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Sabato
5 maggio
2012

 

Bcc Monastier e del Sile commissariata

Bankitalia individua "gravi irregolarità e violazioni normative"
"Eccessiva conflittualità in governance e base sociale". Annullata l'assemblea di domani
  
(ANSA) - ROMA, 5 MAG - Sono stati sciolti gli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca di Monastier e del Sile Credito cooperativo (TV) e la sottoposizione della medesima ad amministrazione straordinaria per gravi irregolarità e gravi violazioni normative.
Lo ha disposto il ministro dell'Economia e delle Finanze, su proposta della Banca d'Italia, come si legge in una nota di Bankitalia.

"Per effetto del provvedimento di amministrazione straordinaria sono sospese le funzioni dell'assemblea dei soci, ivi compresa quella prevista per il 6
maggio", precisa Via Nazionale, spiegando che "la proposta è stata formulata a seguito delle risultanze di accertamenti ispettivi di vigilanza che hanno fatto emergere gravi anomalie nell'attività creditizia e un'accesa conflittualità nella governance e nella base sociale. Tale situazione ha comportato il deterioramento dei profili tecnici della banca e un'elevata esposizione ai rischi operativi e reputazionali".

Claudio Puerari è stato nominato Commissario straordinario, mentre Maurizio Bellacosa, Daniele Pirondini e Lorenzo Pozza sono i componenti del Comitato di sorveglianza.
"Gli Organi straordinari, che si sono insediati in data 5 maggio 2012 - prosegue il comunicato di Bankitalia - operano sotto la supervisione della Banca d'Italia e adotteranno tutte le misure necessarie a garantire la regolarizzazione dell'attività aziendale e la piena tutela dei depositanti, dei
creditori e dei clienti della banca.

La clientela può quindi continuare a rivolgersi agli sportelli della banca, che prosegue regolarmente la propria attività".(ANSA).
    


BANCHE:BANCA MONASTIER,RASSICURAZIONE FEDERAZIONE VENETA BCC

(ANSA) - VENEZIA, 5 MAG - In merito al commissariamento della Banca di Credito Cooperativo di Monastier e del Sile, la Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo ribadisce "la propria piena collaborazione" con il Commissario nominato dalla Banca d'Italia per una positiva e rapida conclusione della vicenda, con l'obiettivo di salvaguardare il grande valore
storico ed economico di una Banca locale che svolge un ruolo insostituibile a favore dell'economia del territorio.

La Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, in particolare, richiamando quanto affermato dalla stessa Banca d'Italia ("La clientela può continuare a rivolgersi agli sportelli della banca, che prosegue regolarmente la propria attività"), rassicura i soci ed i clienti della Banca sul fatto che nulla cambia per quanto riguarda l'esercizio della funzione bancaria.

La Banca è parte di un sistema regionale e nazionale forte e solido. Le BCC venete sono 38 e dispongono di una rete di oltre 630 sportelli. A livello nazionale le BCC sono oltre 400 con una rete di 4.400 sportelli.
Nel confermare piena disponibilità ad assistere e a collaborare con il Commissario nello svolgimento del proprio mandato, si sottolinea come il provvedimento costituisca una misura volta a favorire il riassetto della banca e a porre le condizioni per il ritorno ad una situazione di normalità, in una
logica di assoluta continuità operativa.
(ANSA).


6 maggio 2012

All'assemblea dei soci, questa mattina, si sarebbe presentata una lista unica, guidata dal presidente uscente. Ma l'assemblea non c'è perché la banca, ieri, è stata commissariata.
Il fulmine a ciel sereno è caduto di prima mattina, quando i vertici della Bcc di Monastier e del Sile sono stati convocati d'urgenza per farsi consegnare da un incaricato di Bankitalia un provvedimento del Ministero delle Finanze in cui si dice che, su proposta dello stesso palazzo Koch, l'istituto passa immediatamente alla gestione di un amministratore straordinario.
Commissario che si chiama Claudio Puerari e che sarà affiancato da un comitato di sorveglianza composto da Maurizio Bellacosa, Daniele Pirondini e Lorenzo Pozza.

Che la banca stesse attraversando un momento molto difficile, anche a causa di perdite per 23 milioni effetto della precedente gestione, lo si sapeva. Che fosse in corso un'indagine della Procura della Repubblica di Treviso sempre a carico della governance degli anni scorsi, pare sollecitata dallo stesso attuale (ormai ex) presidente, Donatello Caverzan, è cosa nota da più di un mese, così come lo sono i lunghi accertamenti condotti da Bankitalia. Che tutte le manovre di risanamento messe in atto dall'esonero dei capi di prima fossero ritenute insufficienti, però, nessuno se l'aspettava.
Eppure questo dice la “sentenza”, che parla di “gravi anomalie nell'attività creditizia e un'accesa conflittualità nella governance e nella base sociale. Tale situazione ha comportato il deterioramento dei profili tecnici della banca e un'elevata esposizione ai rischi operativi e reputazionali”. Per sintetizzare, gli affidamenti deteriorati riferibili agli anni della gestione di Claudio Bin sono superiori a quanto sospettato dalla squadra di Caverzan e, soprattutto, per gli organi di vigilanza, a Monastier non è stata fatta abbastanza pulizia, al punto che sarebbero stati riscontrati elementi di condizionamento sui “nuovi” da parte dei “vecchi”.

Il commissariamento di una Bcc veneta, fra l'altro una fra le prime cinque per raccolta, non ha precedenti. Occorre andare agli anni '70 per trovare una proposta ministeriale di liquidazione di una cassa rurale, in quel caso di San Martino di Lupari, rientrata solo grazie all'intervento dello storico onorevole Domenico Sartor, di Castelfranco. La banca allora fu incorporata per fusione dalla Bcc di Campodarsego.

“Siamo molto rammaricati e stupiti – ha detto ieri il presidente della federazione veneta delle Bcc, Amedeo Piva, corso di persona a Monastier – ma siamo fiduciosi perché questa banca ha un patrimonio ed una redditività tali da renderci sicuri che entro un anno o poco più potrà tornare ad essere gestita dai soci. Sui motivi puntuali che hanno portato al commissariamento mi riservo di leggere con attenzione le motivazioni di Bankitalia, ritengo che si sia voluto dare un segnale di cambiamento radicale e perentorio. Stiamo comunque parlando di un caso isolato e molto particolare da non porre in relazione con la tenuta complessiva del sistema delle Bcc venete”.