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Martedì
11 gennaio
2012

 

Basterebbe, almeno, copiare

Ceccato: "Il verde pubblico è prezioso ma il degrado prolifica"
Dai centri urbani alle campagne, Roncade è preda di inerzia ed improvvisazione
  
La notizia, pur datata, del “bosco verticale” di Milano - alberi installati sulle facciate dei palazzi per incrementare la dotazione verde della città – vedi foto) mi impone di fare alcune considerazioni :
Da noi gli alberi, che fino a qualche decennio fa erano considerati un elemento quasi sacrale ed insostituibile per la salute dell’uomo e dell’ambiente, sembrano essere diventati un fattore di disturbo (si vedano le foto della Biblioteca e della Residenza per Anziani, scattate qualche tempo fa).

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E’ opportuno ricordare che …il paesaggio entra in risonanza con il nostro equilibrio interno e lo influenza… ma non solo; per quanto riguarda i luoghi di cura l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara : … la vera terapia è la cura verde, cioè il miglioramento del rapporto con la natura che ci allunga la vita; a contatto con la natura si è più protetti e si guarisce prima (fonte : American Journal of Preventive Medicine).
A conferma di questo le strutture pubbliche nei paesi più evoluti (ad es. Nord Europa) sono letteralmente immerse nel verde.
Come dice Paolo Fuligni, psicologo ed esperto di ecologia urbana «Vivere nelle campagne del Chianti, nelle periferie nordoccidentali di Parigi, o negli immensi viali di Los Angeles, non è la stessa cosa.
La morfologia del luogo, i suoi spazi, così come i suoni e i colori, hanno un peso significativo sull'identità delle persone che lo abitano, sul loro comportamento e sul loro benessere psico-fisico».

Il progetto “green belt” (cintura verde) di espansione del verde urbano ed extra-urbano sperimentato in varie città ha portato ad un abbassamento della temperatura di 6-7 gradi, limitando il fenomeno delle isole di calore (basta un semplice esperimento : in una giornata torrida fare una passeggiata al sole sul marciapiede lato ovest di via Roma, svoltare in via Montello e poi prendere il vialetto pedonale fino al Municipio).
Vi sono molte zone (vedi foto) dove si potrebbe incrementare il verde e ridurre polveri sottili ed anidride carbonica (un esempio per tutti : le aiole spartitraffico dei parcheggi scolastici, dove dei tigli a crescita rapida potrebbero anche fornire ombra alle auto in sosta – vedi foto).

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Naturalmente in altre zone (vedi aiole di Piazza 2 Giugno lato strada) gli alberi dovrebbero avere forma fastigiata/colonnare e non globosa, e nel caso di spazi aperti andrebbero favoriti gruppi a fogliame contrastante (es. acero rosso , liquidambar , liriodendron, carpino, ecc.) per un sicuro effetto cromatico (vedi foto).

Sarebbe opportuno verificare in merito la praticabilità di una convenzione non onerosa (ad esempio in cambio di pubblicità) con qualche vivaista locale.

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C07.jpg (31965 byte) La manutenzione del verde (ben curata in centro, anche se gioverebbero tagli più frequenti in estate) andrebbe a mio avviso potenziata in altri luoghi (ad es. nella Zona artigianale lungo la Treviso-Mare ed in prossimità del Palazzetto dello Sport).

E’ chiaro che si tratta di una situazione dovuta a restrizioni di bilancio, tuttavia è un problema che forse potrebbe trovare adeguata soluzione (ad esempio con il ricorso a “nonni-giardiniere”) valutate le implicazioni giuridiche ed organizzative.
Oltre alla nota sindrome da “finestra rotta” esiste infatti anche quella da “aiola incolta” ; in entrambi i casi la trasandatezza chiama ulteriore degrado (vedi foto area CERD).

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Sono convinto che un sondaggio tra le schiere di anziani e pensionati (tra cui molti ex-contadini) iscritti alle associazioni possa individuare un gruppo di volontari ai quali far adottare una o più aiole da gestire sotto la supervisione della struttura tecnica, come già sperimentato dal Comune di Ponzano.
Sarebbe un modo, come dice il noto geriatra prof. Antonini, di farli sentire ancora utili e quindi non poterli più considerare vecchi, puntando sull’orgoglio di un riconoscimento sociale per la qualità del lavoro svolto.

