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Domenica
13 novembre
2011

 

Via Stradazza, prigionieri dell'assicurazione

Meneghello: "Percorso alternativo pericoloso, urge uno sblocco"
Dopo l'abbattimento del cavalcavia 18 famiglie chiuse dalle sbarre per 10 ore al giorno. Eppure la soluzione sarebbe vicinissima
  
Dopo annunci e rinvii il cavalcavia di via Stradazza mercoledì pomeriggio è stato chiuso definitavamente al traffico e, stando al programma dei lavori annunciato da Autovie, nella notte tra sabato 12 e domenica 13 novembre dovrebbe essere abbattuto!
I tempi previsti per la riapertura della via sono di otto mesi e quindi è evidente che i disagi inevitabili che si stanno delineando hanno e avranno un impatto negativo di non facile gestione: molte di queste difficoltà erano state ampiamente previste ma una in particolare era forse stata sottovalutata e mi riferisco alla situazione in cui si ritrovano le 18 famiglie che abitano nel tratto che va dal cavalvavia al passaggio a livello.
Approssimando per difetto si stima che i circa 80 treni che transitano sulla linea Venezia-Trieste determinano la chiusura delle "sbarre" per circa 10 ore al giorno!!

Tutti confidavamo che l'organizzazione dei lavori prevedesse una soluzione di "viabilità alternativa" che garantisse a quelle famiglie di essere SEMPRE raggiungibili dai servizi di soccorso - ambulanze, vigili del fuoco, forze di sicurezza - ma così non è stato!!!
In questo senso va un plauso all'amministrazione comunale per aver "costretto" Autovie, circa un mese fa, a sedersi ad un tavolo per confermare la "propria disponibilità" a trovare una soluzione assumendosene i relativi costi.

Il problema però sta nel fatto che ad oggi nulla di alternativo è in funzione!!

Da quello che si è potuto sapere la trattativa con il proprietario del "percorso alternativo" - in particolare si tratta della possibilità di utilizzare una "strada di campagna" che partendo all'altezza del civico 40/42 di via Stradazza collega la stessa con via Longhin - è ancora in essere e sembra che la possibilità di accordo, previo indennizzo economico sommato all'esenzione da ogni qualsivoglia responsabilità, ci sia.
L'attuale stallo della questione sembra sia la "messa in sicurezza" della via alternativa, e in particolare dei primi trecento metri costeggiati da un fosso di campagna ritenuto pericoloso dall'assicurazione!

Auspico che il buon senso prevalga e che la compagnia che per il Comune assicura chilometri di strade che scorrono da sempre anche vicino a canali - come è evidente anche proprio in via Stradazza/via Piovega - senza protezioni alcune, sia "disponibile" ad estendere la copertura anche al percorso alternativo!!!
Sarebbe grave NON risolvere il problema perche SOLAMENTE in via Stradazza - e per quelle 18 famiglie - è rilevabile l'isolamento, mentre per via Longhin e via Pantiera la questione non si riproporrà in quanto collegate proprio dalla stessa via Pantiera.

Mi scuso se sono stato "lungo" ma ritenevo utile chiarire, per quelle che sono le mie conoscenze, la questione.
 

Gianstefano Meneghello


     

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