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Mercoledì
26 gennaio
2011

 

Tav, forse è solo un esercizio ingegneristico

Salvian: "Com'è possibile che nessuno abbia pensato ad alternative?"
I dati di traffico dell'assessore del Fvg Riccardi sono la metà di quelli del collega veneto Chisso. Dove spariscono 100 treni al giorno?
  
I giornali locali, continuano ad informarci ed aggiornarci sul progetto TAV.
Nella contigua Friuli Venezia Giulia, dove il tracciato si affiancherà quanto più possibile all'autostrada, si parla della nuova opera, quasi esclusivamente a servizio del traffico merci.

Si riconosce come il traffico passeggeri ad alta velocità, sarà marginale, ammesso che i costi siano sostenibili.
Si prende atto che la linea esistente è utilizzata al 50 per cento della sua potenzialità. Ma, afferma l'assessore ai trasporti friulano Riccardi, la sua Regione scommette sul decollo economico dei Balcani e sui traffici portuali di Trieste. Il quadruplicamento della linea da Portogruaro a Ronchi dei Legionari, porterà al transito di 1,6 milioni di container annui (tecnicamente TEU, container lunghi 6,1 metri), contro i 110 mila attuali, ma potrebbero essere 470 mila, solo se si spostassero quote di traffico dalla gomma alla rotaia. La regione Friuli, ipotizza l'inizio dei lavori nel 2015 per arrivare, per fasi funzionali a Trieste nel 2031, finanziamenti permettendo. A Cervignano ed Aurisina, la velocità di progetto non supererà i 160 Km/h.

Ad una precisa richiesta degli Enti-locali friulani, l'assessore Riccardi, ha affermato che l'analisi costi-benefici non è prevista dalla procedura, ma è auspicabile che sia fatta.

Nel nostro Veneto, l'assessore alla mobilità Chisso, (intervista del 18 gennaio 2011), concorda con il collega friulano sulla mancanza dell'analisi costi-benefici, ma difende la necessità del quadruplicamento della linea. Comunque, l'acronimo TAV (treno alta velocità) comincia ad avere un significato “addomesticato” dalla politica.
Caso eclatante: l'Assessore afferma che sulla linea Mestre-Trieste corrano 220 treni al giorno, mentre in effetti sul tratto Mestre-Portogruaro non si arriva ai 100 treni al giorno.

Delle due l'una: o passano oltre 100 treni merci invisibili che non si sentono, né si vedono (questa sì è una novità), o qualcuno dà i numeri. C'è anche una terza possibilità: in quel di Portogruaro un enorme inghiottitoio carsico inghiotte i treni, visto che il collega friulano di Chisso ne vede passare la metà.

Allora, visto che questo corridoio 5 prima o poi sarà realizzato, pensiamoci seriamente. Teniamo presente che i due termini, Corridoio 5 (arteria a rete multimodale) e TAV sono indipendenti, cioè la realizzazione dell’uno non implica necessariamente anche l’altro.
Venendo meno la necessità di traffico viaggiatori veloce, per il traffico merci pensiamo all'alternativa: Portogruaro-Treviso-Castelfranco-Vicenza. Raddoppiare i 52 chilometri della Portogruaro-Treviso con ammordenamento tecnologico fino a Vicenza, costerà molto meno dei preventivati 5 miliardi di euro per la TAV, con un impatto ambientale ben minore (anche questa è una linea utilizzata meno delle sue potenzialità).
Per i collegamenti tra Mestre e l'aeroporto di Tessera (solo traffico viaggiatori), con eventuale prolungamento fino alle località balneari, magari ricollegandosi alla linea attuale all'altezza di Latisana, non serve certo una linea TAV.
Speriamo che il progetto TAV, così come concepito e presentato, che adesso inizia ad accogliere riserve da parte dei politici Regionali, sia solo un esercizio ingegneristico.
Gli Assessori regionali, Chisso e Riccardi, concordano all'unanimità: non ci sono i finanziamenti per realizzare l'opera.

Un dubbio ed una domanda: ma in tutti gli anni passati nessuno ha pensato ad ipotesi alternative? Nessuno di quella che afferma di essere classe dirigente conosce il metodo del brainstorming (letteralmente tempesta celebrale) ?

Oggettivamente: alla gran parte dei Veneti interessa arrivare a Milano da Mestre col treno, in meno di due ore (attualmente sono necessarie 2 ore e 23 minuti) ed un trasporto regionale ferroviario efficace ed efficiente.

Cordialità

Stefano Salvian

     

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