…. Da questo incrocio vedo le orde degli indifferenti, le schiere dei “tengo famiglia”, le interminabili diserzioni dei “mi no vao a combatar”. Dozzinali equilibristi del nulla”.

 

Antonio Ceccato