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Giovedì
20 gennaio
2011

 

Un corpo e un'anima

Pure sui messaggi natalizi sindaco e segretario intrecciano i pensieri
La lettera di Natale ai roncadesi del notiziario comunale identica a quella di Luigi Iacono agli ischitani
  
Nel notiziario del Comune di Roncade di Natale 2010 il Sindaco saluta i concittadini con la lettera riportata sotto, nella colonna rosa, a destra.

Nel messaggio natalizio ai suoi conterranei attraverso il sito web di Tele Ischia il segretario del Comune di Roncade, Luigi Iacono, scrive quanto replicato nella colonna a sinistra, in azzurro.

Qualche tempo fa ci chiedevamo chi scrive gli interventi di chi. Ora qualcosa si comincia a capire.
Eppure la metafora delle cabine dovrebbe aver insegnato che, essendo sulla stessa nave, tutti i passeggeri ormai parlano tra loro.

Una domanda: con il poco tempo che ha, essendo pure deputato, perché il nostro sindaco si preoccupa di scrivere i messaggi agli amici di Ischia?

DALLA LETTERA DI LUIGI IACONO AGLI ISCHITANI   DALLA LETTERA DI SIMONETTA RUBINATO AI RONCADESI
Natale 2010

Care isolane, cari isolani, in vista del nuovo anno che ci accingiamo a vivere, ho voluto cogliere l’opportunità di condividere con voi una riflessione più generale. Già negli incontri della scorsa settimana, tenuti un po’ in sordina, ma molto utili, perché mi hanno dato tanta speranza nella possibilità di iniziare un percorso comune utile a cambiare in meglio la nostra isola e offrire maggiori opportunità di crescita per i nostri giovani,

Natale 2010

Cari concittadini e concittadine, ancora una volta ho l’opportunità di entrare nelle vostre case per parlare con voi. Poiché nel notiziario troverete tutti i principali aggiornamenti sull’attività amministrativa del nostro Comune, dedico questo spazio ad una riflessione più generale.
Già in altre occasioni

ho avuto modo di sottolineare come la rapidità con la quale il mondo sta cambiando abbia ricadute anche nella nostra comunità locale: sull’economia, sulla composizione della popolazione, sulla nostra società, sulla nostra vita quotidiana.
E come la politica (nazionale ed europea) abbia il dovere, superando le contrapposizioni

ideologiche e guardando al bene comune, di parlare al Paese con senso di verità e di responsabilità affinché tutti cooperino per assicurare anche nel nuovo mondo che si sta preparando libertà, sicurezza e benessere (non solo materiale) alle presenti ed alle future generazioni.
A seguito della globalizzazione è accaduto che il mondo si è ristretto. E per spiegare cosa ciò significhi, è molto efficace l’immagine usata dal prof. Kishore Mahbubani dell’Università di Singapore lo scorso 23 novembre, invitato da Mario

