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Giovedì
22 settembre
2011

 

Terza corsia, giù i cavalcavia

Ad ottobre si parte con quello di via Stradazza
Otto mesi dopo toccherà a via Longhin e quindi via Pantiera. Geromel, "Autovie Venete, però, non ci ha ascoltato"
  
Terza corsia, si parte.
A giorni, probabilmente all’inizio di ottobre, Autovie Venete abbatterà il cavalcavia di via Stradazza. Otto mesi dopo, quando sarà stato rimpiazzato da un ponte più lungo, in grado cioè di superare sei corsie anziché le quattro di oggi, sarà la volta del manufatto di via Longhin, fra San Cipriano e Musestre.
Infine, trascorso un periodo all’incirca analogo, toccherà a quello di via Pantiera.
Intanto l’arteria sarà allargata, saranno aperti cantieri a Musestre, Monastier-Meolo e San Donà di Piave.
Si prevede che i lavori si concluderanno in 46 mesi, vale a dire verso la fine del 2015.

Il cronoprogramma della compagnia autostradale è stato trasmesso nei giorni scorsi al Comune di Roncade che, questa sera, lo renderà noto ad una delegazione di cittadini che rappresenta tutte le categorie. Per chi non sia coinvolto negli espropri – vicini a concludersi con rarissime contestazioni - si tratterà, sostanzialmente, di prendere confidenza con viabilità alternative dettate, di volta in volta, dalla chiusura degli attraversamenti sulla A4.

Il progetto esecutivo consegnato alle autorità municipali, spiega l’assessore Guido Geromel, è di fatto identico alla versione definitiva.
“Non sono state accolte, cioè – spiega – le richieste che avevamo avanzato di modifiche stradali nelle adiacenze dei cantieri. Ad esempio, la costruzione di una rotatoria a Musestre, dove via Pomodoro si immette sulla via principale, o lo spostamento sull’altro lato della carreggiata della pista ciclabile, ancora a Musestre. Sembra destinata ad essere ignorata - prosegue l’assessore - anche la domanda di alzare un po’ il ponte autostradale che supera il Musestre e che oggi impedisce la navigazione del fiume dal centro di Roncade al Sile. Si potrebbe viaggiare in barca dal cuore del capoluogo a Venezia, come nei secoli scorsi. E’ un’occasione unica, ora o mai più. Cercheremo di insistere ancora un po’ – conclude – ma parlare con Autovie venete è avere di fronte un muro di gomma”.


     

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