VERDE PRIVATO/ZONE AGRICOLE/ARTIGIANALI E COMMERCIALI

Si notano spesso fossati invasi da erbacce, arbusti e d alberi che impediscono la visuale, ecc. Mi chiedo se esista un regolamento che imponga lo sfalcio e la potatura regolari ai frontisti fino al ciglio strada, in modo da contribuire ad un’immagine decorosa del territorio.
Come noto, la pregiata campagna che circonda Roncade è in gran parte costituita da una serie di “deserti coltivati “, campi dai quali sono sparite siepi ed alberature fino dagli anni ’60 e ’70 e mai più ripristinate.
La nuova politica agricola dovrebbe incentivare la qualità dei prodotti invece della quantità, fattore determinante nella scandalosa riduzione di prezzi all’origine.
Le campagne sono destinate a giocare un ruolo di equilibrio più che di produzione, con una possibile decrescita dovuta ad una maggiore consapevolezza e alla profonda crisi economica in atto.
E’ fondamentale avere considerazione per le potenzialità dell’agricoltura, con la rotazione delle colture e l’inserimento di siepi ed alberature come all’epoca della civiltà contadina, quando non esistevano i fondi strutturali UE ma regnava il buonsenso ed il rispetto per la natura.

Da notare che in anni recenti l’Unione Europea ha favorito l’impianto delle siepi attraverso l’ erogazione di incentivi a fondo perduto.
Trovo si tratti di un approccio miope e poco intelligente, molto meglio sarebbe provvedere alla formazione dei proprietari di fondi e di altri cittadini sulla convenienza e necessità di piantare alberi e siepi: incremento della produzione agricola (!), funzione antivento, antiparassitaria, biomasse, ecc.).
Potrebbero essere organizzate allo scopo delle serate divulgative in tutte le frazioni , utilizzando qualcuna delle eccellenti professionalità del territorio in veste di relatore.
Tra l’altro credo sia possibile, come già previsto dal Comune di Portogruaro negli anni ’80, imporre alle nuove lottizzazioni commerciali ed artigianali (attraverso il Regolamento edilizio comunale) la piantumazione di un certo numero di alberi ad alto fusto in proporzione alla superficie del lotto occupato, forniti dal Servizio forestale regionale.
Una pratica del genere consentirebbe, ad esempio nelle zone adiacenti il nuovo svincolo Meolo-Roncade della A4, di mitigare fortemente l’impatto della nuova opera anche dal punto di vista estetico.    

Il problema è che sembra completamente smarrito il senso del bello, tipicamente un fattore determinante per la qualità della vita, come insegnano certe zone d’Italia o di altre nazioni progredite.
Basti considerare che in comune di S. Biagio di Callalta è stata realizzata una lottizzazione concentrando tutto il verde in uno spazio delimitato e lasciandone del tutto sprovvisto il reticolo viario (presumo per evitare il fastidio di dover raccogliere le foglie in autunno…).
Ma l’esempio più eclatante viene da Monastier : di fronte al parcheggio della clinica Giovanni XXIII è stata realizzata una lottizzazione residenziale/commerciale quasi completamente priva di essenze ad alto fusto; il confronto tra la bellezza del primo e la miseria della seconda lascia sbalorditi!

E’ proprio vero che non mancano le cose meravigliose, manca la capacità di meravigliarsi, anche quando basterebbe semplicemente copiare.
 

Antonio Ceccato

P.s.: A seguito del post qui pubblicato, vorrei precisare meglio il punto seguente.
La frase .... "da noi......"  si riferisce non tanto e non solo alla Città di Roncade, come si capisce  dal contesto, ma all'ambito provinciale,regionale e/o nazionale.
Da questo punto di vista, come si può evincere dalle ultime righe, il riferimento specifico è a realtà contermini.

Antonio Ceccato


     

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