Monti all’inaugurazione dell’anno accademico alla Bocconi: “Prima della globalizzazione moderna vivere in 192 nazioni diverse è stato come vivere in 192 barche separate. Allora bastava avere delle norme per garantire che le barche non si scontrassero, ovvero le regole dell'ordine multilaterale per garantire che i Paesi non entrassero in collisione.
ho avuto modo di sottolineare come la rapidità con la quale il mondo sta cambiando abbia ricadute anche nella nostra comunità locale: sull’economia, sulla composizione della popolazione, sulla nostra società, sulla nostra vita quotidiana.
E come la politica (nazionale ed europea) abbia il dovere, superando le contrapposizioni
ideologiche e guardando al bene comune, di parlare al Paese con senso di verità e di responsabilità affinché tutti cooperino per assicurare anche nel nuovo mondo che si sta preparando libertà, sicurezza e benessere (non solo materiale) alle presenti ed alle future generazioni.
A seguito della globalizzazione è accaduto che il mondo si è ristretto. E per spiegare cosa ciò significhi, è molto efficace l’immagine usata dal prof. Kishore Mahbubani dell’Università di Singapore lo scorso 23 novembre, invitato da Mario Monti, all’inaugurazione dell’anno accademico alla Bocconi: “Prima della globalizzazione moderna vivere in 192 nazioni diverse è stato come vivere in 192 barche separate. Allora bastava avere delle norme per garantire che le barche non si scontrassero, ovvero le regole dell’ordine multilaterale per garantire che i Paesi non entrassero in collisione.
Ma oggi, per effetto del restringimento del mondo provocato dalla globalizzazione, i 7 miliardi di persone nel mondo non vivono più in 192 barche separate: noi viviamo in 192 cabine separate sulla stessa barca. Il problema è che siamo tutti ancora impegnati a prenderci cura delle nostre cabine e nessuno si prende cura della barca nel suo complesso. I problemi sono diventati globali - il riscaldamento globale, la crisi finanziaria, le pandemie, il terrorismo – ma i governi del mondo sono concentrati sulla cura delle proprie cabine, anziché prendersi insieme cura della barca”.
Questa immagine rende bene la sfida che abbiamo davanti, a tutti i livelli: da quello europeo, a quello nazionale, a quello locale. E’ la sfida a vincere la tentazione di rinchiudersi nel piccolo per la paura di un futuro incerto, trovando il coraggio di uscire dalla cabina per dare una mano, insieme a tutti gli altri passeggeri, sul ponte della nave.
Ma oggi, per effetto del restringimento del mondo provocato dalla globalizzazione, i 7 miliardi di persone nel mondo non vivono più in 192 barche separate: noi viviamo in 192 cabine separate sulla stessa barca. Il problema è che siamo tutti ancora impegnati a prenderci cura delle nostre cabine e nessuno si prende cura della barca nel suo complesso. I problemi sono diventati globali - il riscaldamento globale, la crisi finanziaria, le pandemie, il terrorismo - ma i governi del mondo sono concentrati sulla cura delle proprie cabine, anziché prendersi insieme cura della barca”.
Questa immagine rende bene la sfida che abbiamo davanti, a tutti i livelli: da quello europeo, a quello nazionale, a quello locale. È la sfida a vincere la tentazione di rinchiudersi nel piccolo per la paura di un futuro incerto, trovando il coraggio di uscire dalla cabina per dare una mano, insieme
a tutti gli altri passeggeri, sul ponte della nave.
Le nostre radici cristiane ci aiutano in modo straordinario: anche questo Natale ci ricorda che siamo tutti figli dello stesso Padre e fratelli tra noi. Anche secondo Kishore Mahbubani, nella nuova era che sta iniziando, l’Europa può offrire al mondo tre grandi doni, grazie ai quali potremmo avere un secolo migliore.
Si tratta della cultura della pace, che troppo spesso diamo per scontata, ma che è la più grande conquista di civiltà dell'umanità.
Il secondo dono è la cultura della compassione, che dice che in qualsiasi società ci si deve prendere cura delle persone più deboli ed indigenti .Senza offrire anche a queste l'opportunità di crescere, non si avrà la meritocrazia, non si avrà sviluppo né stabilità a lungo termine. Infine, il terzo dono è la cultura della cooperazione, la capacità degli Stati europei di rinunciare a un parte della loro sovranità per collaborare insieme nel prendersi cura dei problemi comuni.
Questi sono i doni che secondo Kishore Mahbubani noi possiamo offrire anche all’Asia perché il
mondo sia migliore.
In questo le nostre radici cristiane ci aiutano in modo straordinario: lo stesso Natale ci ricorda che siamo tutti figli dello stesso Padre e fratelli tra noi. Anche secondo Kishore Mahbubani nella nuova era che sta iniziando l’Europa può offrire al mondo tre grandi doni, grazie ai quali potremmo avere un secolo migliore.
Si tratta della cultura della pace, che troppo spesso diamo per scontata, ma che è la più grande conquista di civiltà dell’umanità.

