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Giovedì
9 febbraio
2012

 

Ca' Tron, tutto passa a Cattolica

Fondazione Cassamarca vende la tenuta per 80 milioni
Per sei anni potrà continuare ad usare il quartier generale. De Poli, "salvata l' unità della tenuta"
  
L'atto preliminare per la cessione, da parte di Fondazione Cassamarca, dell'intera tenuta di Ca' Tron a Cattolica Assicurazioni dovrebbe essere firmato il prossimo mese.
Lo si apprende, ma in forma non ufficiale, da fonti interne all'ente di Ca' Spineda e lo stesso presidente, Dino De Poli, pur evitando ogni dichiarazione in materia, parla dell'importanza del “mantenimento dell'unità della tenuta”.
Mentre all'inizio si era parlato di un affare che riguardava la vendita del 50% del bene ed in seguito non si erano nascoste perplessità per il fatto che Cattolica fosse invece interessata a portarsi a casa tutti gli oltre 1000 ettari, ora la strada della cessione integrale pare infine essere stata accettata. Obtorto collo.
Il valore di oltre 80 milioni è comunque giudicato congruo, e per sei anni Fondazione Cassamarca potrà mantenere la gestione del centro direzionale nel cuore della tenuta. Dove c'è il maxi auditorium, per capirci, e dove si sono svolti finora i mastercampus universitari internazionali che tanto fiero hanno reso, negli anni scorsi, il presidente.

La trattativa con Cattolica, annunciata nel maggio del 2011, pare insomma essersi conclusa e con questa un po' di ossigeno dovrebbe finalmente arrivare nelle casse della Fondazione.
Considerando anche che appaiono vicine ad un perfezionamento anche le vendite di beni immobiliari che a Cassamarca non servono, a cominciare dalla ex Questura e dalla sezione di ex distretto militare non utilizzato dalle attività dell'università.

I rischi che le sofferenze finanziarie vadano a ricadere sul plafond occupazionale della Fondazione e delle sue società strumentali sono per il momento ritenuti remoti.
E' vero che, rispetto agli impegni in capo a Fondazione, la forza lavoro in questo momento, con le sue 80 unità circa, è sovradimensionata. Va poi ricordato che una fetta consistente di essa risale ad assunzioni effettuate all'inizio del decennio scorso, quando Ca' Spineda organizzò la propria operatività attraverso società strumentali (per l'università, per i teatri, per la stessa Ca' Tron). Appare anche intuibile che, qualora si intendesse andare a metter mano sugli organici, le prime forze da contenere sarebbero proprio quelle delle strumentali. “Prima di andare ad intervenire su questo capitolo – osservano tuttavia da fonti interne agli organi direttivi – ci sono diverse altre vie da percorrere in cerca di economie. Come gli interessi sui debiti nel momento in cui i debiti si potrà pagarli”.
Sempre a proposito di esposizioni va tenuta anche presente la scelta compiuta meno di un mese fa per far fronte alla richiesta di adesione all' aumento di capitale di Unicredit, gruppo di cui Fondazione Cassamarca è socio allo 0,7%. A “prestare” i soldi a De Poli era stata la banca d'investimento francese Sociètè Gènèrale, attraverso un'operazione “collar”, cioè un contratto a debito con le azioni che fanno da pegno e con la fissazione di un margine di oscillazione del titolo fra un valore minimo e uno massimo che disciplinano un meccanismo “put-call”.