TIT.jpg (17099 byte)
 
CATRON.jpg (15200 byte)
   
Martedì
13 marzo
2012

 

Ca' Tron, arriva Bedoni

Per 76 milioni Fondazione Cassamarca vende a Cattolica
La compagnia veronese assicura salvaguardia dell'integrità e continuità dei progetti
  
Ca' Tron passa di mano ma difficilmente si è sentito in precedenza un Dino De Poli più energico e ricco di progetti.
La tenuta, 1050 ettari acquistati da Fondazione Cassamarca nel 2001 dalla Usl n.9, ora appartiene a Cattolica Assicurazioni, società guidata da quel Paolo Bedoni che è stato il presidente di Coldiretti forse più rappresentativo della storia associativa. Prezzo pattuito 76 milioni.

“E' un investimento concreto, duraturo e stabile che i nostri soci possono vedere” è la spiegazione della scelta data da Bedoni. “Ca' Tron è un'azienda unica nel suo essere in Veneto, che viene da lontano e che esige salvaguardia paesaggistica ed ambientale. Così consolidiamo il rapporto anche con le fondazioni socie quale è, dallo scorso gennaio, anche Cassamarca”.

“Quei soldi avremmo potuto averli da altri compratori privati – si accoda De Poli – ma solo Cattolica ci avrebbe garantito che il latifondo sarebbe rimasto tutto intero e che le attività da noi avviate avrebbero mantenuto la stessa impostazione. Con Bedoni abbiamo una chiara identità di vedute, non dovevamo trovare solo i soldi ma anche una funzione”.
Come non fosse in calendario un momento di rinnovo dei consigli della Fondazione, verso fine anno, e quasi fosse certo di succedere una volta ancora a se stesso, De Poli parla della prosecuzione dei corsi universitari, dei mastercampus, di disegni di profilo elevato per la valorizzazione del Triveneto in cerca di identità che adesso hanno trovato un nuovo elemento di forza nell'asse Treviso-Verona. Le città delle fondazioni bancarie di Unicredit, cioè.
Pensieri ad alta quota ai quali De Poli, prostrato dal ripiegamento finanziario della sua Fondazione, aveva da qualche tempo rinunciato. Ora la situazione torna a rasserenarsi perché con i soldi da incassare – 30 milioni subito, il resto in 18 mesi – si potrebbe forse pensare di ripianare parte del debito da 55 milioni contratto due mesi fa con la banca d'investimento francese Sociètè Gènèrale per aderire all'aumento di capitale di Piazza Cordusio.

“Un buon padre di famiglia – è il punto di vista di elementi vicini alla Fondazione – non avrebbe dubbi nel destinare il denaro in questa direzione”. Il che tecnicamente è probabilmente precluso: il derivato Socgen scade infatti nel 2014 e prima di allora fare i conti non si può, la questione non è semplice.
“Quando compravamo immobili a destra e a manca e tutti si chiedevano perché – insiste ancora De Poli – ecco qui la spiegazione. E Ca' Tron non è che l'inizio”.
In fase conclusiva, infatti, nella scaletta delle compravendite pare esservi la compravendita della parte di ex distretto militare di Treviso oggi non utilizzata dalle sedi universitarie. Si parla di un affare da 18/20 milioni e che vede come acquirente Cogemont Srl, azienda trevigiana delle costruzioni riferibile a Genesio Setten. Altri palazzi di pregio nel centro cittadino sarebbero ad oggi nel mirino di diverse Sgr, ma naturalmente si prevedono tempi lunghi.

Tornando a Ca' Tron, le garanzie sul futuro della tenuta sono state al centro delle preoccupazioni anche del sindaco di Roncade, Simonetta Rubinato. L'area, che occupa la parte meridionale del comune, isolata per più ore al giorno da un passaggio a livello senza casellante, prevalentemente disabitata e per molti anni priva di prospettive di sviluppo, sembrava con De Poli aver finalmente trovato una propria visibilità internazionale. Master universitari per studenti esteri, un centro di ricerca sulle biotecnologie e addirittura un cantiere archeologico per riportare alla luce un tratto della via romana “Annia” erano stati solo alcuni degli elementi marcati dai grandi media, assieme a mega eventi del mondo finanziario ed industriale ospitati in un auditorium da 1.300 posti.
“Abbiamo appreso con soddisfazione - ha detto Rubinato - l’intenzione di Cattolica di conservare l’unicità dell’azienda, di recuperare i fabbricati oggi in degrado e di riqualificare l’attività agricola”.