Il secondo dono è la cultura della compassione, secondo la quale in qualsiasi società ci si deve prendere cura delle persone più deboli ed indigenti. Senza offrire anche a queste l’opportunità di crescere non si avrà la meritocrazia, non si avrà sviluppo né stabilità a lungo termine. Infine, il terzo dono è la cultura della cooperazione degli Stati europei, che hanno rinunciato ad una parte della loro sovranità per collaborare nel prendersi cura dei problemi comuni.
Questi sono i doni che secondo Kishore Mahbubani noi possiamo offrire anche all’Asia perché il
mondo sia migliore.
Questi sono i doni più importanti anche per il benessere della nostra isola: sforziamoci di applicare sempre di più la cultura della pace, della compassione e della cooperazione non solo in famiglia, ma anche in ambito istituzionale, lavorativo, economico, sociale, scolastico, e la nostra comunità continuerà a crescere e ridaremo ai nostri bambini il diritto di sognare un futuro migliore. Il Natale ci assicura che insieme possiamo realizzare questo sogno. Questi sono i doni più importanti anche per il benessere della nostra città: sforziamoci di applicare sempre di più la cultura della pace, della compassione e della cooperazione non solo in famiglia, ma anche in ambito istituzionale, lavorativo, economico, sociale, scolastico, e la nostra comunità continuerà a crescere e ridaremo ai nostri bambini il diritto di sognare un futuro migliore. Il Natale ci assicura che insieme possiamo realizzare questo sogno.
Tutto questo potrà aiutare anche noi isolani e soprattutto i nostri giovani, che sono il nostro bene più prezioso, ad avere maggiore fiducia nel futuro. Sono convinto che se le scelte che faremo saranno dettate dall’agenda delle attività migliori per il futuro dei giovani anche noi saremo più capaci di superare le difficoltà di oggi e di domani.
Con questo spirito vi giungano i miei auguri di salute, di pace e di fraternità.

Buon futuro a tutti.

Per questo vi giungano i miei auguri di salute, di pace e di fraternità.

Il Sindaco Simonetta Rubinato


Caro Gianni
ti ringrazio per l'attenzione che hai sempre avuto nei miei confronti, nel seguire le mie vicende personali e professionali, allungando lo sguardo fino all'Isola d'Ischia. So che hai molta simpatia nei miei confronti anche se non condividiamo le stesse idee. D'altronde io non potrò essere mai un radicale di sinistra, per questo farai sempre fatica con qualsiasi mezzo, anche di pressione mediatica, a farmi cambiare idea.

Resta però sempre immutata nei tuoi confronti la mia stima per come utilizzi la penna che spesso sa cimentarsi in testi ironici e maliziosi. E non ti nascondo che qualche volta mi è stata pure di insegnamento. Ma non più dell'on. Simonetta Rubinato, però, che, sono sicuro, la penna la sa usare ancora meglio. E vengo alla risposta doverosa alla tua curiosità. Il nostro Sindaco, e lo dico come cittadino di Roncade, ha tutta la sensibilità culturale e la disponibilità personale per condividere anche il messaggio ai cittadini dell'Isola d'Ischia... e non solo. E siccome sono convinto della tua intelligenza anche tu dovresti approfittarne della sua esperienza per arricchire la tua.

Sempre con stima, cordiali saluti.

Luigi Iacono


Segretario si rilassi e lasci perdere le categorie destra-sinistra che sono troppo nobili per una stupidaggine come questa.
Qui c'è solo un copia-incolla malandrino che non è grave ma che ci fa sorridere ed ispira tenerezza.

Per la segnalazione ringrazi i suoi conterranei d'origine.
Sulle doti superiori del nostro sindaco da lei qui riaffermate non ho nulla da eccepire.

Cordialità pure a lei

Gianni Favero

     

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