TIT.jpg (17099 byte)
 
AGRI.jpg (15456 byte)
   
Giovedì
5 luglio
2012

 

Ca' Tron capitale dell'agricoltura italiana

Da domani a domenica la 1^ edizione di "Agrishow"
Fra i convegni della tre giorni si parlerà anche di tecnologie “green” per il risparmio ambientale e di tutela del territorio
  
Una tre giorni di orgoglio contadino che sembra il biglietto da visita simbolicamente più potente per il nuovo proprietario della location.
Sarà la tenuta agricola di Ca' Tron, infatti, recentemente acquisita da Cattolica Assicurazioni e dunque dalla compagnia guidata da quel Paolo Bedoni che è stato il presidente più longevo e rappresentativo di Coldiretti, ad ospitare da venerdì a domenica prossimi la prima edizione di “Agrishow”. Cioè del primo grande appuntamento con l’agricoltura veneta e il sistema dei servizi del settore primario, hanno spiegato ieri gli organizzatori presentando l'evento alla presenza del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Clodovaldo Ruffato, che riunirà tutti i principali attori dell'agricoltura di eccellenza veneta.

A promuoverlo sono in prima battuta i consorzi agrari veneti, con la collaborazione di tutte le associazioni di categoria (Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Copagri) e con il patrocinio dei Comuni di Meolo (Venezia), Roncade (Treviso) di Fondazione Cassamarca, fino a pochi mesi fa proprietaria della tenuta, del Consiglio regionale del Veneto e, naturalmente, di Cattolica Assicurazioni.
Quello di Ca' Tron sarà dunque un “Farmer's pride” attraverso il quale il settore primario intende richiamare l'attenzione del mondo economico veneto su pochi punti fondamentali.

Il primo: l'agricoltura è sterilizzata rispetto alla crisi.
Sistema ben piantato con i piedi a terra, refrattario al superfluo e neppure sfiorato dalla finanza, non si scoraggia per le fatiche e, anzi, migliora i propri conti.
In Veneto fattura 5 miliardi ed il Pil 2011 è dato in crescita del 4%.

AGRI1.jpg (46215 byte)

Il secondo: a parità di superficie coltivata diminuiscono le imprese (74 mila nel 2011, -2,3% sull'anno prima) il che vuol dire che le aziende si ingrandiscono e si strutturano. Spa e Srl sono cresciute del 9% secondo una tendenza che non si osserva nè nel'industria nè nel terziario. Nonostante sia innegabile che si tratta di realtà in Veneto ancora troppo piccole: nel 1° trimestre 2012 si contano 73 mila addetti di cui 24 mila dipendenti, vale a dire a malapena uno per azienda, il che, oggettivamente, non sarà sostenibile ancora a lungo.

Il terzo: l'agricoltura è però un bacino di espansione occupazionale per i giovani formidabile. Negli ultimi tre anni i nuovi imprenditori agricoli di età inferiore ai 40 anni sono stati 1.500, per un investimento complessivo quantificato in 430 milioni sostenuto dal Programma di sviluppo rurale della Regione. Forse non vi sarà in termini assoluti un aumento della forza lavoro ma si è messo in moto l'inderogabile processo di ricambio generazionale per un settore in cui l'età media è decisamente elevata. Quella delle imprese giovani, va anche detto, è un'agricoltura sempre meno a forza di braccia e sempre più tecnologicizzata, con interventi sui fondi di precisione quasi chirurgica grazie, giusto per fare un esempio, all'assistenza satellitare delle macchine operatrici per compiere operazioni basilari come la semina. Così come affidati all'elettronica sono ormai i controlli sull'umidità o sul grado di maturazione dei prodotti, tutte procedure che spostano il lavoro del contadino dal suo alveo millenario di fatica ed esperienza e che dunque richiedono mentalità e preparazione da 21° secolo.

Non a caso fra i convegni della tre giorni si parlerà anche di tecnologie “green” per il risparmio ambientale e di tutela del territorio.
“L'agricoltura – pronostica Ruffato - sarà il volano che ci farà uscire da questo momento di difficoltà. I contadini sono sempre stati abituati a far sacrifici, quando si tratta di ricominciare da capo qui è meno difficile che altrove”.