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Venerdì
21 ottobre
2011

 

La Ca' Tron di Zanzotto

Quando il poeta raccomandava la protezione della tenuta
Il testo fu pubblicato in una rivista monografica che parlava di un'ipotesi di programmazione intercomunale
  
Il compianto generale per la morte di Andrea Zanzotto riporta alla memoria
gli elementi di conoscenza diretta dell'uomo e della sua attenzione rivolta
alla salvaguardia dell'ambiente.

In particolare, pur prescindendo dal ricordo di un appello, sottoscritto
anche da lui, nel 1998, per sostenermi quale Presidente della Provincia di Treviso (ma su questo e sulla documentazione collegata sarà bene parlare più avanti negli anni), mi è tornato il pensiero allo scritto su Ca' Tron che egli compilò  e mi fece consegnare per il tramite di un consigliere regionale di allora, comune amico.
Ca' Tron era da poco entrata nel patrimonio della Fondazione Cassamarca ed era appena sfuggita al concretissimo pericolo di diventare una grande

cava d'argilla per i fornaciai trevigiani, allora alle prese con la difficoltosa
autorizzazione per estrarre materiali dal "Pareton" di Possagno.

Il testo è stato pubblicato su un numero monografico riguardante il nostro
territorio, redatto in collaborazione tra i Comuni di Roncade, Monastier e
Meolo, che a quel tempo si erano incamminati sulla strada innovativa

(troppo, forse, perché poi qualcuno ha voluto abbandonarla) di programmare lo sviluppo urbanistico a livello intercomunale, come metodologia di maggiore rispetto delle risorse ambientali.

Vale la pena rileggere quel testo di Andrea Zanzotto, sempre attuale.

Ivano Sartor
 


     

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