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Giovedì
17 maggio
2012

 

Casello A4, una questione d'onore

Le carte parlano chiaro: il nome dev'essere "Meolo-Roncade"
Ingrato di un Chisso. Benché nato a Quarto d’Altino, la casa dei genitori si trova a Musestre
  
La questione è di principio e, per molti versi, pure di onore. La guerra roncadese sul nome del nuovo casello sulla A4, fra Venezia Est e Noventa non finirà senza aspri combattimenti, fosse pure in tribunale, e questo Renato Chisso, disinvolto assessore veneto che ha proposto la denominazione “Meolo-Jesolo”, lo deve tenere a mente.

Da una ventina di giorni, almeno, sotto i portici di Roncade non si parla d’altro.
I fatti: se è vero che il nuovo svincolo si sgancerà dalla A4 in comune di Meolo e provincia di Venezia, è altrettanto vero che poche decine di metri dopo il casello è già in terra di Roncade e provincia di Treviso e che, per condurre i viaggiatori sulla “Treviso-Mare”, il raccordo che segue sconfina interamente in suolo trevigiano.
Dunque, se la denominazione di Meolo-Roncade, data per acquisita fin dal 2003, ora diventa “Meolo-Jesolo” è cosa che fa imbufalire. Fra la gente circolano fotocopie di documenti chiarissimi, le loro scansioni sui blog si moltiplicano. Si tratta dei vari carteggi degli anni 2003 e 2004 fra Autovie Venete, Chisso, Silvano Vernizzi, presidenti e assessori provinciali di Venezia e Treviso, sindaci di Meolo e Roncade, che hanno in oggetto, molto esplicitamente, il “Casello autostradale di Meolo-Roncade”.

Per non parlare di un resoconto di un’assemblea pubblica a Meolo, il 17 febbraio 2004, sempre alla presenza Renato Chisso, in cui il binomio da scrivere sul cartellone verde fu comunemente accettato.
Le carte sono saltate fuori dai faldoni del protocollo in municipio, le cita con insistenza l’ex primo cittadino, Ivano Sartor, in carica quando iniziò la progettazione, le indica nelle raccomandate alla Regione anche l’attuale sindaco, Simonetta Rubinato.
L’occasione di entrare quotidianamente nei bollettini radiofonici sulla viabilità nazionale è un asso nella partita del marketing territoriale che non può essere scippato. Senza l’Onda Verde, del resto, chi sentirebbe mai parlare di luoghi come Roncobilaccio o Gravellona Toce? Se a Roncade il casello si chiamerà “Jesolo”, che sta a 30 km - sibilano i locali - tanto varrebbe chiamare “Asolo” la porta di “Treviso-Nord”, la distanza è quella.
Ingrato di un Chisso, tra l’altro. Perché, benché nato a Quarto d’Altino, la casa dei genitori e della sua estesa famiglia d’origine si trova a Musestre, vale a dire sul lato roncadese del Sile.
Sembra quasi un affronto. E’ noto che Rubinato e Chisso non si fanno sangue, è chiaro che fra Comune di Roncade e Regione Veneto vi sono altri importanti tavoli aperti (Treviso-Mare a pagamento, leggi sblocca-Outlet), e ora c’è il sospetto che anche il nome del casello possa diventare oggetto di negoziazione.

Sartor suggerisce le vie legali, cioè di far causa a Palazzo Balbi per danno d’immagine, altri hanno posizioni più viscerali. Quelli che ad esempio ricordano come nel secolo scorso fosse impossibile far la corte ad una ragazza di Meolo senza incappare, la sera, in nerborute vedette veneziane a difesa del confine. “Adesso vogliono fare il ‘loro’ casello in terra nostra lasciandoci impunemente senza nome? No pasàran”. Questione d’onore.