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Martedì
5 aprile
2011

 

Ruspe sulla preistoria a San Cipriano

Sartor: "I consiglieri si attivino, sono a rischio beni archeologici"
L'Amministrazione si impegnò a ricognizioni prima degli scavi. Non si ripeta la distruzione di villa Dal Peder
  
Poiché non conosco gli indirizzi di posta elettronica di tutti gli attuali amministratori comunali di Roncade, mi rivolgo al sito di Roncade.it per rivolgere loro un appello, con l’obbiettivo di darne contestuale informazione a tutti i cittadini.

Oggi 4 aprile, transitando casualmente per via Trento Trieste, ho potuto constatare che sono stati avviati dei lavori di movimento terra sull’area compresa tra la storica “Fabbrica” e la chiesa vecchia di San Cipriano, area interessata da un intervento urbanistico che a suo tempo fu molto discusso.

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Ho avuto modo di segnalare, in passato, gli indizi che fanno presumere che in tale area possa esistere un rilevante insediamento archeologico molto antico, riferibile al Paleoveneto (circa VII-IV sec. avanti Cristo, da verificare).

Di certo l’area ha restituito una delle più importanti testimonianze archeologiche paleovenete della pianura trevigiana: l’unica iscrizione in caratteri paleoveneti incisa su pietra dell’intera area provinciale, ad eccezione del centro di Altino (dove peraltro ve ne è una sola eseguita con tale tecnica).

L’iscrizione è stata rinvenuta dal noto docente di Ca’ Foscari, archeologo e pregevole autore prof. Vittorio Galliazzo.

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Di tutto ciò abbiamo ampiamente parlato e scritto in passato, riferendo come il docente fosse dell’idea che non si trattasse di un rinvenimento sporadico.

In considerazione di quanto riferito, mi rivolgo agli attuali amministratori comunali ricordando loro che a suo tempo, quale risposta alla mia posizione di contrarietà all’intervento in quel sito pregevole, l’Amministrazione Comunale in sede di Consiglio Comunale s’impegnò a esigere che prima degli interventi urbanistici venissero condotte delle adeguate indagini archeologiche.

Memore della brutta vicenda riguardante la colpevole distruzione della settecentesca villa Dal Peder di Biancade, mi auguro e voglio credere che nessuno abbia eliminato quella doverosa prescrizione. In ogni caso, va sempre ricordato che la distruzione di patrimonio archeologico è un grave reato. Per questo, esso va prevenuto. E se per caso l’area archeologica non sussiste o si trova in altra collocazione rispetto all’intervento, allora sarà un bene per tutti.

I Consiglieri Comunali hanno tutti gli strumenti consentiti loro da leggi e regolamenti per appurare quanto sto segnalando.

Vi ringrazio per l’attenzione e... all’opera!

Ivano Sartor

     

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