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Domenica
13 novembre
2011

 

Terza corsia, la prima notte

Partiti i cantieri a San Cipriano e Meolo
Sette macchine con martelli e pinze hanno abbattuto il cavalcavia di via Stradazza. Nuovo ponte anche a Meolo
  
Un enorme cantiere, lungo 6 chilometri e oltre 200 persone al lavoro per due importanti interventi eseguiti sulla A4, nella notte fra sabato 12 e domenica 13 novembre, in contemporanea: il varo del ponte che attraversa l'autostrada, all'altezza di Meolo (Venezia) dov'è in costruzione il nuovo casello e la demolizione del cavalcavia Santa Fosca di via Stradazza a San Cipriano di Roncade (Treviso), due opere che fanno parte del primo lotto della terza corsia.

Due interventi di una lunga serie "che confermano come i lavori proseguano secondo il programma" - ha affermato il Commissario per l'emergenza in A4 Riccardo Riccardi, che ha voluto essere presente " per testimoniare la nostra vicinanza a tutti quelli che stanno lavorando per realizzare un'opera di valenza nazionale, che contribuirà in maniera determinante alla crescita del territorio".

PONTE2.jpg (40195 byte) Oltre al Commissario Riccardi (a sinistra), ai lavori hanno assistito anche alcuni componenti del Consiglio di Amministrazione di Autovie Venete e un nutrito gruppo di dirigenti e tecnici, "le nuove leve - ha detto Riccardi - la cui specializzazione, già elevata, si arricchisce di un patrimonio di esperienza non da poco". Un passaggio, nel cantiere di Roncade, lo ha fatto anche l'assessore ai trasporti del Veneto, Renato Chisso.

La lunga notte di lavoro è iniziata prima delle 19 di sabato 12 novembre, con la chiusura di una parte del Passante e del tratto autostradale San Donà di Piave (Venezia) - bivio A4/A57 (ex tangenziale di Mestre) e proseguita con le operazioni del varo e della demolizione del cavalcavia. Nel cantiere di Meolo, illuminato a giorno da una serie di torri faro, sono state montate due gru, una da 400 tonnellate per spostare la trave centrale del nuovo ponte, lunga 70 metri e del peso di 240 tonnellate (tutto il ponte, lungo 110 metri pesa 520 tonnellate) e una, più piccola, da 80 tonnellate per i" traversi" (circa un'ottantina).

Su due file parallele formate ognuna da tre "pile" (una sorta di colonne), è stata posta la trave centrale, sostenuta lateralmente da una parte di ponte già predisposta. Dopo la saldatura e una prima fase di imbullonatura è stata posata la terza parte del manufatto.

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In località San Cipriano, a pochi chilometri di distanza, dopo la messa in sicurezza dell'area limitrofa al cavalcavia da demolire, sono entrati in azione sette potenti scavatori, tre dotati di martelli pneumatici e quattro di pinze, che hanno smantellato, una a una, le cinque travi di cui era composto il ponte. A protezione dell'asfalto sottostante, un manto di sabbia spesso 50 centimetri, servito anche ad attutire il rumore. Dopo l'impalcato (la parte sopraelevata del cavalcavia), è stata la volta delle pile che lo sostenevano.

Il materiale è stato poi caricato sui camion e rimosso, per consentire l'immediata ripulitura del manto stradale e il ripristino delle barriere di sicurezza. Un'operazione in sé e per sé relativamente semplice, come quella di demolizione di un ponte, in realtà diventa complessa quando viene effettuata su un'autostrada che, inevitabilmente, deve essere chiusa al traffico.

Tutto, infatti, deve essere pianificato e organizzato per ridurre al minimo i tempi di chiusura e riconsegnare la strada in perfette condizioni di sicurezza. Approfittando della lunga chiusura notturna, sono stati anche effettuati una serie di lavori complementari, dalla demolizione di un pannello a messaggio variabile, al rifacimento della segnaletica orizzontale, fino alla predisposizione dei varchi mobili, indispensabili per la sicurezza nell'area di cantiere.
 

Ufficio stampa Autovie Venete
 


     

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