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Venerdì
4 maggio
2012

 

Treviso-Mare in cortocircuito

Comune contrario, roncadesi contenti perchè sarà gratis
Il problema è chi rappresenta chi. Si deve assecondare la popolazione o difendere un principio?
  
I roncadesi sono contenti perché, grazie all'annunciato diritto all'esenzione dal pedaggio, potranno raggiungere gratuitamente le spiagge sulle comode corsie di una Treviso-Mare che, da Meolo in giù, sarà come un'autostrada larga e veloce.
Il Consiglio Comunale, però, due anni e mezzo fa, aveva espresso parere contrario e unanime all'opera perché era stata ritenuta un'anomalia il conferire ad un soggetto privato “un’infrastruttura, quale la 'Treviso – mare' realizzata con risorse pubbliche, già ammortizzata e profondamente integrata con le attività economiche e la vita dei cittadini del territorio”.
In questa direzione, sui giornali del 1 maggio scorso, il sindaco, Simonetta Rubinato, aveva confermato la posizione dell'Amministrazione.

E' un cortocircuito, il punto è chi rappresenta chi.
L'attribuzione da parte della Regione Veneto di un “privilegio” ai roncadesi può essere percepito dalla cittadinanza come prevalente rispetto a questioni di principio più alte di carattere generale?
A giudicare dalle e-mail pare proprio di si. Dato che a me viene in tasca subito qualcosa di buono, è il ragionamento in sintesi, a tutto il resto ci penseremo domani.

I roncadesi, cioè, non eccepiscono sul velenoso precedente che così viene aperto (la consegna ad un consorzio di imprenditori di una strada che è invece patrimonio pubblico, cioè nostro) ma, piuttosto, protestano per il fatto che il nuovo casello della A4 di Meolo avrà, ufficialmente, accanto al nome di quel paese, anche quello di Jesolo e non quello di Roncade.
Ciò che si perde è una grande visibilità nei bollettini del traffico che sarebbe frequente, nazionale e gratuita. Comprensibilissimo.
Anche se, ad essere onesti, la maggioranza di chi arriverà da queste parti in autostrada lo farà per andare al mare piuttosto che a Roncade (dove non c'è manco un Outlet come al casello successivo).

Tornando alla Treviso-Mare, un simile fenomeno di strabismo fra i desiderata della popolazione e gli orientamenti politici, se vogliamo, si sta registrando a Casale sul caso Ikea. In generale gli amministratori locali e le associazioni di categoria temono l'arrivo del parco commerciale ma in municipio non passa giorno senza che arrivi qualcuno a chiedere come poter farsi assumere.
Ragionamenti sul fatto che un posto di lavoro in un centro commerciale ne sottrae uno (o più di uno) nelle vicinanze non valgono, mors tua vita mea. Anche questo lo si può capire, con gli occhiali del disoccupato o cassintegrato, ma siamo al cannibalismo.

Allora, che dovrebbe fare un sindaco? Una classe politica? Assecondare le pulsioni a corto raggio di un numero prevalente di concittadini o resistere alla loro stessa opinione maggioritaria in nome di un disegno di prospettiva difficile da spiegare a chi abbia la febbre del qui e ora?
La nuova domanda per chi, su queste pagine, si sia sforzato in questi giorni di mettere nero su bianco una propria idea sulla politica e sull'antipolitica, è la seguente: sul tema della superstrada gratis quale diventa la posizione politica e quale quella antipolitica?