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Martedì
2 agosto
2011

 

Politica condivisa, un mantra per ingenui

Silvestri: "Lorenzon, è un trucco verbale. Decide solo il palazzo"
Per il Pases abbiamo speso 22 mila euro e poi? Ci diranno dei tagli e delle colpe del governo. Come al solito ci crederemo.
  
Egr. Sig. Dino Lorenzon,

ho letto con molto interesse il suo percorso storico – urbanistico della Roncade post bellica fino ai nostri giorni e credo sia degno di nota e soprattutto motivo di riflessione per tanti che l’hanno amministrata e la amministrano.

Gli spunti sono certamente numerosi a partire da quel grave errore che fu fatto, a mio modesto parere e da profano urbanista, nel lontano 1962, anno in cui chi amministrava scelse di tagliare in due il paese di Roncade.

Quale fosse lo scopo di tale scelta magari rispetto ad altre proposte non lo so. Probabilmente un tempo si discuteva di far passare il traffico per il centro perché avrebbe portato benessere per il capoluogo.

Comunque sia a distanza di più di 40 anni l’opera di via Vivaldi ha segnato in via definitiva il nostro presente.

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Oggi è la principale arteria del territorio roncadese attraversata da traffico pesante e veicoli leggeri: i più rumorosi ed inquinanti. 50 anni fa chi la pensò e soprattutto chi diede il via ai lavori non poteva immaginare che un giorno ogni famiglia potesse avere più di un’auto e lo sviluppo economico avrebbe richiesto una tale mole di mezzi per il trasporto delle merci.
Sta di fatto che è stato cancellato un pezzo della nostra storia, tolta una piazza che era il vero centro cittadino, il simbolo di un paese, il trait d’union tra le storiche ville venete, i porticati, il Castello e la Chiesa.

E’ stato fatto qualcosa per migliorare questo? Certo, altroché, come lei ricorda per spostare il centro di Roncade da Piazza 1° Maggio verso il Municipio è stato semplicemente fatto un PIRUEA per avere in cambio “La Piazza”; che questo implicasse una costruzione molto invasiva (fu concessa la costruzione degli attici se non ricordo male) e per di più in mezzo a tre ville credo poco importi, tantomeno ai cittadini visto il voto che hanno espresso.

A rivedere le immagini storiche degli anni ‘40, non sarebbe servita certamente quella strada (o almeno non là dove è stata fatta) che ha definitivamente lacerato il territorio, uno stile di vita e soprattutto, vincolato le generazioni future sui possibili interventi. Quella piazza era bella così com’era. I benefici, se vi sono stati in questi anni, è argomento che lascerei esprime ai cittadini che lo hanno vissuto e lo stanno vivendo. Certo è che se da anni si discute di spostare il traffico pesante dal centro cittadino, forse, una parte della risposta ce l’abbiamo già. Se si potesse trovare un’alternativa al traffico pesante e ci fossero le coperture finanziarie sarebbe bello ripensare alla vecchia piazza ed evitarci definitivamente l’imbarazzo di una rotonda “fagiolo” come unico strumento di giunzione di qualcosa che non doveva essere unito. Ma queste sono probabilmente solo chimere.

In merito alla sua preoccupazione, sul modo di operare di questa amministrazione di condividere idee con i cittadini e dire che sono i cittadini stessi che hanno voluto o meno una determinata opera urbanistica, utilizzando lo strumento della “politica diffusa” o della “politica compartecipata”, è consuetudine.
Tale strumento da l’apparenza a chi è coinvolto di essere lui che decide e all’amministrazione di poter dire che sono stati i cittadini a volerlo. Pensi, in questo modo diventano idee dei cittadini incontestabili da parete degli stessi e da chi siede nei banchi dell’opposizione. Se per di più ai cittadini non lo dice il Sig. Sindaco ma l’Onorevole, figuriamoci! Volete mettere la sua credibilità!

Un esempio tra tutti lo è stato l’ambizioso progetto PASES (Piano Strategico per lo sviluppo economico e sostenibile) calato in uno studio specifico che coinvolge vari ambiti e settori del nostro territorio con cittadini e “portatori d’interesse”. L’obiettivo era quello di capire cosa fare da parte dell’amministrazione per dare sviluppo al territorio.
Nel 2006, la consulenza per il progetto da parte del dott. Matteo Caroli, docente dell’università Luiss di Roma (ma possibile che l’unico cervello in grado di fare questo progetto fosse da Roma! Qualcuno a KM 0 non ce l’avevamo?) ci è costata 22.000,00 euro. Se sono tanti o pochi non lo so, ma dipende sempre dai risultati. In tempi di crisi come ora magari possono sembrare uno sproposito. Le domande a questo punto sono d’obbligo: che fine ha fatto quello studio? E soprattutto, che cosa intende farne l’amministrazione? E come è stato calato nel territorio?

Sono domande alle quali non so rispondere, tranne la prima, perché lo studio è pubblicato sul sito del Comune di Roncade dal 2008 data entro la quale contrattualmente era previsto che fosse portato a termine. Per il resto ho fatto richiesta di chiarimenti con risposta scritta per il prossimo Consiglio Comunale che si terrà mercoledì 3 agosto 2011
Sig. Lorenzon, la invito pertanto a recarsi al prossimo consiglio Comunale per sapere del futuro del nostro territorio, magari scopriremo cose che ci consentiranno di scrivere una “nuova pagina urbanistica” della Città di Roncade.

Non si preoccupi se quella sera sentirà una litania che “è colpa del governo che continua a fare tagli” (cosa ormai assodata da anni) e non ci consente di operare, nonché avviare il PASES… è normalità. Va detto però che per misurare il reale stato di crisi delle casse comunali l’amministrazione ha messo a disposizione di tutti i Cittadini di Roncade il “termometro di bilancio”. Si trova sotto i portici di Roncade e per questioni di spazio gli hanno assegnato un luogo e un nome “Roncade Informa”. Sì, proprio per tenerci informati su come vanno le finanze locali.

I cittadini di Roncade hanno speso di tasca propria circa 12.000,00 euro per l’installazione già alcuni anni fa e più di 7.000,00 euro per ogni anno di attività (12 mensilità X 500,00 € mese + spese luce, acqua, gas). E’ uno strumento attendibilissimo e invito tutti nel caso qualcuno vi dica che mancano i soldi per una opera a verificare se è o meno presente. Se è presente, non vi preoccupate, potete chiedere!

Un saluto.

Consigliere Comunale
Roberto Silvestri


     

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