TIT.jpg (17099 byte)
 
TRENO.jpg (13806 byte)
   
Domenica
30 gennaio
2011

 

Tav, così non va bene a nessuno

Ca' Tron rischia una cortina di ferro lunga cinque chilometri
Il Comune chiede un ripensamento del progetto per la terza corsia della A4 per consentire il simultaneo affiancamento della ferrovia veloce
  
Entro il 16 marzo Roncade presenterà le osservazioni contrarie al progetto preliminare firmato da RFI (Rete Ferroviaria Italiana) per il tratto Tav che riguarda il comune, unico interessato nel trevigiano.
Nel centro sociale di Ca’ Tron, all’incontro di oggi promosso dal Comune per presentare il piano Rfi, il coro dei dissensi è stato unanime.

Tramontato pare definitivamente il tracciato proposto dalla Regione che avrebbe lambito le spiagge, il progetto RFI è più lineare, ma non costeggia l’autostrada VE-TS, andando a interessare comunque in parte la gronda lagunare.

TAV.jpg (133374 byte)

L’opera ha ricevuto il primo parere negativo dalla commissione Stato Regioni e anche tra Provincia di Venezia e Regione non c’é sintonia di intenti, ma Simonetta Rubinato e la sua giunta, non ancora interpellati direttamente dagli enti preposti, attendono ancora lumi e meditano di proporre lo stralcio dell’attuale progetto per la terza corsia autostradale, consigliando un tracciato organizzato per la realizzazione in contemporanea della Tav. “Sarà un’ipotesi di difficile attuazione – premettono – perché comporterebbe la rinuncia di finanziamenti già ottenuti e un forte ritardo rispetto alle regioni confinanti. L’attuale piano di FRI è però inaccettabile per il nostro territorio, che verrebbe deturpato da una massicciata larga dai 20 ai 30 metri e alta dai 4 ai 13 metri. Roncade ha vocazione turistica e di ricerca, e il tracciato taglierebbe quasi a metà il più esteso piano campagna del nord Italia.”

Il riferimento è alla tenuta di Ca’ Tron, per ora di proprietà della Fondazione Cassamarca, 1100 ettari intatti che verrebbero attraversati da circa tre chilometri di tracciato Tav.
Sono una trentina gli ettari ai quali Fondazione dovrebbe rinunciare, tenendo conto delle fasce di rispetto di 75 metri, ma sono più di cinque i chilometri di strada ferrata con sistema AV/AC (Alta Velocità e Alta Capacità) che attraverserebbero il comune di Roncade. Per quasi due chilometri verrebbero espropriati anche terreni di privati e il tracciato lambirebbe il centro della frazione di Ca’Tron. “Il progresso non si deve fermare – avverte il sindaco -, ma noi siamo disposti a sacrificare il territorio solo se ne vale davvero la pena. Ad ogni modo quello della Tav è un percorso di realizzazione lento, siamo in fase estremamente preliminare. Per vedere qualcosa dovremo attendere più di dieci anni. Nel frattempo i cittadini non devono essere presi in giro e devono poter partecipare alle scelte in nome del futuro dei loro figli.”

“Questa è la tratta meno prioritaria per numero di passeggeri e snodi fondamentali – ricorda Rubinato con l’assessore Guido Geromel – e sarebbe interessata soprattutto da traffico merci. Perciò l’auspicio è che in Regione si accorgano che l’investimento non è supportato da un effettivo beneficio e che si possa in alternativa potenziare invece la SFMR, cioè la metropolitana di superficie. Opere del genere dovrebbero comunque avere alle spalle grandi strategie d’insieme e non risultare fini a se stesse.”

Maurizio Bellato della Legambiente nord orientale - presente all’incontro - annuncia una manifestazione contro la Tav a San Donà di Piave per il 4 febbraio prossimo (“perché i cittadini non rimangano all’oscuro come durante la progettazione della terza corsia” è il commento condiviso da alcuni residenti) e commenta come Chisso e i suoi pare abbiano una visione d’insieme miope, che “non considera lo sviluppo della realtà nei prossimi 100 anni. Il compito delle Amministrazioni dev’essere quello di smontare il progetto Rfi, sedersi ad un tavolo e ripensarlo”, altrimenti nascerebbe assurdo, costosissimo e già obsoleto.

Aldina Vincenzi

     

LUCA5.jpg (5860 byte)

Costruiamo il vostro futuro
cell. 348 9972665